La seconda giornata è stata all’insegna del Monopoli, corsaro a Torre del Greco e , nel segno della continuità, si issa, solitario, capolista del campionato.
Alle sue spalle rallentano sia il Palermo (fermato sul neutro di Vibo) dall’ACR Messina che il Catanzaro (fermatosi a Picerno), mentre la coppia Bari e Foggia travolgono Monterosi Tuscia e Potenza, il Latina batte la Paganese e Di Napoli, allenatore dei campani, esonerato viene sostituito da Grassadonia. Il Taranto compie l’impresa di passare a Campobasso (seconda vittoria esterna nella giornata), mentre le altre pareggiano tra cui alcune delle big e presunte tali, quali Juve Stabia nel derby campano con l’Avellino, mentre il Francavilla supera di misura la Vibonese e riparte verso posizioni più tranquille di classifica.
Infine, stop inaspettato per l’Andria di Panarelli costretto a subire una sconfitta con classico punteggio, all’inglese, che dovrà far rivedere l’impianto tattico e tecnico dei federiciani.
TURRIS – MONOPOLI: match che poteva presentare difficoltà non indifferenti per i bianco verdi, in realtà è stata una gara da contenuti elevati, proprio grazie all’impostazione data dai pugliesi, ed infatti già dopo pochi secondi dal fischio iniziale, Starita ammutoliva il pubblico torrese, galvanizzato per l’esordio casalingo ed il punto conquistato a Taranto, nel turno precedente. Neanche il tempo per riordinare le idee e adriatici ancora a colpire i padroni di casa, con una ripartenza che nella conclusione trovava Arena, abile ad infilare la porta corallina e portare sul 2 a 0 la formazione di mister Colombo. La rete subita trovava, nei minuti successivi, i ragazzi di Caneo, intenti a tentare di segnare quanto prima per poter riaprire l’incontro ed eventualmente recuperare il risultato, ma i tentativi cercati e trovati venivano neutralizzati dalla difesa ospite ed il tempo trascorreva inesorabilmente. All’intervallo, il doppio svantaggio impensieriva i corallini e la pausa giungeva propizia sia per riordinare le idee che per tentare di far trovare a Caneo, le misure idonee alla ricerca della via del goal. Nella ripresa, non avendo nulla da perdere, la Turris tentava, in tutti i modi, di perforare la difesa bianco verde, azione che si concretizzava con la rete di Tascone, marcatura tale da aprire i cuori alla speranza, ma gli ordinati avversari dei torresi non consentivano che il tambureggiamento avesse un esito positivo e, al termine del match, il Monopoli portava a casa altri tre punti importanti e fondamentali per la corsa alla permanenza anticipata, in vista degli altri match in programma nelle prossime settimane. La vetta conquistata, sia pure dopo due giornate, chiaramente non farà variare i programmi della società barese, ma lo stesso discorso sarà per i campani che pur essendo nel gruppone di chiusura della classifica, dovrà attendere le prossime gare per riprendere la marcia per arrivare in posizioni meno pericolose di classifica.
CAMPOBASSO – TARANTO: i ragazzi di Laterza, nella riproposizione di un match che, in Molise, mancava dalla stagione 2000 – 2001, in serie D, erano giunti a questo confronto contro una delle neo promosse della passata stagione, con la convinzione di dover affrontare un avversario voglioso di ben figurare davanti al pubblico amico e confermare la brillante prestazione di Avellino, dove peraltro aveva assaporato la possibile vittoria al Lombardi – Partenio. Il tecnico rossoblu, onde evitare sorprese, schierava subito la formazione articolata da Chiorra, linea difensiva classica (a quattro con Tomassini, Zullo, Benassai e Ferrara), la linea di centrocampo, con Longo, Marsili e Diaby ed il tridente offensivo Giovinco, Saraniti e Versienti. I padroni di casa, chiaramente, si affidavano, principalmente a due ex rossoblu ionici, il centrale Pasquale Menna e l’attaccante Michele Emmausso. L’atteggiamento della formazione di Cudini, nella prima frazione di gioco costringeva i ragazzi di Laterza a tenere un atteggiamento compassato e di attesa, in considerazione della disposizione dei molisani, che essendo alti, spesso, mettevano in fuorigioco Saraniti, per tentare di annullare le sue ripartenze. Nella prima frazione, piacevole nel complesso, le due squadre badavano a non scoprirsi eccessivamente, con una leggera prevalenza da parte dei locali che, avevano un’occasione con una bordata da fuori area che veniva deviata in modo plastico dal portiere Chiorra (uno tra i migliori della serata) e consentiva alle due formazioni di andare, all’intervallo, sul risultato di parità. Nella ripresa, l’episodio che spaccava il match era rappresentato da una magistrale ripartenza di Saraniti, azione che era finalizzata a superare, riuscendoci, l’avversario di turno che, sferrava un colpo (a metà strada tra una manata ed un pugno, con gesto a martello) che veniva punito con rosso diretto dall’arbitro, sig. Acanfora. L’inferiorità dei molisan,i per il gesto sconsiderato del suo difensore, cambiava l’equilibrio del match ed il Taranto, cinico, tentava di approfittarne. Innanzi tutto, Laterza tirava fuori i ragazzi destinatari di cartellini gialli (il match diventava leggermente spigoloso per l’alto nervosismo dei padroni di casa), poi immetteva in campo, Riccardi, Di Maria, Bellocq, Italeng e Santarpia al posto, per scelta anche tattica, di Zullo, Tomassini, Longo, Diaby e Versienti. Le mosse effettuate, ancora una volta erano giuste, infatti, poco prima della mezz’ora, un palla smistata sulla destra a Bellocq, rapida ripartenza verso l’area ospite vedeva l’argentino scodellare la sfera, con cross, in area dove Giovinco, anticipando il difensore la spizzicava quel tanto da piazzarla in rete e rendendo vano il tentativo di parata del portiere molisano. Lo shock dell’inferiorità numerica e la rete subita rappresentavano una mazzata pesante per la squadra di Cudini che pur impegnandosi per rendere difficile la serata alla difesa ionica non riusciva a rendersi pericolosa, fino al 6° minuto di recupero quando un cross dalla destra, trovava, appena dentro l’area ionica, Tenkorang che falliva, il classico rigore in movimento, spedendo la sfera a lato, non molto lontano dal palo alla destra di Chiorra. Finiva così con il Taranto corsaro che vincendo il match con una possibile concorrente alla permanenza potrà accostarsi con massima attenzione al prossimo incontro casalingo, ospitando il Palermo, altra big indicata dagli addetti ai lavori per la vittoria del campionato.
CATANIA – FIDELIS ANDRIA: la gara al Massimino di Catania, ospite l’Andria di Panarelli, avrebbe dovuto rappresentare il riscatto etneo dopo la debacle di Monopoli dove i dubbi (tanti) si affastellavano nell’ambiente siculo e nubi iniziali, sia pure dopo l’esordio esterno, sembravano dovessero addensarsi. Gli ospiti pugliesi non sembravano essere avversari abbordabili, proprio perchè in casa loro avevano destato una favorevole impressione, fermando la Juve Stabia, considerata una delle big del campionato. Con queste premesse il match tra siciliani e pugliesi ha avuto un percorso diverso da quello immaginabile, smentito abbastanza nettamente, ed infatti dopo una partenza veloce ed incisiva dei padroni di casa, ci volevano nove minuti perchè la gara avesse la svolta sperata. Il croato Leon Sipos, ricevuta la palla da Ceccarelli, una spina nel fianco della difesa andriese, entrava in area superando il difensore Fontana e con un destro preciso batteva il portiere Dini. La squadra di Panarelli non si demoralizzava e subito con Bubas aveva una ghiotta possibilità con un suo colpo di testa, parato dal portiere etneo. Quando appariva chiaro che la partita potesse scorrere sul binario del minimo vantaggio, nel corso della prima frazione di gioco, al 46°, Sipos piazzava il colpo del 2 a 0. Lancio dalla metà campo locale, palla intercettata da Fontana (una giornata assolutamente infelice per il difensore federiciano) e subito l’attaccante siciliano recuperando la palla scattava verso l’area libera dell’Andria e piazzava una bordata che non lasciava scampo al portiere etneo. Il doppio vantaggio aveva un effetto quasi devastante per gli ospiti che, pur avendo tutta la ripresa per cercare di riaprire il match, non ci riuscivano anche grazie all’atteggiamento dei rosso azzurri che amministravano il risultato e lo portavano a casa, riscattando il passo falso in Puglia (0 a 3, a Monopoli), aumentando l’autostima dei propri mezzi. Panarelli, scuro in volto, nel post gara, si mostrava comunque non eccessivamente preoccupato, uno stop si poteva pur prevedere, ma fiducioso in un pronto riscatto della sua squadra, con il lavoro ed miglioramento e quale occasione, già dal prossimo turno, nel derby casalingo contro la Virtus Francavilla.
ACR MESSINA – PALERMO: l’atteso derby siciliano tra i giallo rossi di Sullo e i rosa nero di Filippi, disputatosi sul neutro di Vibo Valentia (per la notoria indisponibilità dei due impianti nella città peloritana), alla vigilia sembrava propendere per gli ospiti, dotati di cifra tecnica superiore. In realtà, la formazione palermitana ha palesato alcune difficoltà evidenti che al cospetto di un avversario, intento a lottare per la permanenza in terza serie, da neo promosso, ha fatto storcere il muso ai tifosi e, all’ambiente tutto della Città capoluogo regionale. La gara, dopo una buona fase di studio in cui gli ospiti non riuscivano ad essere precisi nelle conclusioni e ovviamente facilmente controllabili dalla difesa messinese (che aveva subito quattro goal a Pagani, nel turno inaugurale), si trascinava verso il nulla di fatto, quando si aveva l’episodio che cambiava il corso della contesa. Nel secondo minuto di recupero, quando sembrava chiaro che si sarebbe andati, al riposo, in parità, il messinese Balde, a seguito di corner, con la sua rapacità, spezzava la gara e piazzava la palla dell’1 a 0, rendendo felici i pochi tifosi presenti al Razza di Vibo. La pausa ristoratrice, con un Filippi rammaricato con i suoi per l’inopinato goal subito, dava proprio agli ospiti la possibilità di riordinare le idee e rientrare per disputare il secondo tempo con altra grinta, intensità allo scopo di recuperare il match ed il risultato, essenzialmente. Nella ripresa subito il Palermo aveva l’occasione per raddrizzare il match. Fallo su un attaccante rosanero e Floriano si portava sul dischetto per il conseguente rigore. Penalty che veniva spedito in curva, tra la disperazione dei suoi compagni e della tifoseria ospite presente. Non si disunivano e soprattutto non si demoralizzavano gli ospiti ed infatti al 20°, una palla scodellata in area messinese, spizzicata di testa da un attaccante rosanero, veniva respinta dal portiere messinese, ripresa dal centravanti peloritano, palla sul palo e Soleri, di rapina, anticipando tutti, la piazzava nella parte alta sotto la traversa. Il pareggio raggiunto sembrava dovesse accontentare tutti, anche se il Messina aveva un ghiotta occasione, ma il portiere ospite respingeva due conclusioni ravvicinate che potevano aver migliore fortuna. Non c’era nient’altro da segnalare e la salomonica divisione dei punti, alla fine, poteva andare bene ad entrambe, anche se probabilmente la formazione di Sullo avrebbe potuto meritare di più, ma la costanza nel lavoro dovrà migliore, con il duro lavoro settimanale, la tenuta, la condizione e l’aspetto mentale in match di una particolare importanza e difficoltà.
LATINA – PAGANESE: la squadra pontina, reduce dalla sconfitta di Palermo, affrontava la Paganese, molto rinnovata in tecnica, qualità e soprattutto esperienza pur con qualche difficoltà nella fase difensiva, altamente palesata nel pirotecnico pareggio interno con il Messina. I presupposti chiaramente di riscatto della formazione di Di Donato passavano inevitabilmente sui miglioramenti palesati nel duro lavoro settimanale e da un prova magistrale da sciorinare contro i campani. Gara quindi iniziata con buona intensità dai laziali che dopo un quarto d’ora si trovavano, giustamente, in vantaggio per un netto fallo della difesa campana in area ospite, portava sul dischetto di rigore, Carletti che con abilità spiazzava il portiere paganese siglando il vantaggio del Latina. Durante tutto il primo tempo gli ospiti, storditi, tentavano di essere propositivi, ma la difesa pontina teneva discretamente e, al riposo, si andava con il meritato vantaggio dei padroni di casa. Nella ripresa ci attendeva, dopo aver riordinato le idee, la reazione degli ospiti per tentare di riequilibrare il risultato proprio come scatto d’orgoglio, tale da far mostrare le doti tecniche e d’esperienza in molti dei suoi uomini di cui è composta la squadra salernitana. Nonostante la regia dell’ex Tissone, non si riscontravano risultati apprezzabili anzi, gli uomini di mister Di Napoli, lentamente affondavano e venivano nuovamente colpiti, in modo definitivo, da un ispiratissimo Carletti (alla sua prima doppietta in stagione), come segno del 2 a 0 maturato, senza ulteriore ombre dubbio. Gli ospiti, a questo punto, tentavano di rendersi pericolosi alla ricerca del goal che avrebbe potuto riaprire la contesa, ma le idee, anche annebbiate, e la scarsa precisione in fase conclusiva non consentivano a Castaldo e Piovaccari di poter essere decisivi come nel match inaugurale del campionato. Finiva così questo incontro che consegnava ai laziali tre punti importanti nell’economia della classifica, rammarico e qualche apprensione per i campani che, come affermato nel post gara da mister Di Napoli, dovranno ancora lavorare duramente e migliorare per sbloccare questa fase iniziale mostratasi impervia e difficoltosa più del previsto. Dichiarazioni quelle di Di Napoli, che lo hanno condannato all’esonero e la chiamata al capezzale salernitano un altro tecnico esperto in terza serie, mister Grassadonia, primo tecnico a subentrare ad un collega nel pianeta girone C.
BARI – MONTEROSI TUSCIA: i baresi di Mignani, affrontavano l’esordiente Monterosi, ovviamente formazione di cifra tecnica, qualità ed esperienza molto inferiore alla corazzata super valutata bianco rossa. La gara dopo le prime fasi di studio, nella prima frazione vedeva il Bari in difficoltà a superare e la difesa ospite poi, quando era quasi conclusa la prima frazione, Di Cesare segnava la rete del vantaggio bianco rosso, sorprendendo i ragazzi di mister D’Antoni. Pur non convincendo in pieno il Bari, dopo il riposo, rinfrancato dal vantaggio e con il Monterosi, intento a cercare il recupero del risultato veniva nuovamente trafitto da Cheddira e, dopo nove minuti del secondo tempo, il match era virtualmente chiuso. Infatti i laziali non riuscivano più a coordinare ed imbastire azioni tali da mettere in difficoltà la difesa barese, e con spazi ampi, gli attaccanti biancorossi trovavano praterie e varchi per potersi infilare con comodità nella difesa viterbese. Dopo quattro minuti dal raddoppio, con gli ospiti ancora disorientati subivano la terza rete, grazie ad un’incursione in area stroncata con un fallo che portava al rigore Antenucci che realizzava il calcio di rigore, non lasciando scampo al portiere ospite. Con il Monterosi, groggy, come si dice nel gergo pugilistico, ad otto minuti dal termine del match era Simeri a timbrare il cartellino realizzando la marcatura del poker biancorosso e far ritornare gli ospiti abbastanza storditi in terra laziale. Chiaramente i ragazzi di Mignani dovranno attendere match più probanti per vedere gli eventuali progressi e a che punto sarà l’inserimento e la sincronia di squadra irrobustita dagli innesti arrivati nelle settimane conclusive della sessione di calcio mercato.
FOGGIA – POTENZA: dopo la gara di Monterosi, la banda di Zeman era attesa da un pronto riscatto e quale migliore occasione dell’esordio casalingo allo Zaccheria, di fronte al pubblico amico, curioso di vedere quale la consistenza del gruppo creato dal maestro boemo. Ci volevano solo cinque minuti per far esplodere il tifo rosso nero, quando Ferrante riusciva a trovare il varco giusto per battere il portiere lucano ed indirizzare la gara sulla sponda dauna. Nel primo tempo i foggiani cercavano, invano di poter andare al raddoppio, ma i lucani tenevano bene e mettevano in difficoltà i padroni di casa, serrando la difesa. Il primo tempo si concludeva con il vantaggio minimo per i padroini di casa, poi, dopo otto minuti della ripresa, i lucani passavano con Ricci e si portavano in parità. Foggiani, ovviamente, non paghi del risultato e iniziavano un’ azione pressante e asfissiante verso l’area potentina che si concretizzava al 24°, quando Petermann con un’azione brillante batteva il portiere ospite per la goduria del popolo rossonero. Non paghi del minimo vantaggio, padroni casa scatenati e subito nuovamente in goal con Merkaj che virtualmente chiudeva il match. Ancora altri tre minuti e i foggiani, galvanizzati, andavano nuovamente a segno, questa volta con Curcio che siglava con il poker di reti per la roboante vittoria della squadra rossonera di Zeman. I lucani dopo la bella prestazione casalinga con il Bari, affondavano nella trasferta dauna, ma chiaramente recuperando gli indisponibili ed inserendo adeguatamente i neo arrivati potrà lottare per la salvezza diretta, magari riequilibrando l’assetto della formazione che mister Gallo dovrà ulteriormente plasmare.
JUVE STABIA – AVELLINO: il match campano, tra due possibili protagoniste della stagione, giocato in maniera tattica da Novellino, per gli stabiesi e Braglia, per gli avellinesi, non ha partorito la supremazia di una delle due formazioni, pertanto il risultato finale, se può andare bene per gli ospiti, non accontenta assolutamente i padroni di casa che continuano a perdere punti, poi sicuramente difficilmente da recuperare. Le due formazioni, ovviamente, attardate in classifica, dopo la prova odierna, dovranno sicuramente lavorare duramente per migliorare e cercare di scalare la vetta della classifica, già ora distante quattro punti e proprio i prossimi impegnativi confronti proposti dal calendario determineranno il reale valore delle stesse.
AZ PICERNO – CATANZARO: i melandrini sono riusciti ad impedire ai calabresi di portare a casa l’intera posta ed in effetti l’attacco giallo rosso ha spaventato la difesa dei padroni di casa dove il portiere Albertazzi ha eretto un muro umano sulla linea di porta, salvando spesso la squadra di mister Palo. Il punto, che accontenta i melandrini, sicuramente è poco gradito dagli ospiti, ma come spesso accade quando non è possibile vincere anche il punto può essere utile al raggiungimento degli obbiettivi.
VIRTUS FRANCAVILLA – VIBONESE: rappresentava per i padroni di casa il riscatto dopo la sconfitta briciante di Catanzaro determinata, fondamentalmente, dall’ex Vazquez, autore di una doppietta. Nella serata alla Nuovo Arredo Arena, la formazione di Taurino ha incontrato un duro ed arcigno avversario che aveva impattato nella prima di campionato, in casa, contro il Picerno, senza possibilità di gustare goal. Nella serata francavillese, i padroni di casa non si sono persi d’animo ed hanno atteso l’occasione propizia per bucare la difesa calabrese. E’ stato Ventola, dopo venti minuti di gioco, a realizzare la marcatura che poi sarebbe risultata vincente, mentre gli ospiti, negli ottanta minuti circa di gioco non riuscivano a riequilibrare il match e, alla fine il solo punto in classifica, l’assenza di reti realizzate, lasciava un grande rammarico per due incontri a cui probabilmente si poteva chiedere di più. I francavillesi erano ampiamente soddisfatti del risultato, un pò meno del gioco che dovrà migliorare necessariamente in fretta, prima di affrontare avversari tosti e soprattutto molto difficili da superare, principalmente in trasferta.
Fabrizio Di Leo













