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Serie C/C, prima giornata nel segno del Taranto di Capuano

Foto Franco Capriglione

Serie C/C, prima giornata nel segno del Taranto di Capuano

Antonini e Kanoute stendono la squadra di Cudini. Vittoria del Crotone sul campo del Catania. Tonfo del Benevento

di Fabrizio Di Leo

La prima giornata del campionato 2023 – 24 è iniziata all’insegna delle sorprese, tante negative, alcune positive e forse impreviste alla vigilia. E’ stata una domenica all’insegna della “Caduta degli Dei”, in quanto tutte le big, tranne una, hanno subito stop che hanno, almeno dopo questo turno, fatto sorgere dubbi sulla preventivata leadership in campionato. Venerdì scorso, nel big match del Massimino, il Catania contro il Crotone, nonostante un match condotto all’attacco e molto sfortunato, ha subito, davanti a 20.000 spettatori, una sconfitta di misura, che non è stato possibile evitare sia per l’imprecisione del reparto offensivo etneo, complice pali e traverse colpiti ma anche per la buona tenuta della linea difensiva dei pitagorici, ottima a permettere di compiere questo importante blitz in Sicilia. A seguire, al Lombardi Partenio, l’Avellino super accreditato ed in prima fila nelle previsioni, per vincere il campionato (direttamente), contro il solito camaleontico Latina, non riusciva ad imprimere il proprio gioco e, per la disperazione di Rastelli, subiva un pesante stop, all’inglese, che lasciava amareggiati e dubbiosi supporters irpini, giá non convinti della bontà della guida tecnica e ora forse anche della rosa allestita per un campionato di vertice. Il Benevento, prima ipotetica candidata a vincere il girone C, dopo essere passato in vantaggio a Torre del Greco, è stato surclassato dalla Turris che pazientemente prima ha recuperato il gap e poi raddoppiato esponendo i sanniti alla disperata rincorsa per salvare il risultato, ma il 3 a 1 finale è stato il sigillo di una serata storica per i corallini e di tanti dubbi ed interrogativi per la strega. A Taranto il derby ionico dauno tra i rossoblù e i rossoneri ha visto un match in cui il primo tempo è stato una fase di studio in cui i ragazzi di Capuano, pur non avendo il predominio del centrocampo ad appannaggio degli uomini di Cudini, hanno fatto comunque consumare energie alla formazione ospite che a dire la veritá non ha mai impensierito realmente i padroni di casa. Il cambio di modulo nella ripresa, dal 3 – 5 – 2, al 3 – 4 – 3 con l’innesto di Kanoute e Samele con Bifulco nel tridente offensivo, cambiavano il corso del match. Più propositiva la formazione ionica e prima Antonini su un’azione partita da corner, con una girata di destro a bucare la rete avversaria e poi Kanoute, bravo a chiudere un dialogo con Samele, blindavano il risultato, mandando in brodo di giuggiole i 10.000 cuori palpitanti rossoblù, osannanti al termine della gara con Capuano, incitatore della Nord durante il match, a ringraziare con un inchino il pubblico e la Nord per il gran sostegno fornito durante la gara. Nel “sunday night”, arrivavano importanti affermazioni per la Juve Stabia che al Bonolis di Teramo passava agevolmente sul Monterosi mettendo a nudo i problemi dei laziali ed innestando una marcia bene augurante per l’attuale stagione; il Potenza al Viviani nel confronto contro il Brindisi blindava il risultato, con i pugliesi che nel finale rendevano la sconfitta meno amara ma con tanto lavoro ancora da fare per i ragazzi di Danucci. Intanto, il Giugliano, con l’ex rossoblù Nocciolini, vinceva il derby col Sorrento, indicando alla formazione della Costiera, allenata da Maiuri, quale sia l’approccio ai match di serie C, dove il cinismo e l’attendismo, possono essere due fattori indispensabili per cercare di conquistare l’intera posta in palio. Sorrentini comunque rimandati alle prossime gare per capire quale l’esatta collocazione in questo impegnativo girone di terza serie. A Francavilla Fontana, gli imperiali del patron Macrì, al cospetto del robusto Picerno, pur avendo mantenuto la gara a reti inviolate per oltre tre quarti gara, nell’ultimo step, subendo il goal di Diop, vecchia volpe dei campi di serie C, non riuscivano a conquistare il punto al cospetto del pubblico amico, mostrando tutti il ridimensionamento del progetto tecnico, nonostante l’ultimo arrivo dell’ex Taranto e Catania, Giuseppe Giovinco. Una sorpresa abbastanza evidente si è vista al Monterisi, dove il Cerignola, al termine di un match, altalenante, ha terminato la gara in parità con il Messina, formazione che vuol candidarsi ad un ruolo di sorpresa del campionato.

CATANIA – CROTONE: sconfitta amara del Catania all’esordio in campionato. I rossazzurri cedevano al termine di una battaglia estenuante l’intera posta ad un Crotone cinico, fortunato e saggio nella gestione di una gara difficile da interpretare. La decideva al 67′ Tribuzzi, sfruttando una topica difensiva, una disattenzione fatale e un errore determinante del portiere che non si opponeva in modo efficace alla conclusione avversaria. I tifosi etnei sostenevano la squadra, trascinata da un ispiratissimo Chiricò, calciatore d’altra categoria che deliziava il pubblico presente. Questo però non valeva a portare a casa punti pesanti per cominciare l’annata col piede giusto. Pesavano anche i numerosi legni colpiti dai padroni di casa, in particolare con Rapisarda, Zammarini e Chiricò (direttamente da calcio piazzato). Una grande atmosfera accompagnava l’inizio della sfida. Luca Tabbiani schierava, nel suo 4-3-3, Livieri in porta; Quaini e Curado sono i centrali difensivi, con Rapisarda e Mazzotta esterni; in mezzo Zammarini, Rizzo e Rocca; pacchetto avanzato composto da Chiricò, Sarao e Marsura. Gli ospiti, allenati da Lamberto Zauli, scendevano in campo con D’Alterio tra i pali; Papini e Gigliotti al centro del pacchetto arretrato, completato da Leo e Giron; mediana a due composta da Felippe e Vitale, in trequarti operano Pannitteri, D’Ursi e Tribuzzi; la prima punta è Tumminello. Prime fasi di grandi emozioni, sugli spalti c’era il tutto esaurito, presente anche una nutrita rappresentanza del tifo crotonese. L’impatto del Catania era positivo: squadra compatta e aggressiva, alla ricerca di geometrie e lanci illuminanti per gli esterni d’attacco. La prima grande occasione per i rossazzurri al 17′, quando Rapisarda dalla corsia esterna di destra provava il tiro cross che ingannava D’Alterio, superato dalla sfera, ma veniva fermato dal palo interno che strozzava in gola l’urlo dei tifosi di casa. Poco dopo rispondeva anche il Crotone con un tentativo di Tumminello respinto da Livieri. Chiricò era in palla e prendeva per mano la squadra, anche Zammarini a centrocampo era ispirato e aiutava molto nelle due fasi di gioco. Clamorosa chance per gli etnei al 32′: Zammarini raccoglieva un suggerimento su azione di ripartenza e s’involava verso la porta, provando la conclusione che si stampava sul palo alla sinistra dell’estremo difensore avversario che nulla poteva fare nella circostanza. I calabresi provavano in poche occasioni a mettere in difficoltà la retroguardia dei siciliani, che si concedeva così più di una volta licenza di mantenersi alta, dando manforte al centrocampo. Il finale di primo tempo vedeva il Catania molto propositivo, ma mancava la concretezza là davanti. La ripresa si apriva con un sussulto del Crotone: palla a Tribuzzi che tirava a giro non trovando la porta per un soffio. Al 52′ D’Ursi pericolosissimo nel cuore dell’area, ma l’azione sfumava. Ritmi ancora elevatissimi, il Catania riprendeva in mano le operazioni e nel giro di un paio di minuti creava i presupposti per segnare: prima Zammarini concludeva su suggerimento di Chiricò, trovando la risposta in corner di D’Alterio, poi al 56′, Rocca tirava dal limite sfiorando la traversa. Tabbiani decideva che era ora di cambiare qualcosa e richiamava in panchina Rizzo e Sarao, al loro posto in campo Ladinetti e Di Carmine. La risposta di Zauli nel cambio Pannitteri-Petriccione al 60′. Al 64′ ottimo spunto di Rocca per Di Carmine che da ottima posizione concludeva, parata strepitosa del portiere dei calabresi. Tre minuti più tardi la doccia gelata per il pubblico del “Massimino”: dormita generale, pallone in mezzo per Tribuzzi che superava agevolmente Livieri, tutt’altro che perfetto nella circostanza. Da segnalare anche l’errore in copertura di Rapisarda. Al 73′ punizione per il Catania, che nel frattempo operava una sostituzione giocando la carta Bocic per Marsura, sul pallone Chiricò che prendeva la traversa: ancora un legno per i rossazzurri. La partita si trascinava avanti, ma la stanchezza si faceva sentire, mentre il Crotone sfruttava qualsiasi occasione possibile per prendere tempo ed evitare agli avversari di riversarsi avanti. Classica girandola di cambi che mischiava le carte, l’inerzia della partita però non cambiava. In pieno recupero, su calcio d’angolo, pallone al bacio per Curado che da due passi non riusciva a metterla in fondo al sacco di testa. Il risultato finale sorrideva pertanto agli ospiti che espugnavano il “Massimino”.

AVELLINO – LATINA: cominciava male, malissimo l’avventura del nuovo Avellino nel campionato di C. Lo ‘squadrone’ indicato da tutti come la pretendente principale alla vittoria del campionato cadeva rumorosamente 2-0 in casa contro il modesto Latina, che facendo la sua onesta partita, accorta ed ordinata, portava a casa un risultato insperato. Un risultato che non rifletteva quanto visto in campo, con l’Avellino che manteneva il possesso palla e creava le occasioni migliori, ma nel calcio vince chi segna e il Latina, nelle due principali occasioni da gol, segnava. Prima con l’ex Fella, nel primo tempo, bravo a prendere il tempo a Cionek di testa e sorprendere un Ghidotti inspiegabilmente fuori dai pali. E poi con Fabrizi al 91′, sfruttando ancora con un lob deviato in porta un contropiede che sorprendeva un Avellino tutto schierato in avanti. In mezzo tante occasioni dell’Avellino: il tiro di Marconi mandato alle stelle da ottima posizione le due occasioni sprecate da Patierno a due passi dalla porta, il palo di Gori. Forse avrebbe meritato qualcosa in più l’Avellino che aveva anche un credito con la fortuna in questa partita, ma una squadra che costruiva senza riuscire a segnare e prendeva gol alle prime occasioni aveva evidentemente qualcosa da registrare. E alla fine arrivavano anche alcuni fischi ma anche applausi dai 7000 delusi del Partenio, arrivati in massa sperando in un campionato diverso e tornati a casa con i soliti fantasmi.

TURRIS – BENEVENTO: la Turris si presentava alla nuova stagione con una vittoria, battuto il Benevento nel derby dello stadio Liguori. Dopo l’iniziale vantaggio degli ospiti, la squadra di Bruno Caneo continuava a giocare e ribaltava il risultato: Maniero, Cum e D’Auria regalavano i primi tre punti dell’anno. Pronti via e subito occasione per la Strega. Il primo tentativo era di Talia, autore di un inserimento in area di rigore: l’olandese impattava su un cross dalla destra, ma la deviazione terminava alta. Meglio i giallorossi nel primo quarto d’ora di gioco, al 14’ si sbloccava il risultato con un tocco vincente di Pastina sugli sviluppi di un calcio d’angolo: il difensore raccoglieva la respinta del palo e insaccava. La reazione dei Corallini non si faceva attendere, l’iniziativa di Contessa si spegneva sul fondo. Al 28’ Ciano e Talia dialogavano, Fasolino era chiamato a un super intervento sull’attaccante. Al 29’ Cum calciava, la traiettoria colpiva il braccio di Benedetti e l’arbitro assegnava la massima punizione: dal dischetto, Maniero era infallibile. Replica immediata degli ospiti con Capellini, Fasolino neutralizzava in due tempi. Al 33’ era ancora Cum il protagonista, questa volta raccogliendo un traversone dalla sinistra di Contessa: l’esterno era puntale all’appuntamento e insaccava da due passi. Il Benevento torna a farsi vedere nel finale di primo tempo con una palla inattiva, al 39’ Giannone impegna Paleari. L’ultimo sussulto è un’incornata di Meccariello che colpisce la traversa.

TARANTO – FOGGIA: il derby se lo aggiudicava il Taranto che batteva il Foggia per 2-0. I rossoneri approcciavano bene la gara e offrivano anche alcuni buoni spunti di gioco nel primo tempo. Nella ripresa il copione non cambiava, il Foggia faceva girare bene il pallone, ma non pungeva. Dall’altra parte, il Taranto badava più alla concretezza e sugli sviluppi di un calcio d’angolo si portava in vantaggio al 66’ con Antonini che con il destro non lasciava scampo a Dalmasso. L’1-0 galvanizzava gli ionici che, spinti dal pubblico di casa, si difendevano bene e provavano a ripartire. Nell’ultimo quarto d’ora il Foggia spingeva sulle corsie e con il subentrato Peralta che provava a pareggiarla, creando molto movimento in fase offensiva. Cudini si giocava anche la carta Embalo, l’ultimo acquisto rossonero. All’85’ arriva il raddoppio di Kanoute che chiudeva la partita e regalava la vittoria alla squadra di Ezio Capuano.

MONTEROSI TUSCIA – JUVE STABIA: allo stadio Bonolis di Teramo, gli uomini di mister Guido Pagliuca affrontavano un Monterosi Tuscia che mirava alle zone nobili della classifica. Il tecnico gialloblù si affidava al 4-3-3 con Thiam tra i pali. A difesa della porta, il duo centrale difensivo composto da Bachini e Bellich, Mignanelli e Baldi coprivano la trequarti. A centrocampo Leone a supporto di Buglio ed Erradi. Il tridente d’attacco vedeva Bentivegna e Piscovo come esterni offensivi, e Candellone, punta centrale. Partivano bene i padroni di casa: l’ex Fantacci ci provava al 6’ con un mancino che si stampava sull’esterno della rete. Le vespe provavano a guadagnare terreno. All’11 Bentivegna ci provava dalla distanza su punizione, pallone sopra l’incrocio dei pali. Al 19’ Crescenzi provava a sorprendere Thiam, l’estremo difensore non si faceva ipnotizzare e si opponeva con i piedi. Al 28’ la risposta della Juve Stabia: Bentivegna andava alla ricerca del gol, il suo sinistro terminava al lato. Le vespe crescevano e cercavano il gol che apriva i battenti. Buglio al 30’ provava con un tiro dalla distanza a impensierire Mastrantonio, pallone che terminava sul fondo. Pochissime azioni da gol ed emozioni in questo primo tempo. Senza entità di recupero, Di Reda fischiava la fine di una prima frazione di gioco noiosa e mandava le squadre negli spogliatoi. Nella ripresa gli ospiti passavano in vantaggio: fallo in area dell’ex Cinaglia ai danni di Bentivegna e l’arbitro assegna il penalty ai gialloblù. Dal dischetto si presenta Candellone, che calcia a botta sicura con il destro e portava in vantaggio le vespe. La gioia dei campani durava pochi minuti: all’11’ la legge dell’ex non perdonava, con Silipo che, favorito nel rimpallo in area, con un sinistro ristabiliva la parità tra le due formazioni. Al 17’ Candellone ancora pericolo, ma non trovava lo specchio della porta. Al 23’ la Juve Stabia era di nuovo avanti: Leone si inventava una magia e con un siluro che si stampava sotto l’incrocio dei pali realizza un gran gol. Rosso per Pagliuca: il tecnico veniva allontanato dalla panchina. Al 28’ le vespe calavano il tris: Baldi con un destro al volo beffava Mastrantonio. Esplosione di gioia sugli spalti del settore ospiti. I gialloblù mettevano al sicuro il risultato a quindici minuti dalla fine, più recupero. Al 37’ i campani sfioravano il poker: Mastrantonio non rischiava e deviava in corner la conclusione da fuori. Le vespe erano inarrestabili. La squadra di Romondini era allo stremo delle forze. Il direttore di gara concedeva cinque minuti di recupero. Al 45′ il neo entrato Piovanello subentrava in area, calciava con il sinistro ma veniva murato dalla difesa laziale. Triplice fischio finale: esordio col botto per i gialloblù. Le vespe calavano il tris ed espugnavano il ‘Bonolis’. Gli uomini di Pagliuca non potevano iniziare meglio il campionato.

POTENZA – BRINDISI: iniziava con una sconfitta per 2-1 il campionato di Serie C del Brindisi. La formazione biancazzurra, infatti, cadeva nel finale allo stadio Viviani di Potenza nonostante una gara disputata in maniera equilibrata e gagliarda: decisiva, in pieno recupero, la girata del neo-entrato Gagliano che colpiva a botta sicura approfittando di un’incertezza difensiva all’interno dell’area di rigore ospite. Punizione pesante per la squadra allenata da Ciro Danucci che pagava a carissimo prezzo quelle che – probabilmente – erano le uniche disattenzioni della sua partita. Mister Danucci sceglieva Saio tra i pali e sorprendeva con il giovane De Angelis dal primo minuto: panchina iniziale Petrucci. I ritmi si rivelavano subito alti con i padroni di casa che provavano a gestire il pallone mentre gli ospiti si dimostravano attendisti e bravi a chiudere gli spazi. Il Potenza ci provava principalmente dalla distanza, prima con Caturano e poi con Saporiti, ma le conclusioni terminavano alte sopra la traversa. Intorno al quarto d’ora buon tiro di Di Grazia che costringeva Saio a respingere sul fondo. Il Brindisi difendeva con ordine e provava a ripartire in contropiede sfruttando la tecnica di Golfo, ma nella prima frazione non si vedevano particolari occasioni da gol. Nella ripresa i biancazzurri partivano meglio e sfioravano il vantaggio con Bunino che, servito in profondità da De Angelis, si facevano respingere la sfera in corner da un attento Gasparini. Il Brindisi alzava il pressing alto ma nel suo miglior momento regalava il gol del vantaggio al Potenza. Al 54’ Monti sgambettava Saporiti all’interno dell’area sotto gli occhi del direttore di gara (il signor Di Francesco di Ostia Lido) che non aveva dubbi e concedeva il penalty. Dagli undici metri Saio ipnotizzava Caturano ma non poteva nulla sul tap-in di Volpe che insaccava per l’1-0 tra le proteste della formazione biancazzurra per un’evidente ingresso anticipato dell’autore del gol nell’area di rigore. Il Brindisi subiva il colpo e rischiava di sbandare pochi minuti più tardi, ma veniva salvato dall’arbitro che annullava il 2-0 di Caturano per carica al portiere. Era veemente, subito dopo, la reazione degli ospiti che iniziavano a macinare gioco alzando il baricentro. All’84’ Bizzotto trovava il gol del pareggio su uno splendido assist di Nicolao sugli sviluppi di un corner corto battuto da Golfo: l’1-1 galvanizzava il Brindisi che per qualche minuto credeva addirittura nella vittoria spingendosi in avanti e mettendo qualche brivido ai lucani che però, in pieno recupero, trovavano il colpo grosso con una rete straordinaria di Gagliano che in mischia trovava il 2-1 con una splendida girata mancina. Nonostante la beffa finale, il Brindisi dovrà adesso necessariamente archiviare il k.o. per preparare la prossima sfida casalinga in programma domenica allo stadio Iacovone di Taranto contro il Catania.

GIUGLIANO – SORRENTO: il Giugliano partiva in Serie C con la vittoria nel derby contro la neopromossa Sorrento. Ai tigrotti bastava la rete di Nocciolini nella ripresa per conquistare i primi tre punti della stagione. Iniziava la gara. Al 10′ ci provava il Sorrento parava Baldi. Fase centrale di studio della gara. Al 27′ salvataggio dell’esterno difensore di casa. Alla mezz’ora Giugliano vicino alla rete con Nocciolini. Al 45′ testa di Sorrentino, bloccava Marcone. Iniziava il secondo tempo. Al 3′ palo del Sorrento. All’11’ sempre ospiti in avanti, Scognamiglio sulla linea evitava la rete. Al 16′ il Giugliano passava in vantaggio: cross del neo entrato Di Dio per Nocciolini che di testa siglava l’1-0. Al 25′ reazione del Sorrento, palla a lato. Al 37′ destro di Bernardotto, si impegnava Marcone. Al 49′ ancora il numero 9 che ci provava, ma per poco mancava l’appuntamento con il gol. Al 46′ destro dalla distanza, bravo Baldi. Dopo sei minuti di recupero terminava la gara con il risultato di 1-0.

AUDACE CERIGNOLA – ACR MESSINA: partita vivace al “Domenico Monterisi” in provincia di Foggia dove il Messina esordiva in Lega Pro contro l’Audace Cerignola. Dopo il minuto di silenzio per ricordare i morti dell’incidente di Brandizzo, la partita sembrava mettersi bene per i biancoscudati che passavano in vantaggio poco prima della mezz’ora. La rete, la prima tra i professionisti per lui, che apriva il campionato dei peloritani era di Lorenzo Tropea, terzino sinistro arrivato in città quest’anno, ma il Cerignola replicava dopo tre minuti con Malcore che poi ad inizio ripresa firmava la sua personale doppietta. Il Messina trovava la forza di reagire e, in superiorità numerica nei minuti finali, pareggiava in pieno recupero con Firenze che pennellava una grande punizione. La squadra allenata da Giacomo Modica affrontava un avversario che nella scorsa annata aveva impressionato e che in questa stagione si é ulteriormente rafforzato, il Messina strappava in extremis un prezioso pari nonostante un precampionato problematico. C’erano buone notizie, ma qualcosa andava ancora limata: la fascia sinistra, con Tropea marcatore, ma nel difendere soffriva e, comunque tutta la squadra si vedeva infilare dai contropiedi fulminanti dei locali. Davanti c’era qualche dubbio ancora, con Emmausso che non completava la partita e si vedeva poco. Zunno veniva provato su tutto il fronte d’attacco e nei primi minuti della ripresa, quando veniva utilizzato ala destra o sinistra, e non al centro del tridente offensivo creava le occasioni più pericolose della prima parte del secondo tempo del Messina. Nel finale l’Audace Cerignola era costretto a giocare un uomo in meno per l’espulsione di Leonetti, Plescia che subiva il fallo e Firenze che batteva la punizione, entrambi subentrati, mettevano la firma sul pari finale. Bel match nei primi minuti con due squadre che si affrontavano a viso aperto. Al 3′ era il Messina che provava il gol impossibile da centrocampo con Scafetta che metteva i brividi a Trezza leggermente fuori dai pali ma il pallone calciato da ampia distanza non poteva essere preciso. Il Cerignola rispondeva conquistando un calcio d’angolo ma nessuna delle due squadre rischiava più nulla nel primo quarto d’ora di gioco. Al 22′ pericolo per i siciliani: leggerezza di Polito e Pacciardi, i due centrali difensivi, che su una palla lunga leggevano e gestivano male l’offensiva avversaria, fortunatamente il pallone scivolava fuori a fondo campo. Salivano i giri del motore della squadra di Tisci che arrivava bene sul fondo sulla fascia destra. Al 27′ la prima conclusione nella porta però era del Messina con Scafetta ribattuta dal portiere. Gli ospiti restavano in attacco a pressare e sul pallone vagante al limite dell’area arrivava Tropea che di prima intenzione colpiva con l’esterno sinistro che girava molto e si insacca va sotto il sette proprio sotto la curva occupata dai tifosi peloritani. Rispondeva al 30′ l’Audace Cerignola ancora un’azione sulla destra con Russo che arrivava sul fondo e metteva in area piccola per Malcore che da due passi, con Fumagalli che non può più intervenire, segna la più facile delle reti per il pareggio quasi immediato. Altra scorreria subita sulla fascia sinistra del Messina qualche minuto dopo con i padroni di casa che arrivavano a mettere un altro pallone in area piccola, stavolta faceva muro la difesa biancoscudata. Il Messina faticava a proporsi in avanti e arrivava un’altra occasione per i pugliesi, stavolta sulla fascia destra della difesa del Messina al 41′: triangolavano di prima gli uomini di Tisci che affidavano la conclusione a Malcore che incrociava leggermente più del dovuto. Chiudeva sulla difensiva il Messina con il Cerignola che nei due minuti recupero concessi batteva due calci d’angolo, la squadra allenata da Modica rischiava ancora su una conclusione sgangherata in area piccola ma restava in partita. Il Messina provava a giocare il primo pallone del secondo tempo nella metà campo offensiva, ma il Cerignola recuperava e ripartendo in contropiede trovava il raddoppio ma viziato da fuorigioco. Passavano appena tre minuti e il Messina è nuovamente scoperto con i locali che trovano praterie per affondare, D’Ausilio serviva Malcore che entra tutto solo in area e metteva a sedere Lia per battere con freddezza, per la seconda volta stasera, Fumagalli. Provava rispondere il Messina con Zunno che rispostatosi sulla fascia salta l’uomo al 53′ e provava a trovare a centro area Emmausso che veniva murato dalla difesa. Ancora Zunno si creava l’occasione più grande del Messina nella ripresa, all’ora di gioco schiena alla porta vince l’uno contro uno col suo marcatore ma al momento di concludere in porta non faceva i conti con Martinelli che in scivolata sventava tutto. Doppio cambio per Modica che butta dentro Plescia per Emmausso e Firenze per Frisenna. Il più pericoloso dei biancoscudati continuava ad essere Marco Zunno che aveva girato tutti i ruoli e anche da ala sinistra si liberava alla conclusione da fuori area che terminava di poco a lato quando il cronometro dice 67′. Cambiava ancora Modica che faceva entrare Ortisi per Scafetta, il Cerignola sembrava appagato e lasciava gioco al Messina che ci credeva e arrivava più volte alla conclusione in questa fase. Al 75′ altra occasione per i locali, forse fallo di mano nel controllo per il subentrato Leonetti, attento Fumagalli prima in uscita e poi sul colpo di testa di Malcore a evitare di subire un’altra rete. Nell’ultimo quarto d’ora la situazione sembra ingessarsi con i locali che giovano anche col cronometro e nei minuti finali mister Modica tentava la carta del doppio centravanti facendo entrare anche Luciani, per Cavallo, che faceva coppia negli ultimi giri di orologio con Plescia. All’87’, dopo che mister Tisci aveva utilizzato tutti i cambi, Leonetti probabilmente colpiva Polito che restava a terra e l’arbitro lo espelleva. Nei tre minuti finali più recupero il Messina poteva attaccare con l’uomo in più, ma si giocava poco fino al 90′. Nel primo dei cinque minuti di recupero però il Messina conquistava un interessante calcio di punizione dal limite dell’area, della battuta si incaricava Firenze che provava la conclusione diretta che andava a segno sopra la barriera senza che Trezza potesse opporsi in alcun modo. Il Messina in foga agonistica avrebbe potuta anche a vincerla ma il tempo è finito e i biancoscudati tornavano a casa avendo ottenuto un buon pareggio.

VIRTUS FRANCAVILLA – AZ PICERNO: terminava sul risultato di 0-1 Virtus Francavilla-AZ Picerno, gara valida per la prima giornata di serie C, girone C. Incominciava forte il Picerno, che cercava di innescare Jacopo Murano al 2’. Al 5’ Federico Macca batteva un calcio piazzato indirizzandolo in area, Juan Monteagudo ci arrivava ma colpiva troppo forte e il pallone usciva di molto. Bene il Villa nel possesso palla in questa fase della gara, con il Picerno costretto a pressare. Le due squadre cercavano di studiarsi e di non scoprirsi per non concedere nulla agli avversari. Primo guizzo di Alessandro Polidori all’11’, che provava un tiro-cross che finiva però sul fondo. Ancora pericoloso Murano al 19’ che da posizione defilata cercava l’angolo opposto, impensierendo non poco Francesco Forte. Al 23’ Polidori cercava Artistico, ma la difesa lucana gestiva la situazione. Occasionissima al 29’ per il Picerno. Murano veniva servito in area, ma il tiro finiva clamorosamente alto sulla traversa. Ancora una clamorosa occasione del Picerno due minuti più tardi, con Diego Albadoro che crossava dentro per Murano che impatta bene la sfera. Forte riesce però a compiere un miracolo respingendo, negando il gol agli ospiti. Altra ghiotta occasione al 43’ per il Picerno, con Vittorio Graziani che veniva servito da Albadoro ma trovava un palo clamoroso. Finiva senza reti la prima frazione di gioco. Iniziava il secondo tempo con due cambi per l’AZ: entravano Esposito e Novella per De Cristofaro e Pagliai. Continuava nel secondo tempo quanto visto nel primo. La Virtus aveva il possesso, il Picerno aspettava che gli avversari compissero degli errori. Occasione d’oro al 56’ per gli ospiti, con Murano che girava al volo in area ma Forte gli negava nuovamente il gol. Prestazione monstre dell’estremo difensore virtussino. Male offensivamente il Francavilla in questa frazione di gara. Brivido al 67’ con i padroni di casa, con Murano che tirava all’interno dell’area di rigore. La sfera finiva lontana dallo specchio della porta. Si sbloccava la gara al 74’ per il Picerno, che trovava il vantaggio con Abou Diop, subentrato al 69’ ad Albadoro. Esordio all’84’ per Giuseppe Giovinco, che entrava al posto di Macca. Spingeva la Virtus nei minuti finali ma nulla da fare, la gara finiva sul risultato di 0-1 a favore del Picerno.

Tags: Serie C
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