La 6^ giornata di campionato del girone C, ha visto la riscossa di quasi tutte le big o presunte tali. La Juve Stabia di Pagliuca, sul proprio campo, riesce a spuntarla, di misura, su un arroccato Monopoli, in crisi di risultati e ad un passo dal fondo classifica. Nei due match di giornata, palpitante match a Benevento, dove i sanniti, nel primo tempo sotto di due goal, nella ripresa cambiano marcia e dopo il quarto d’ora, in tredici minuti, recuperano i, risultato e lo ribaltano, vincendo un confronto delicato, ma importante in ottica lotta al primato. Allo Zaccheria di Foggia, riaperto al pubblico dopo due gare a porte chiuse, la Turris eccellente delle prime giornata, dopo essere passata in vantaggio a venti muti dalla fine match, in sei minuti viene rimontata e superata dai rossoneri di Cudini che si rilanciano in classifica con il gruppo degli immediati inseguitori alla coppia di vertice. Crac casalingo, al Francioni, del Latina che sicuro di fare un boccone del Brindisi, confortato dal repentino vantaggio dopo sei minuti di gara, al 25° subiva una veemente reazione dei pugliesi che dopo aver rimontato lo svantaggio, mettevano al sicuro il risultato, blindandolo e portando a casa tre importanti punti, utili per la lotta alla permanenza in serie C. Passo falso casalingo del Picerno che non riusciva a superare un “quasi” disperato Sorrento a caccia di punti necessari ad abbandonare la scomoda ultima posizione in graduatoria. Occorreva un quarto d’ora per andare in vantaggio, con il solito Murano, poi dopo la conclusione del primo tempo, ospiti che subito trovavano il pari e lo difendevano a denti stretti, riuscendo a conquistare un prezioso punto, complice una fase involutiva dei padroni di casa nella fase offensiva che non permetteva di giungere alla rete del raddoppio della formazione di Longo. A ridosso delle prime cinque in graduatoria, oltre alla sconfitta Turris, si è posizionato il Potenza che, in casa, pur con tanta fatica, superava il Monterosi del neo tecnico Taurino, per una sconfitta , probabilmente immeritata per gli ospiti, alla luce del gioco mostrato , indicante forse una classifica bugiarda. Il Taranto, sul neutro di Francavilla Fontana, nel match a porte chiuse con l’Audace Cerignola in una partita molto tattica prendeva un punto con sugli scudi Vannucchi, autore di un paio di interventi che evitavano guai maggiori ed Antonini, solito Signore dell’Area rossoblù. Un dubbio fallo su Orlando, apparso evidente, non veniva sanzionato dall’arbitro, Caldera di Como, con il penalty ( lo stesso Orlando non veniva ammonito per simulazione, se valutata l’azione in modo differente) e lo spuntato Cerignola, si accontentava del pareggio. Proprio la Virtus Francavilla, nel pomeriggio di domenica, affrontava, convinto del successo, il Giugliano, dato in difficoltà e comunque con Di Napoli alla sua ultima apparizione in panchina (subentrerà Bertotto). La rete dell’ex Taranto Giovinco, veniva pareggiata dai partenopei, poi, come in queste occasioni, la paura di lasciare punti e perdere l’incontro, dava il segnale di accontentarsi della spartizione dei punti, pur se i padroni di casa tentavano, in maniera sterile di segnare una rete che avrebbe potuto significare la vittoria. L’imbattuta Casertana, al Pinto, di fronte al pubblico amico, incontrava il Catania che impostava il match a ritmo di allenamento congiunto, tanto che schiantava i “falchetti” che rimedivano, senza appello, una pesante sconfitta, difficile da digerire, nonostante il netto divario tecnico tra le due formazioni. Sconfitta inaspettata quella dell’Avellino che al cospetto di un modesto Messina, una volta passato in svantaggio, non riusciva a trovare il bandolo della matasse e la rete che avrebbe significato, almeno, il punto comunque utile a rimanere in scia delle posizioni dell’area play off.
JUVE STABIA – MONOPOLI: il Monopoli cadeva di nuovo ed ora la situazione diventava più delicata. Dopo il pareggio per 1-1 nel recupero della prima giornata contro la Casertana, i biancoverdi erano battuti per 1-0 della Juve Stabia allo stadio Menti: si trattava della terza sconfitta stagionale, che teneva ancorati gli uomini di Francesco Tomei nei bassifondi della classifica. Dopo lo stop subito non sembrava essere a rischio la posizione dello stesso tecnico. Nel primo tempo i padroni di casa si rendevano pericolosi con le conclusioni di Mignanelli e Piscopo, poi gli ospiti replicavano grazie al tiro di Iaccarino disinnescato però dal portiere Thiam. La ripresa era caratterizzata da un autentico forcing delle vespe, nel quale Perina respingeva il colpo di testa di Buglio sugli sviluppi di un corner, ma nulla poteva al 71′: Romeo, su un cross, si coordinava per una conclusione al volo che non gli lasciava scampo. Proprio allo scadere i biancoverdi sfiorava il pari con l’inzuccata di Santaniello prontamente respinta da un Thiam in formato super: il Monopoli rimaneva così fermo a quota 3 punti.
BENEVENTO CROTONE: poteva tornare a casa con un successo importante il Crotone, ed invece gli squali riuscivano a sciupare un vantaggio di due a zero allo stadio Vigorito facendosi prima riagganciare dal Benevento e poi addirittura concedendo agli avversari il sorpasso. Eppure fino al 70′ era stato proprio il Crotone a comandare il match: possesso palla, gol e buon controllo in difesa. Ma negli ultimi 30 minuti il Benevento riusciva a recuperare il doppio svantaggio e addirittura a rimontare. Il Crotone passava in vantaggio con D’Ursi nel primo tempo, nel secondo era Vitale con un tiro a girare che metteva la palla nel sette. Il tecnico dei giallorossi mandava in campo Ciano e Simonetti, sul due a zero. La partita iniziava a cambiare volto, ma era Simonetti a segnare il 2-1 e poi Pastina faceva il 2-2. Succedeva tutto in pochi minuti. Il Crotone accusava il colpo e sembrava sparire dal campo. Il Benevento ne approfittava e segnava ancora con Simonetti per il 3-2 finale. Tutto quello che accadeva dopo non era rilevante. La squadra campana vince il match più importante fino ad ora.
AZ PICERNO – SORRENTO: il Sorrento metteva un freno alla striscia di tre sconfitte consecutive e tornava a far punti in campionato, la sfida con il Picerno si chiudeva con il punteggio di 1-1: a Murano rispondeva Ravasio. La prima occasione della partita era di Scala con un tentativo dal limite dell’area, la conclusione del numero 7 rossonero terminava sul fondo. La replica rossoblù si registrava al 13’ con un mancino a giro di Vitali che si perdeva fuori. Al quarto d’ora di gioco si sbloccava il risultato. Azione convulsa in area dopo un tiro di Novella, Marcone non era impeccabile e Vitali non riusciva ad agganciare. La sfera arrivava dalle parti di Murano che trovava l’impatto vincente per il vantaggio. I rossoneri provavano a scuotersi ma erano sfortunati al 26’ quando Fusco, su una punizione di Loreto, colpiva di testa e il pallone sbatteva sulla traversa. Saliva l’intensità, così come la tensione e i continui contatti che portavano il direttore di gara ad interrompere e prendere provvedimenti. Nel finale di primo tempo, proteste locali dopo un contatto tra Fusco e Murano: il signor Cappai della sezione di Cagliari faceva continuare. A pochi secondi dall’intervallo, sugli sviluppi di un angolo, Todisco deviava di testa e Merelli neutralizzava. Lo squillo in apertura di ripresa portava la firma di Loreto con un diagonale disinnescato dal portiere. Al 50’ i costieri agguantavano il pareggio. De Francesco metteva al centro da piazzato, Ravasio si ritrovava la sfera tra i piedi e da buona posizione fulminava Merelli. La reazione dei lucani era immediata con una giocata di Murano che si stampava sulla traversa, poi era Pitarresi a chiamare in causa Marcone con una botta centrale. Al 60’ De Francesco intercettava con il braccio un passaggio di Guerra, Cappai assegnava la massima punizione. Dal dischetto si presentava Esposito, ma Marcone era prodigioso e respingeva. Al 63’ zampata di Murano e doppietta soltanto sfiorata, passavano tre minuti e Ceccarelli faceva venire un brivido ai campani con un cross teso. All’88’ i rossoneri erano sfortunati con il palo di Bonavolontà. Nel recupero Diop sprecava tutto, al triplice fischio era 1-1.
LATINA – BRINDISI: colpaccio del Brindisi che nell’anticipo del sabato espugnava Latina, riscattava lo stop interno col Benevento e conquistava una vittoria pesantissima in termini di classifica e di morale. La squadra di Ciro Danucci doveva fare i conti con una delle formazioni ancora imbattute e con undici punti in classifica (al pari della Juve Stabia) e costruiva il proprio successo nella prima parte del match, chiuso con un eloquente 3-1. Nel «Francioni» presenti quasi duecento tifosi biancoazzurri in una bella giornata di sole, con il terreno di gioco in ottime condizioni.
Il Brindisi partiva bene, aggrediva la capolista e si rendeva pericoloso con un tiro di Bunino. Al 6′ prima vera azione d’attacco del Latina e goal di Paganini, che sfruttava un lancio rasoterra di un compagno e un liscio di tutta la difesa brindisina. Gli adriatici accusavano il colpo e al 13′ concedevano un’altra grande occasione ai pontini che in ripartenza trovavano Paganini solo davanti al portiere: l’attaccante laziale tirava da fuori area ma il giovane portiere brindisino era bravo, deviando in calcio d’angolo. Al 26′ Il Brindisi pareggiava con Bunino, che di testa deviava in porta un calcio di punizione ben calibrato dal giovane 2004 Costa. Tre minuti dopo arrivava la rete del sorpasso, realizzata da Bizzotto (foto), che di testa deviava in porta un cross di Costa. Al 30′ nuovamente pericolosi i padroni di casa che con Del Sole impegnavano con un gran tiro da fuori area l’estremo difensore brindisino Saio. Al 38′ terza rete del Brindisi: nuovo cross del giovane Costa che trovava in area il compagno Albertini che si girava e trovava l’angolo opposto spiazzando il portiere laziale. Nella ripresa, gradualmente, i due allenatori effettuavano tutti i cambi a disposizione. Il Latina provava a recuperare lo svantaggio ma il Brindisi conteneva bene le offensive pontine. Al 57′ occasione per il Latina con Paganini che da buona posizione colpiva di testa deviava ma non inquadrava la porta. Al 59′ il Brindisi sfiorava il quarto goal: Nicolau entrava in area dalla sinistra, crossa rasoterra, la palla attraversava tutta l’area di rigore ma nessuno biancoazzurro era pronto alla deviazione vincente. Al 64′ per il Brindisi Moretti controllava un bel passaggio volante e tirava forte in porta, Rocchi parava. All’86 bel passaggio filtrante di Paganini per Fabrizi che tirava ma il portiere brindisino era attento. Dopo cinque minuti di recupero – senza episodi degni di nota – finiva 3-1- con il primo acuto esterno stagionale della squadra del presidente Daniele Arigliano.
FOGGIA – TURRIS: seconda vittoria consecutiva per il Foggia che, dopo il successo di Catania, stendeva anche la Turris 2-1 in uno Zaccheria finalmente aperto ai tifosi. I gol tutti nel secondo tempo: al 70′ i campani gelavano lo Zac, segnando il gol del momentaneo vantaggio. Poi, gli uomini di Cudini la ribaltavano in 6′, prima con il subentrato Embalo e poi con Salines. Tre punti importanti per il Foggia che saliva al quarto posto in classifica (in attesa di Picerno- Sorrento) a -3 dalla capolista Juve Stabia. Il primo squillo arrivava al 25′ con un colpo di testa di Carillo, sugli sviluppi del primo corner della gara, ma non riusciva ad imprimere forza al pallone e direzione giusta. Al 39′ arrivava la prima occasione da parte della Turris con Frascatore che ci provava dalla distanza, ma il tiro usciva di poco al lato, complice anche una deviazione. Ci provava anche Franco al 44′, ma la conclusione era alta. Meglio la Turris nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo. La squadra di Cudini si abbassava e peccava di imprecisione. Era 0-0 al termine dei primi 45′. Inizio subito propositivo, ripresa, da parte del Foggia – che attaccava da sinistra verso destra – che provava a trovare qualche spazio, grazie anche ad un buon palleggio. Di fronte, la Turris – che attacca in direzione opposta – è ben schierato in campo e preferisce attendere per sfruttare qualche ripartenza. Allo scoccare del 20′ il risultato era ancora bloccato sullo 0-0 e seppur non ci fossero state occasioni degne di nota, le due squadre lottavano su ogni pallone, rendendo bella la gara dal punto di vista agonistico. Subito pericolosa la Turris, dopo 30 secondi, con Nocerino che, servito da Maniero, a tu per tu con Nobile non riusciva ad insaccare. L’estremo difensore del Foggia salvava i Satanelli, compiendo un miracolo. Al 55′ Marino scaricava un bolide dai 25 metri, ma la sfera colpiva la traversa. Prima vera occasione del Foggia che andava vicinissimo al vantaggio. Al 62′ i campani rispondevano con Franco con una conclusione forte, ma centrale che terminava tra le braccia di Nobile. Al 70′ arrivava il gol del vantaggio della Turris con Scaccabarozzi che raccoglieva una conclusione, respinta non benissimo da Nobile che si ritrovava il pallone sotto, e a porta vuota non doveva far altro che appoggiare in rete. Foggia-Turris 0-1. Immediata la risposta rossonera al 76′ con il subentrato Embalo che concludeva con il sinistro dalla distanza e riportava in parità la partita. Foggia-Turris 1-1 .A quel punto Cudini cambiava ancora, inserendo Papazov per Vezzoni e Rossi per Martini, avanzando Salines sulla linea di centrocampo. Scelta lungimirante, perché il difensore avviava e chiudeva l’azione del raddoppio con la preziosa collaborazione di Schenetti. L’uno-due sfiancava la Turris, la cui partita si chiudeva anticipatamente. Il Foggia amministrava, gestiva e festeggiava.
POTENZA – MONTEROSI TUSCIA: padroni di casa dopo il pareggio riacciuffato nel finale contro un’ottima Casertana cercano i tre punti per il morale e per salire la china. Ospiti, al Viviani dopo la brutta sconfitta interna incassata con il Taranto di Ezio Capuano. Partita terminata 2-3 con il successivo esonero di mister Menichini e l’arrivo in panca di mister a Roberto Taurino ex Avellino. Le previsioni delle principali agenzie di scommesse sportive, danno il Potenza favorito. Per uscire da questa fase di stallo mister Colombo schiera una difesa a quattro 4-3-3 con Asencio e Caturano dal primo minuto. 3-5-2 invece per il Monterosi di Taurino. Pronti, via. Al 5’ ci prova proprio Asencio con un colpo di testa che spazza via il difensore Tartaglia. Potenza vicino al vantaggio al 22’: cross di Saporiti e conclusione di prima tentata da Caturano, sfera out non di molto. Tre minuti dopo al 33’ ancora Potenza: cross morbido di Porcino per la testa di Asencio, di poco oltre la traversa. Potenza sciolto sulle fasce che riparte con buone triangolazioni permettendo agli attaccanti di arrivare con facilità all’interno dell’area avversaria. Ospiti che cercano di contenere il flusso di gioco lucano ma con difficoltà. Al 39’ c’è uno squillo di tromba e di preoccupazione per il Potenza creato dagli ospiti: cross teso di Silipo per Costantino che viene anticipato sul più bello a pochi passi dalla porta. Ma il Potenza c’è e si fa sentire al 43’ con il regista Schiattarella su punizione, palla che il portiere Mastrantonio, neutralizza. Poi nel finale ci prova ancora Asencio al 44’ servito da Schiattarella ma l’attaccante potentino calcia forte ma è impreciso. Senza recupero si va negli spogliatoi a reti bianche. Seconda frazione: subito Potenza in avanti con due cross in sequenza dalle fasce del Potenza, prima con Porcino e poi con Hadziosmanovic. Attenti i difensori del Monterosi. Potenza vicino ancora una volta al vantaggio al 58’: colpo di testa di Caturano che prende una strana traiettoria, decisiva la risposta del portiere del Monterosi. Potenza che nel finale crea una sorta di arrembaggio e finalmente all’84’la sblocca: Corner per il Potenza, sponda di Candellori e conclusione verso la porta, respinge corto Mastrantonio tocco di Salvatore Monaco a pochi passi dalla porta palla che finisce in rete. All’89’ c’è da registrare il palo di Candellori su punizione di Laaribi. Al terzo minuto di recupero il Monterosi potrebbe pareggiare con il terzino Di Renzo ma perde l’attimo di fronte a Gasparini. Dopo cinque minuti di recupero si va negli spogliatoi con la vittoria di misura del Potenza. Lucani tornano alla vittoria meritata e si posizionano al momento al sesto posto. Sale il morale.
TARANTO – AUDACE CERIGNOLA: Sul neutro di Francavilla Fontana finiva in parità la sfida a porte chiuse fra Taranto e Cerignola. Ospiti quasi padroni del campo nella prima frazione; rossoblù più tonici nella seconda parte di gara complice un assetto più offensivo. Un punto che muoveva la classifica contro un avversario molto organizzato. Quattro le novità nel Taranto iniziale rispetto alla gara di Teramo: Heinz, Mastromonaco, Kanouté e Romano (fuori Riggio, Kondaj, l’acciaccato Fabbro e Calvano bloccato da noie muscolari in fase di riscaldamento); nel Cerignola l’unica variante era Ghisolfi al posto di Tascone. Buon approccio del Cerignola che fraseggiava facendo molto possesso, il Taranto era costretto nella propria metà campo e non riusciva a carburare. Tabellino immacolato, ma i rossoblù non convincevano, si alzavano poco senza trovare varchi sfruttabili. Primo timido squillo al 26’ con una rasoiata di Ghisolfi che si perdeva sul fondo. Il Taranto stentava mostrando limiti soprattutto a centrocampo dove Zonta e Romano apparivano lenti e senza idee. Brivido al 40’ su tiro insidioso dai venti metri di Capomaggio, Vannucchi parava a fatica in due tempi salvando praticamente sulla linea. Risultato ad occhiali al riposo ma Cerignola molto più intraprendente.
Dopo l’intervallo il Taranto si ripresentava in campo con Bifulco e Kondaj per Romano e Mastromonaco passando al 3-4-3. I frutti si vedevano già al 5’ con Fiorani che imbeccava Cianci il cui destro da ottima posizione finiva sull’esterno della rete. Girandola di cambi: tra i rossoblù entravano De Santis e Orlando per l’ammonito Enrici e Kanouté; nel Cerignola dentro D’Ausilio e Sosa al posto di Leonetti e Malcore. Ripresa più vivace; al 22’ tiro di Zac, Vannucchi si distendeva e respingeva. Tisci inseriva anche Tascone e Sainz Maza ma l’equilibrio non si schiodava. Ci provava anche Sainz Maza, Vannucchi rispondeva ancora presente. Buona opportunità per i rossoblù al 28’ con Orlando che in diagonale non trovava lo specchio. C’è Samele per Cianci ultimo slot a disposizione di Capuano che provava a vincerla. E la palla buona capita proprio sui piedi del neo entrato che batte col mancino mandando fuori di un niente. Al 38’ invito succoso di Panico sempre per Samele appena in ritardo sul secondo palo. Una spinta vigorosa, a pochi minuti dal 90°, di un difensore su Orlando in possesso della palla, solo davanti al portiere, non era valutata come fallo da rigore, nonostante le proteste dei calciatori ionici, anzi l’arbitro faceva segno di continuare il gioco. Occasionissima nel finale per il Cerignola: Tascone impegnava Vannucchi e sulla respinta D’Andrea metteva fuori a porta vuota graziando il Taranto. Era l’ultimo spunto e dopo 5’ di recupero arrivava il triplice fischio.
VIRTUS FRANCAVILLA – GIUGLIANO: Villa dava continuità all’undici iniziale delle ultime gare, non cambiando praticamente nulla. I ritmi erano bassi nella prima fase dell’incontro, il Giugliano non alzava il baricentro e preferiva lasciare il palleggio alla Virtus, che al 5′ andava vicinissima al vantaggio: Artistico catturava il pallone su un retropassaggio di Scognamiglio scartando il portiere Russo, ma il suo sinistro terminava clamorosamente fuori. Gli ospiti cercavano di creare densità in mezzo al campo per chiudere le linee di passaggio e respingere gli avversari sugli esterni; per dare continuità alla manovra Macca svariava su tutta la trequarti offensiva, inoltre Biondi accentrava il proprio raggio di azione lasciando la fascia a De Marino, che da braccetto sinistro agiva spesso come un terzino. Il risultato era che la Virtus si schierava con un 2-4-4 in costruzione, per scardinare l’arcigna difesa posizionale del Giugliano: al 23′ Artistico, imbeccato in area, impegnava Russo da distanza ravvicinata. Duello rinnovato su una transizione qualche minuto dopo, e vinto di nuovo dall’estremo difensore campano. I padroni di casa mettevano in scena un autentico forcing, rendendosi pericolosi successivamente con la punizione velenosa di Giovinco respinta da Russo, mentre il Giugliano impegnava per la prima volta Forte al 40′, sulla punizione di De Sena. E proprio su punizione la Virtus sbloccava l’incontro: dalla trequarti centrale Giovinco catechizzava Russo alla sua maniera (45′). A inizio ripresa il tecnico Francesco Ascione inseriva Bernardotto per uno spento Ciuffieri e passava ad un più puro 3-4-3. Ma era ancora una volta la Virtus ad essere pericolosa, grazie alla botta dalla distanza di De Marino disinnescata da Russo. Il portiere classe 1987 teneva a galla i suoi con il miracoloso intervento sul colpo di testa di Artistico e il tentativo di Monteagudo sugli sviluppi di un corner. Il copione della partita non era sostanzialmente cambiato, la Virtus teneva le redini del gioco cercando con insistenza e ritmo alto il secondo gol. Al 53′ Artistico di testa impegnava Russo in presa, ma al 64′ arrivava la beffa: dalla stessa mattonella da cui era nato il gol di Giovinco, De Sena realizzava una punizione che non lasciava scampo a Forte. I biancazzurri rimanevano scossi dal pareggio, mentre i gialloblù prendevano più campo: la reazione arrivava ancora una volta dai piedi di Artistico, che con un tocco ravvicinato impegnava Russo all’ennesimo intervento della sua partita. La Virtus calava a livello fisico e probabilmente mentale, non riuscendo più ad imporsi sull’avversario come in precedenza. Finale incandescente caratterizzato da un episodio che suscitava le proteste dei padroni di casa: Polidori era atterrato al limite dell’area da un avversario, con la Virtus che chiedeva a gran voce un calcio di rigore; il direttore di gara assegnava solo una punizione, battuta sulla barriera dallo stesso Polidori. Il match terminava così.
CASERTANA – CATANIA: il Catania riusciva al quattordicesimo tentativo a conquistare la sua prima vittoria in trasferta contro la Casertana: la compagine etnea, reduce dal ko interno contro il Foggia, rialzava la testa aggiudicandosi con un perentorio 4-0 il match del sesto turno del Girone C di Serie C andato in scena allo stadio “Alberto Pinto”. A sancire il roboante successo dei rossazzurri erano le doppiette di Chiricò (6’ e 56’) e Di Carmine (25’ e 47’). Da incorniciare quella realizzata dall’ex ala del Crotone a segno con uno spettacolare pallonetto dalla propria metà campo e con un fendente dal limite dell’area sotto l’incrocio dei pali. La seconda vittoria in campionato consentiva alla formazione diretta da Tabbiani di salire in classifica a 7 punti. Per la Casertana, rimasta ferma a quota 4, si trattava del primo ko.
ACR MESSINA – AVELLINO: clamoroso al “Franco Scoglio”. Il Messina trovava la prima vittoria stagionale e lo faceva in grandissimo stile. Battuto l’Avellino per 1-0 grazie alla rete di Vincenzo Plescia al 29′, un gol pesantissimo per morale e classifica. Dopo due pari e una sconfitta, questo successo rilanciava i ragazzi di Modica che guardavano con più fiducia al futuro. Già al l 5′ prima occasione di marca Avellino con Varela che controllava e calciava, palla che sfiorava il palo a Fumagalli battuto. Ancora Avellino all’ 11′ con Sgarbi che da fuori area provava il mancino, tiro lento che Fumagalli bloccava in due tempi. Al 13′ era il turno di Patierno, controllo e tiro a botta sicura ma Manetta si immolava e salvava miracolosamente. Al 27′ primo squillo del Messina e l’occasione era clamorosa con Ferrara che si liberava da azione di corner, tocco al volo e conclusione che si stampava all’incrocio dei pali. Al 29′ Messina che passava in vantaggio: corner in mezzo di Firenze per Plescia che deviava di testa dall’area piccola e insaccava il vantaggio giallorosso. Risposta irpina al 35′ con il colpo di testa di Mulè che, però, non spaventava la porta di Fumagalli. Ancora corner pericolosissimo del Messina, ci provava Manetta di testa e palla che sfiorava il palo. Al 44′ tornava a farsi vivo l’Avellino con Cionek che, però, non riusciva a trovare la porta di prima intenzione. Nel secondo tempo, al 55′ ci provava Sgarbi con la prima conclusione della ripresa, era bravo Fumagalli a coprire il proprio palo. Al 65′ primo timido tentativo del Messina con Emmausso, conclusione deviata e primo corner del secondo tempo per i peloritani. Avellino che teneva il pallino del gioco ma si apriva alle ripartenze del Messina, al 79′ Plescia controllo in area, scivolava, si rialzava e poi concludeva di destro ad incrociare, sfera che, però, terminava larga. All’86’ ghiotta occasione Avellino: da angolo incorna Armellino e Fumagalli volava esibendosi in una parata plastica che levava il pallone dalla rete. Sempre Avellino da angolo, all’ 89′: Marconi incornava a botta sicura, era miracoloso Fumagalli che salvava ancora una volta il risultato. Partita che si accendeva anche agonisticamente, espulsi per doppio giallo Polito e Benedetti.














