Il Monterosi Tuscia, club dell’omonimo comune viterbese di Monterosi con 4.657 abitanti (secondo l’ultimo censimento), è stato fondato nel 2004, quando iniziò la sua favola, partendo dalla Seconda Categoria, campionato vinto l’annata successiva.
Da quell’anno in poi, con una scalata dirompente, è arrivato, la scorsa stagione, a vincere il campionato di serie D, girone G, precedendo club, sicuramente più titolati, quali Latina, Savoia e Nocerina, ma sicuramente sorpresi dalla gestione oculata del piccolo club laziale, non solo, ma ovviamente con un bacino d’utenza ristretto per la presenza del club del capoluogo di provincia, la Viterbese, militante da anni nella serie C. Insomma è stata scritta una favola nel calcio, nella sana provincia italiana, esempio di coniugazione di sport ed aggregazione, il tutto con bilanci in ordine e sostenibilità oculata.
Lo sbarco in terza serie ha portato il club del patron Capponi a confermare il tecnico David D’Antoni e con il settore tecnico, in collaborazione con il Direttore Sportivo, ad approcciarsi, per la prima volta alla sessione del calcio mercato sessione estiva dei professionisti ed infatti i movimenti in entrata sono stati:
– i portieri, Giuseppe Marcianò, classe 2000, ex Frosinone, Marco Alia, classe 2000, ex Lazio;
– i difensori, Mattia Tonetto, classe 2001, ex Frosinone, Francesco Verde, classe 2000, svincolato dal Frosinone, Andrea De Angelis, classe 2002, svincolato dal Genoa, Lorenzo Borri, classe 1997, svincolato dalla Carrarese;
– i centrocampisti, Samuele Parlati, classe 1997, ex Catanzaro, Simone Franchini, classe 1998, ex Padova;
– gli attaccanti, Emanuele Pio Adamo, classe 1998, ex Avellino, Pierluca Luciani, classe 2002, ex Frosinone, Alessandro Polidori, classe 1992, ex Imolese, Daniele Ferri Marini, classe 1990, svincolato dal Trento.
L’obbiettivo dei laziali, in questa stagione, sarà chiaramente quello di cercare la salvezza ed evitare un pericoloso scivolamento nella serie inferiore, consapevoli dell’impresa ardua, ma come matricole, in assoluto, avranno l’obbligo di sovvertire le previsioni che li collocano nella lotta alla retrocessione diretta, pur potendo contare sulle sessioni invernali del calcio mercato, in ottica aggiustamenti che dovessero essere necessari.
Fabrizio Di Leo














