di Fabrizio Di Leo
Turno di ritorno che ha confermato il passaggio di tutte le teste di serie tranne, una. La Casertana, vittoriosa ad Alessandria, è stata eliminata con una sconfitta fragorosa, molto pesante dalla formazione giovvanile della Juventus che ha piazzato un 3 a 1, risultato senza appello. Negli altri match, il Taranto con una prova gagliarda è uscita imbattuta d al Menti , ma a pesare è stat la gra d0andata ed il goal segnato da Ferrari, oltre alle vicende extracalcistiche federali che l’hanno obbligata a partire dalla quinta posizione, nella griglia play off. Un’occasione ottima di De marchi, al moire del primo tempo, veniva deviata d’istinto dal portiere Confente, ma nessun calciatore ionico era in area per ribattere in nella rete a porta vuota. Vannucchi, in questa gara non ha compiuto nessun intervento pericoloso, a dimostrazione della impenetrabilità della difesa, venuta a mancare in quell’unica occasione sull’incornata di Ferrari, nel match d’andata. A Catania, la formazione etnea, nonostante la sconfitta patita con lo stesso punteggio con cui aveva espugnato il campo dell’Atalanta U23, passava il turno e per l’astruso regolamento che premia la vincitrice della Coppa Italia, si troverà ai quarti di finale, da teta di serie. Allo stadio dei Marmi di Carrara, il Perugia di Formisano, pur vincendo per 2 a 1, non riusciva a passare il turno per la bruttissima prestazione della gara d’andata. Al Vigorito, l”unica vittoria di una testa di serie, il Benevento dio Auteri che con il minimo vantaggio (2 a 1), superava la Triestina e l’eliminava dalla giostra play off, passando il turno dove affronterà le big dei tre girone (le seconde), che rispondono ai nomi di Padova, Torres ed Avellino, a cui si aggiungeranno, il Catania, la Juve Next Generation e la Carrarese.
BENEVENTO – TRIESTINA: il cammino del Benevento nei Play Off continuava, i giallorossi battevano per 2-1 la Triestina e staccavano così il pass per il secondo turno della fase nazionale. La squadra di Auteri si imponeva in rimonta, l’avvio gara era subito in salita, già al terzo minuto con il gol a freddo di Malomo, lasciato tutto solo di staccare in area su uno schema da calcio di punizione. La reazione della Strega era però immediata e già al nono arrivava il pareggio con l’ennesima perla di Amatino Ciciretti: Nardi per il fantasista che di prima prendeva mirino e pennello e disegnava una traiettoria liftata che non lasciava scampo. Un gol che accendeva il Vigorito che, di lì a poco, tornava ad esultare per la prima rete tra i grandi di Mario Perlingieri. Gol di astuzia e tecnica del classe 2005 che dal limite, eludeva con una finta l’avversario e piazzava col mancino. Era il gol che metteva la freccia alla squadra sannita, che di occasioni ne collezionava, e come, senza però riuscire a calare il tris. Nel secondo tempo colpiva un paio di legni la Triestina, subito in avvio e poi nell’ultimo quarto d’ora con Vertainen. Non cambiava il risultato il Benevento vinceva e continuava così ad inseguire la B. Avvio da brividi per i padroni di casa, appena tre minuti e la Triestina passava subito in vantaggio con uno schema da calcio di punizione, cross dentro per il libero Malomo che staccava di testa ed infilava alle spalle di Paleari. Il Benevento rischiava ancora al sesto su una ripartenza della squadra di Bordin che partiva dopo l’errore di Lanini in appoggio: Petrasso si faceva tutta la fascia e serviva al lato corto opposto il troppo libero Minesso che ci provava con il sinistro a giro, senza però trovare lo specchio. Il gol però non tramortiva la Strega che reagiva subito e pescava il pareggio già al nono. Lanini recuperava palla sulla trequarti e si faceva spazio, sfera a Nardi che la passava per Ciciretti che non ci pensava, metteva il mirino, baciava la palla col sinistro ed era una pennellata a giro che non lasciava scampo a Matosevic. Un gol sensazionale del fantasista romano. La rete accendeva il “Vigorito”, i padroni di casa acceleravano e al quarto d’ora arrivava anche il sorpasso: azione insistita dei giallorossi, concludeva prima Lanini, poi Nardi, entrambi murati. Sulla respinta ragionava invece il giovane Perlingieri che stoppava, controllava, eludeva l’avversario e piazzava con il mancino per quello che era il suo primo gol con i grandi. Gioia incontenibile per il classe 2005 che ripagava così subito la fiducia della scelta. Al 24esimo si ripresentava in avanti la Triestina provando sfruttare l’errore in impostazione del Benevento. Correia recuperava palla e serviva dentro D’Urso, rispondeva Paleari, sugli sviluppi èeralasciato solo in area Minesso che calciava troppo centrale, poteva ancora intervenire l’estremo difensore. Rispondeva subito il Benevento con Ciciretti che serviva sul filo del fuorigioco Improta, destro radente ad incrociare, stavolta Matosevic c’era. Nell’ultimo quarto d’ora il Benevento, a parte qualche errore tecnico, restava in controllo della gara. In pieno recupero tornava ancora avanti la Strega: provava un’altra magia Ciciretti, sinistro liftato quasi dal fondo, stavolta vola Matosevic in corner. Ultima azione, Perlingieri da solo teneva impegnata tutta la difesa e Struna era costretto al fallo. Ci provava ancora Ciciretti che stavolta però colpiva la barriera. Si andava negli spogliatoi con la serenità del 2-1. Come nel primo tempo, anche in avvio ripresa il primo sussulto era della Triestina, appena un minuto e subito Redan si presentava in area, ma il suo destro si infrangeva sul palo. Rispondeva all’undicesimo il Benevento prima con Simonetti e poi con la conclusione in precario equilibrio di Lanini, in uscita sbarrava la strada Matosevic. Alzava il forcing la squadra ospita, al quarto d’ora alta pressione che iniziava dalla conclusione di Redan e poi un batti e ribatti in area, dove si frapponeva due volte Paleari prima su Vertainen ed ancora su D’Urso. Il Benevento provava ad abbassare i ritmi, ma in uscita al 74esimo Simonetti serviva un pallone d’oro per Ciano, che controllava e calciava clamorosamente in curva. Azione poi interrotta dal fischio dell’arbitro. Passavano un paio di minuti e dietro la retroguardia si faceva ancora infilare di testa, Vertainen poteva colpire indisturbato, ma il pallone scheggiava solo la parte esterna del palo. Ultimi cinque minuti, ancora pericoloso il Benevento con la corsa di Lanini che rientrava sul sinistro e calcia, pallone di pochissimo a sorvolare il sette. Insisteva per il tris la Strega, ancora con la corsa di Simonetti che andava ad incrociare col sinistro, pallone di un soffio al lato del palo. Non cambiava il risultato, il Benevento vinceva e proseguiva il suo cammino nei Play Off.
CARRARESE – PERUGIA: pensare ad una rimonta partendo da 0-2, e con la necessità di fare tre reti, era praticamente impossibile. Ma come ripeteva, ad ogni piè sospinto, il compianto Vujadin Boskov: «Partita finisce quando arbitro fischia». E con questo spirito il Perugia di Formisano, spinto da 212 tifosi che lo avevano seguito fino allo Stadio dei Marmi a prescindere, e forse perché libero di testa, giocava una delle migliori partite della sua stagione e metteva in difficoltà la Carrarese. Finiva 1-2 al termine di 90’ minuti gradevoli, veloci, combattuti e tutto sommato con diversi contenuti tecnici di interesse. Novanta minuti nei quali il Perugia accarezzava anche l’idea dell’impresa. Era proprio il Grifo, infatti, a passare in vantaggio al 24′, con Lisi, al termine di un’azione elaborata e con un rasoterra (forse deviato) da posizione defilata che beffa Bleve. Ma il sogno durava appena sei minuti. Il Perugia, infatti, si faceva riprende subito, al 30’, ‘per merito’ di Kouan che in uscita sbagliava e metteva Finotto in condizione di liberare Panico al tiro. Poi in almeno altre tre occasioni con Vazquez, Ricci e Kouan costringeva Bleve, il migliore in campo, ad interventi decisivi. In pieno recupero Sylla segnava il gol dell’1-2, ma non bastava. Il Perugia salvava l’onore, che era sostanzialmente quello che chiedevano tifosi e appassionati, ma la stagione finiva qui. La Carrarese vinceva la serie per 3-2 e approdava al secondo turno nazionale del playoff per il Grifo era già il momento di programmare la stagione di Serie C 2024-2025.
CASERTANA – JUVENTUS NEXT GENERATION: partiva forte la Juve, il piano gara era uno solo: giocarsela, a viso aperto, per provare a vincere con due gol di scarto. I ragazzi di Brambilla nella prima fase del match davano spettacolo: la manovra era ampia, ariosa, la squadra correva armonicamente ed era molto, molto insidiosa. In undici minuti i bianconeri erano pericolosi in 4 occasioni, limpide: al 3′ Sekulov si divorava il gol a tu per tu col portiere casertano, al 6′ Hasa si metteva in proprio e calciava alto dal limite, al 10′ ancora Sekulov di testa non trovava lo specchio, un minuto dopo Cerri calciava fuori un rigore in movimento. Il gol, però, arrivava, ed era strameritato: al 18′ a destra Savona si inventava un assist di tacco pazzesco per Mbangula che appoggiava là dove Sekulov aveva vita facile nel mettere in rete. Uno a zero, e Casertana che nei primi venti minuti sembrava capirci davvero poco, come confermava un’altra palla gol per Guerra, che al 24′ si faceva parare la conclusione d Venturi. Attenzione, però: al 26′ Curcio ci provava di prima intenzione dal limite, Daffara a terra c’era. La partita era bella, la Juve era bellissima: al 28′ Guerra aveva un altro rigore in movimento, servito da Mbangula e non trovava la porta per una questione di centimetri. Il primo tempo proseguiva con ritmi che si abbassavano un po’: per ora alla Juve andava bene così, ma lo 0-1 non metteva ancora in equilibrio la sfida. Nella ripresa la Next Gen non mollava e anzi, confezionava il capolavoro: Daffara prima diceva di no a Montalto, al 47′, e un minuto dopo era Cerri che tornava al goal, ed era un goal di una pesantezza mostruosa. La Casertana doveva rispondere, e lo faceva due volte in pochi minuti, con Montalto, che al 63′ non inquadrava la porta e tre minuti dopo si faceva dire di no da uno splendido Daffara. Ed era proprio li, nell’attenzione in ogni singolo episodio, che i ragazzi di Brambilla si dimostravano definitivamente maturi: al 68′ arrivava il tris, e lo firmava Bomber Guerra, al termine di una lunga azione di Mbangula prima e Cerri poi. La sua rete numero 18: lui e Sekulov diventavano i due migliori marcatori all-time della storia della Next Gen. Al 73′ i bianconeri, non domi, protevano avere la palla del poker, ma Venturi diceva di no a Sekulov; si apriva dunque un finale di partita in cui la Casertana cercava il forcing per riaprirla, e all’88’ Daffara era bravissimo sul colpo di testa di Rovaglia. Il gol dei padroni di casa arrivava, ma in pieno recupero, al 92′, con Paglino. ma non bastava, la Juve volava ai quarti Nazionali dei Playoff, dove aspettava una fra Torres, Padova, Avellino e Carrarese.
CATANIA – ATALANTA U23: l’Atalanta Under 23 chiudeva la sua prima storica stagione tra i professionisti con una vittoria e una grandissima prestazione al Massimino di Catania. Essendo il Catania testa di serie e avendo vinto l’andata per 1-0, i nerazzurri avrebbero dovuto vincere con almeno due gol di scarto per passare. Primo tempo di grande intensità per la formazione U23 dell’Atalanta, che, grazie a Palestra, Capone e Ghislandi, riusciva a creare tre occasioni da gol nei primi 5′ di gioco. Al 19′ il Catania provava a reagire con Cicerelli che, a due passi da Vismara, calciava alto, ma erano ancora i ragazzi dell’U23 a spingere. Al 37′ Diao trovava Cisse, che di fronte a Furlan non riusciva a trovare la porta. Subito dopo, al 38′, era Diao a tentare il tiro, ma ancora una volta Furlan respingeva. I ragazzi allenati da mister Modesto non smettevano di insistere e nella ripresa, al 49′, si rendevano ancora pericolosi con un tiro da fuori di Capone, respinto dal solito Furlan. Al 64′, Ghislandi pescava in area Vlahović, che però calciava addosso a Furlan. L’U23 era quasi tutta nella metà campo avversaria e il Catania ne approfittava in contropiede al 72′ con Marsura, che arrivava davanti a Vismara ma concludeva a lato. Un minuto dopo, era proprio Vismara a parare il tiro di Marsura, che si era trovato a tu per tu con il portiere orobico. Quando ormai sembrava finita, Diao sbloccava la partita di testa al 92′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il match si chiudeva al 97′ con un palo colpito da Castellini.
L.R. VICENZA – TARANTO: niente da fare per il Taranto. Al Menti contro il Vicenza finiva 0 a 0, risultato che sanciva l’eliminazione dei rossoblù dai playoff per la promozione in Serie B. Una partita segnata da tensioni e dal continuo lancio di fumogeni e petardi in campo da parte delle rispettive tifoserie. Dopo la sconfitta allo Iacovone il Taranto era costretto a vincere con due gol di scarto per passare il turno, ma nella gara di ritorno non andava oltre il pari. Una sfida che dimostrava ancora una volta le difficoltà offensive della squadra di Capuano, incapace di segnare una rete ai veneti in 180 minuti, ma anche la grande tenacia degli jonici che lottavano fino alla fine contro una delle squadre favorite per la promozione. Dopo un primo tempo di grande sofferenza, con il Vicenza vicino al gol in diverse occasioni, nella ripresa i rossoblù aumentavano il peso offensivo con l’ingresso di Simeri e Kanoute. Erano stati loro a costruire le occasioni più importanti per il Taranto, che però non trovava la via del gol. Finale di partita molto spezzettato e povero di emozioni. Il Taranto chiudeva con un pizzico di rammarico una stagione estremamente positiva.














