La 13^ giornata, alla vigilia, con la trasferta di Castellammare di Stabia del Bari, avrebbe potuto portare vantaggio alle immediate inseguitrici, soprattutto al Catanzaro, unica, insieme all’Avellino e Foggia, a giocare tra le mura amiche. La sconfitta del Bari, per mano della Juve Stabia di Sottili, ha riproposto alcuni problemi, sicuramente di assemblaggio, che hanno condizionato il percorso dei bianco rossi, fuori casa, nei recenti viaggi quali Francavilla Fontana e, appunto, Castellammare. Una volta passati in svantaggio, senza essere particolarmente pericolosi, non c’è stato il recupero del risultato come una grande squadra, oltre a provare, credendoci, vi riesce, anzi nell’involuzione, una volta sotto nel punteggio, crea un blocco psicologico che compromette le riuscite delle giocate avute a disposizione. Pertanto il Bari, sconfitto, ma sempre in vantaggio da + 5 a + 4 rispetto ad un terzetto, ora, composto da Catanzaro, Palermo e Monopoli, ha ricompattato il gruppo di squadre nella griglia play out, articolato da Turris, Foggia, Avellino, Taranto, Virtus Francavilla e Juve Stabia. Il Catanzaro ha superato, con il classico punteggio “all’inglese” di 2 a 0, il Messina di Capuano, incapace di opporre una resistenza valida e controbattere alle folate dei calabresi. Il Palermo, in trasferta in Puglia, ha superato con un 2 a 0, l’Andria di Ginestra, inguaiando ulteriormente la formazione federiciana, ora ancorata pesantemente in coda alla classifica. Il Monopoli, recatosi in casa della Vibonese, si è dovuto accontentare del pareggio, in Calabria, ottenendo un punto che gli consente di mantenere la posizione di vertice. Intanto la Turris ha travolto, a domicilio, il Monterosi, inguaiandolo ulteriormente, mentre i corallini sono alla seconda vittoria consecutiva. Il Foggia, al riscatto dopo la bruciante eliminazione in Coppa Italia, ha travolto la Paganese di Grassadonia, incapace di arginare il dirompente attacco dei rossoneri. La Virtus Francavilla ha superato il Latina, votato a tornare nel Lazio con punti importanti per l’asfittica classifica, e successo in rimonta dopo essere stata in svantaggio quasi per mezz’ora. Il Taranto, al Partenio Lombardi di Avellino, in formazione ampiamente rimaneggiata, pur non sfigurando al cospetto di una suadra costruita per un traguardo importante, quale la promozione in serie B, è uscito sconfitto dalla trasferta irpina e dopo il raddoppio subito per opera dell’ever green Maniero, rimboccandosi le classiche amiche, prima dimezzava il gap, con Civilleri, quindi rischiava di pareggiare con lo sfortunato Riccardi, abile a battere in rete una palla che non aveva la fortuna di termine in rete. La Juve Stabia, dopo la vittoria su rigore, nei confronti del Bari si è rilanciata verso la zona tranquilla in classifica, mentre Campobasso e Catania, hanno dato vita ad un match dalle forti emozioni e ricco di goal, preparato scrupolosamente da parte dei due tecnici. I molisani ed i siciliani si sono affrontati in una gara avvincente e scoppiettante, tanto che l’altalena nel punteggio ha lasciato il pubblico presente con il fiato sospeso, fino all’ultimo secondo del tempo di recupero. Al termine, il pari sembrava potesse accontentare entrambe le formazioni, più gli ospiti a dir la verità, tanto rammarico per i lupi molisani, ma un punto serve per muovere la classifica. A Potenza, il derby della Lucania e della provincia potentina è stato ad appannaggio dei padroni di casa che con un goal per tempo (l’ultimo al 90° minuto), hanno superato i melandrini del patron Curcio, incapaci di rispettare i dettami del mister Palo, dannatosi per tutto l’incontro, per salvare il punteggio ed evitare di scivolare in classifica. Il Messina di Capuano, sconfitto a Catanzaro, è ancora in piena zona play out e, al momento, non si intravedono grossi miglioramenti, soprattutto lontano dalla Città peloritana. Periodo drammatico per il Latina, ancora una volta sconfitto, questa volta, contro la Virtus Francavilla, in trasferta, vanificando i bei successi casalinghi contro le dirette concorrenti alla permanenza. Il nervosismo dilaga (Di Donato espulso, domenica, alla Nuova Arredo Arena), sintomo delle mancanza, e quasi assenza, di tranquillità nelle prestazione della squadra pontina. Bonus salvezza ormai quasi esauriti, adesso non sarà più possibile errare per la formazione laziale. Anche la Vibonese, facendo di necessità virtù, punta ai match casalinghi per conquistare punti preziosi per cercare di entrare nella zona play out e giocarsi la permanenza, nella post season. Infatti, nella gara casalinga contro il forte Monopoli, il pareggio conquistato acquista valore d’importanza assoluta, proprio perché conquistato contro un avversario di prima fascia come gli adriatici. Intanto l’Andria, ormai sul fondo classifica, sembra andare alla deriva, tanto che neanche in casa, come domenica, ospite il Palermo, la formazione di Ginestra ha mostrato concentrazione, attenzione ed applicazione, necessari ad ottenere un risultato positivo, sinonimi, probabilmente di assenza di qualità, tecnica e d’esperienza della rosa a disposizione dell’allenatore, subentrato a Panarelli.
JUVE STABIA – BARI: una delle ultime chiamate a disposizione di Sottili, alla guida delle vespe stabiesi, è coincisa con una vittoria, sì di misura e giunta su rigore battuto magistralmente da Eusepi, al 46° del primo tempo, ma la preoccupazione dell’ambiente barese è stata la mancanza di reazione, sia prima del penalty, soprattutto nella ripresa dove i biancorossi non hanno impegnato seriamente il portiere dei giallo blu campani. Sottili era stato abile ad imbrigliare il Bari e il campo gli ha dato ragione, soprattutto l’aver conquistato tre punti, impresa che non a tutti capiterà, gli hanno permesso di collocarsi a quota 17, a tre punti dalla zona play off. Mignani dovrà fare il mea culpa, ma intanto il campionato, realisticamente si è riaperto ed i commensali al banchetto per la serie B sono aumentati e le insidie e le difficoltà sono raddoppiate e la corsa in solitaria verso la seconda serie nazionale, non è garantita al 100%.
CATANZARO – ACR MESSINA: gara importante per i calabresi, alle prese con la rincorsa per le prime posizioni (vetta, ora, a solo 4 punti), mentre per i siciliani, l’asfittica classifica, comincia a preoccupare. Ci sono voluti solo ventisette minuti perché Carlini sbloccasse il punteggio a favore dei padroni di casa e, da questo momento, ospiti, virtualmente, spariti come celati un’eclisse. Nella ripresa ci si aspettava, con il trascorrere del tempo, un ampia reazione degli ospiti. I giallorossi calabresi, sotto le direttive di Calabro, con le giuste sostituzioni, insistevano per mettere a sicuro il risultato e dopo nove minuti della ripresa, Vandeputte, piazzava la bordata giusta per chiudere, virtualmente, il match ed amministrare il risultato che consentiva al Catanzaro di ritornare al secondo posto, ora a soli quattro punti dalla capolista Bari. Gli ospiti ritornavano in Sicilia, con una sconfitta e poche certezze che la lotta alla permanenza sarà sicuramente lunga e molto difficoltosa, soprattutto se non acquisiranno una continuità, in trasferta.
FIDELIS ANDRIA – PALERMO: match che alla vigilia assumeva aspetti importanti tanto per i ragazzi di Ginestra, alle prese con le sabbie mobili delle zone play out e retrocessione diretta, mentre i siciliani, intenti nell’operazione risalita in classifica. L’incontro verteva sulla furbizia del reparto offensivo rosanero e la fragilità della linea difensiva e del centrocampo, apparso, anche in questa circostanza, alquanto debole. I ragazzi di Filippi, sornioni ed attendisti, aspettavano l’occasione giusta che capitava a Brunori Sandri, al 27° del primo tempo, abile a sfruttare una marchiano errore della difesa andriese e superare con una conclusione ferale il portiere dei locali. I padroni di casa, in quel momento, superato un inziale disorientamento tentavano di portarsi in avanti, ma la frenesia di concludere, positivamente, impediva di essere incisivi e nella ripresa, mentre i ragazzi di Ginestra tentavano di recuperare il risultato, Almici , al 18°, segnava il secondo goal per i rosanero e questa marcatura risultava la mazzata finale per i bianco azzurri federiciani. I tentativi di dimezzare lo svantaggio diventavano rari e, a fine gara, qualche fischio si udiva provenire da tutti i settori dello “Stadio degli Ulivi”. Il Palermo si portava a quota 23, a quattro punti dalla capolista, assieme al Catanzaro e al Monopoli, con prospettive di iniziare l’assalto al vertice del campionato; umore diverso invece per gli andriesi che, comunque anche dalle parole del tecnico, non lasciavano trasparire preoccupazione per la classifica che la momento è occupata dai calabresi della Vibonese, indizio di una lotta all’ultimo punto per evitare, in primavera la mortificante retrocessione diretta nei Dilettanti che rappresenterebbe, per gli andriesi, una vera e propria sciagura, dopo aver fatto tanto per essere ripescati in terza serie.
VIBONESE – MONOPOLI: uno dei classici testa – coda di questa giornata, in cui le squadre di vertice avrebbero potuto incontrare difficoltà medie e massime, vista l’urgenza di punti da raccogliere, quasi disperatamente, per evitare la classificazione di campionato “fallimentare”, al termine dell’annata e dover ripartire dalla serie D. Al “Razza ” di Vibo Valentia, la formazione bianco verde di Colombo, subito cercava di prendere le redini della gara, proprio in ottica di conquistare l’intera posta e per questo impiegava soli otto minuti, con il solito Starita, per passare in vantaggio e gelare il pubblico presente sugli spalti dell’impianto calabrese. I padroni di casa non si abbattevano ed anzi aumentavano la loro pressione, reagendo con veemenza ed agonismo, in modo da cercare di raddrizzare il risultato. La loro reazione veniva premiata, al 25°, quando l’attaccante Sorrentino, piazzava la palla nella rete, per il sospirato pareggio. Da questo momento in poi, mentre la Vibonese cercava di sorprendere la difesa ospite e cercare il sigillo per il successo, che sarebbe stato importantissimo, i monopolitani, attendisti, aspettavano l’occasione giusta e ferale per spuntarla sui padroni di casa, pur con la difesa locale, attenta, concentrata e che blindava la porta del numero uno calabrese. In effetti non accadeva più nulla fino al termine del match, con qualche rimpianto per gli ospiti che erano passati in vantaggio, mentre i ragazzi di D’Agostino erano contenti per aver conquistato un punto contro una formazione di livello e posizionata nel parti alte della graduatoria.
MONTEROSI TUSCIA – TURRIS: una gara quella disputata sul neutro di Viterbo, in cui, già alla vigilia si paventavano difficoltà per i locali, nell’affrontare una Turris in forma, almeno nelle ultime prestazioni sciorinate. Gara, quindi, già dalle battute iniziali a forti tinte coralline, tanto che i campani, al 19°, effettuavano il primo squillo di tromba, con Santaniello che trovava l’areite del vantaggio per gli ospiti e metteva in affanno i laziali, tenuti ad operare la rincorsa al risultato, ovviamente scoprendosi. Nel primo tempo, questa tattica di giocare come il gatto fa con il topo, non partoriva emozioni tali da far mutare il risultato e, all’intervallo, ospiti in vantaggio ed attesi da una ripresa, nelle previsioni, a tinte locali, alla ricerca del goal del pareggio. Le intenzioni, però, non avevano una concretizzazione efficace, anzi, nelle ripartenze gli ospiti trovavano un fallo in area che li portavano a battere un rigore con Giannone e, dopo otto minuti, il 2 a 0 a favore dei partenopei, era bello e confezionato. I viterbesi, allora, si rimettevano in moto per tentare il tutto per tutto, ma la difesa della formazione di D’Antoni, aprendosi, lasciava varchi e Leonetti, al 27°, piazzava la rete del 3 a 0 e chiusura, anticipata, del match al Rocchi. L’orgoglio, a questo punto, faceva ulteriormente, spingere i locali verso l’area della Turris e, al 37°, Caon, realizzava il classico goal della bandiera, che non mitigava l’amarezza per uno stop netto nelle proporzioni, ma almeno lasciava l’aspetto interessante di non aver mollato, al cospetto di un avversario di livello, mentre per gli ospiti, l’essere giunto a quota ventidue, a cinque punti dalla vetta, era il massimo premio raggiunto, in un turno favorevole, per il coronamento delle ambizioni coralline.
FOGGIA – PAGANESE: i ragazzi di Zeman, dopo ben tre pareggi raccolti nei turni precedenti, al cospetto di un avversario, non impossibile da superare, ma scorbutico per l’esperienza, più che la qualità e la tecnica, miravano, al cospetto del pubblico amico, a conquistare un successo che potesse rilanciarli. La gara era pertanto impostata da Zeman all’insegna della velocità dei suoi cursori sulle fasce, dell’esperienza di alcuni degli interpreti rossoneri, sfruttando le amnesie e la debolezza della difesa paganese. Servivano però, trentatré minuti perché Ferrante, avesse la possibilità di superare la difesa ospite, abile, fino a quel punto, di resistere agli attacchi dei satanelli. La reazione prevista degli ospiti non portava concretezza ed anzi le folate dei padroni di casa, soprattutto sulle fasce scardinavano le certezze della retroguardia campana che veniva infilata per la seconda volta, quando la difesa ospite interrompeva in area un’azione dirompente che costringeva l’arbitro a decretare il rigore. Al 43°, dal dischetto, era Curcio a piazzare il sigillo del 2 a 0 e portare la sua squadra, all’intervallo, sul doppio vantaggio. Nella seconda parte di gara, nonostante la Paganese cercasse di uscire dalla propria metà campo e tentasse di segnare il classico goal della bandiera, utile a riaprire, probabilmente il match, l’azione si presentava sterile e poco convinta, proprio a causa delle veloci incursioni che facevano molto male sia agli interditori ospiti , ma soprattutto alla difesa. Nonostante le sostituzioni effettuiate da Grassadonia, per dare più smalto alla offensiva salernitana, la squadra di Zeman, piazzava la terza gemma del tardo pomeriggio, ancora una volta con Curcio, abile, al 16°, a superare ancora una volta il portiere Baiocco e mandare in visibilio il pubblico dello Zaccheria. La gara si chiudeva in pratica qui, infatti la svuotata di idee ed energie, Paganese, si arrendeva e i padroni di casa si limitavano ad amministrare il match, facendo trascorrere il tempo fino al fischio di chiusura che soddisfaceva Zeman, conscio che l’avversario non fosse della prima fascia e avesse mostrato delle lacune che hanno permesso, comunque, di ottenere un indiscutibile e meritato successo. Grassadonia, intanto, rabbuiato per la discontinuità che la sua formazione, molto esperta, ma avanti nell’età, lo sta facendo scivolare nelle zone medie e basse della classifica, con un pericoloso avvicinamento alle sabbie mobili di play out, da evitare a tutti i costi.
AVELLINO – TARANTO: incontro di cartello quello disputato al Partenio – Lombardi di Avellino, tra i bianco verdi di Braglia ed i rossoblù di Laterza, comunque incontro che per i padroni dio casa, vincendolo poteva portare enormi benefici agli irpini, mentre i rossobù dovevano cercare di continuare la mini striscia redditizia con i sette punti conquistati nelle ultime tre gare. Incontro che fin dalle prime battute, vedeva, già dal fischio di inizio, di fronte un Avellino incerottato e con i pugliesi che dovevano rinunciare anche a Saraniti, oltre ai vari Marsili, Diaby, Versienti, Italeng (senza tralasciare il lungo degente Guastamacchia) e che costringeva Laterza, in avanti, a schierare il tridente De Maria, Giovinco e Pacilli, alle spalle di Santarpia, nel ruolo inedito di punta, per una specie di “falso nueve” obbligatorio per le tante assenze, soprattutto ,nel reparto offensivo. Ed allora, per tutto il primo tempo, l’Avellino con il pallino del gioco in mano cercava di trovare la giocata idonea, ma la difesa ionica, articolata con i difensori esterni Ferrara e Riccardi, con Zullo e Granata, al centro della linea difensiva (Benassai, in panchina), fino a quando un fallo, forse ingenuo, portava , al 30°, il rientrante Sbraga a battere una punizione con una bordata impressionante che si infilava, alla destra, di Chiorra, per l’1 a 0. Il Taranto reagiva e nella ripresa cercava di poter pareggiare il match, fino a quando Maniero, issandosi in area colpiva di testa e raddoppiava per i padroni di casa al 32°. La gara ,che sembrava essere chiusa, si riapriva dopo quattro minuti, quando Civilleri, spizzicando una palla giungente dalla sinistra, si infilava nella porta difesa da Forte e l’aver dimezzato lo svantaggio consigliava agli irpini la gestione del risultato che avveniva con successo ed i rossoblù tornavano a Taranto con una sconfitta, al limite, quasi immeritata, ma da accettare per le dimensioni limitate e soprattutto per le tante attenuanti riscontrate. Braglia, riconoscendo le qualità della formazioni di Laterza, era soddisfatto della prestazione dei suoi e del risultato che lo portava in settima posizione, e quindi in piena area play off.
VIRTUS FRANCAVILLA – LATINA: gli imperiali di Ginestra, dopo la sconfitta di Pagani, volevano ritornare alla vittoria e riprendere la corsa verso la zona play off, ambita nella programmazione estiva. L’avversario di turno, il Latina di Di Donato, dopo lo scontro salvezza vinto contro l’Andria, puntava ad interrompere la striscia negativa in trasferta e per questo sperava in terra brindisina di portare a casa qualche punto. L’atteggiamento iniziale dei laziali, sorprendeva la squadra di Taurino ed in fatti i neroazzurri pontini, al 17°, trovavano un varco con Ercolano che portava gli ospiti, dopo nove minuti dal goal ospite. A questo punto, i padroni di casa volevano a tutti i costi la vittoria , ma il tentativo doveva essere rimandato alla ripresa. Nel secondo tempo, ancora una volta partenza sprint dei padroni di casa e dopo 31 minuti, Ekuban, trovava un corridoio giusta per superare il portiere pontino. Era il goal del vantaggio locale e rimaneva quello del successo bianco azzurro, ma anche quello della disperazione dei ragazzi di Di Donato. ora veramente ai limiti delle posizioni per la retrocessione diretta in serie D (solo i due punti di vantaggio rispetto a Vibonese ed Andria).
CAMPOBASSO – CATANIA: la gara, disputata sotto la pioggia, è stata pirotecnica fin dalle prime battute in cui i molisani sono stati proiettati all’offensiva per superare gli etnei che in quest’ultimo periodo hanno mostrato una certa continuità di risultati. Dopo sei minuti era Rosaia sbloccare il punteggio a vantaggio degli etnei, ma il Campobasso, con una veemente reazione dal 19° al 33°, piazzava una striscia di marcature con un rigore di Emmausso, quindi Rossetti ed infine Candellori. tris che consentiva ai molisani di andare in vantaggio, dimezzato prima del riposo, con un rigore calciato dal bomber Moro. Nella ripresa, emergevano le doti di tecnica, qualità e furbizia degli ospiti e Moro portava sul 3 a 3 il punteggio, poi, inarrestabili, gli uomini di Baldini trovavano la rete del 4 a 3 sempre con Moro (triplettista di giornata). Quando sembrava ormai un impresa per i rossoblù trovare una nuova marcatura, una palla scodellata a centro area, veniva calciata con violenza con Tenkorang che infilava il numero uno etneo, per il meritato pareggio, sia pure con tanti rimpianti, visto il ribaltamento del risultato nel primo tempo. Il Catania, i cui problemi extra calcistici rischiano di non fargli terminare questo campionato, continua nella scalata alle posizioni di vertice e quindi nella striscia positiva, in attesa di capire se, dalla società, arrivino notizie sul futuro immediato.
POTENZA – AZ PICERNO: il derby di Lucania, tra la formazione di Trocini (reduce dalla sconfitta di Taranto) ed il Picerno di Palo, intento in un’ascesa in classifica approfittando del calendario favorevole. Gara molto tesa per l’alta posta in palio e apprezzata dal folto pubblico presente sugli spalti del Viviani che, nella prima parte di match, ha visto le due formazioni fronteggiarsi, rispettandosi, comunque già dopo un quarto d’ora i potentini con la testa avanti grazie a Piana che superava il portiere melandrino, Viscovo, per un vantaggio repentino che cambiava il corso del match. Fino al termine della prima frazione gli ospiti tentavano delle sortite per impattare l’incontro, ma la formazione potentina, ben concentrata nella fase di possesso e difensiva, impediva agli attaccanti rossoblù picernesi di offendere ed impensierire la squadra di Trocini. Nella ripresa, i padroni di casa controllavano la dinamica del match adattandosi al gioco avversario, gli ospiti in effetti avevano delle difficoltà a pungere i rossoblù locali e allo scadere, mentre sembrava essere chiuso l’incontro, Zampa nel primo minuto di recupero, raddoppiava e definiva il punteggio finale sul 2 a 0. Una vera e propria boccata d’ossigeno per Trocini e i suoi ragazzi, mentre nessun dramma particolare per il Picerno se non aver perso nel match che decretava la supremazia lucana e del provincia di Potenza, tra le due massime espressioni di una regione, quale la Basilicata, che da sempre cerca una sua collocazione nel calcio che conta.
Fabrizio Di Leo













