L’ultimo turno giocato in serie D – Girone H, domenica 31 gennaio, è iniziato, in realtà, giovedì, quando il Dipartimento Interregionale di LND, prendeva atto della richiesta rinvii delle gare del Bitonto (che avrebbe ospitato il Casarano di Feola) e quello del Sorrento (ospite la Puteolana), per alcuni casi di Covid che hanno falcidiato la formazione di Ragno e quella costiera.
Venuto meno il big match, in assoluto più importante, Bitonto – Casarano, e l’altro interessante, Sorrento – Puteolana, i riflettori, metaforicamente, vedevano, al Tonino D’Angelo, il match d’alta quota, tra l’Altamura di Monticciolo, ma anche degli ex Croce, Lanzolla e del tarantino, Lucchese, ed il Taranto di Laterza, compresi i neo arrivati Diaz e Tissone. La gara, molto corretta, vedeva, nel primo tempo, una superiorità nel gioco e nella qualità dello stesso da parte del Taranto, dove in attacco si vedeva un pungente Diaz, quasi fosse uno scorpione dal morso letale, Tissone, il secondo arrivo, pendolo tra le due ali e di supporto a Matute e Marsili, nella robusta costruzione del gioco. Tante azioni da parte ionica (se ne conteranno ben sette, al termine della gara, ma imprecisione ed un pizzico di sfortuna, non permetteva agli ionici di passare in vantaggio in questo incontro). Decisivi, quindi, il portiere Donini dell’Altamura, ma anche Sposito con un paratone, allungandosi deviava una conclusione velenosa, ma prontezza di riflessi del numero uno ionico e risultato difeso. Alla fine della gara, tra i tarantini, la delusione per il mancato morso dello scorpione, le innumerevoli azioni che strutturate avrebbero potuto far aggiungere in classifica altri due punti utili.
Non si faceva sfuggire l’occasione del colpo grosso l’Andria di Panarelli che, con la formazione schierata in modo impeccabile, dopo 22 secondi, con il bomber Cristaldi, passava in vantaggio (bravo a tirare in girata verso l’angolo più lontano del portiere partenopeo). Il Portici, sorpreso, cercava di fare gioco e giungere al pareggio, ma la formazione federiciana, insisteva nella sua manovra con alcune buone azioni, con dieci minuti di grande intensità e, al 29°, andava al raddoppio. Era Cerone, il suggeritore, quando quasi al limite dell’area, vedeva l’accorrente Avantaggiato (al suo secondo goal in maglia andriese), lo serviva e l’esterno si presentava davanti al portiere locale, trafiggendolo alla sua destra. Sul 2 a 0, i padroni di casa subivano un ulteriore shock e non riuscivano a mettere in difficoltà i pugliesi, così si andava all’intervallo. Nella ripresa, l’Andria trovava subito la terza rete, al 6°, quando da corner battuto da Avantaggiato, l’inzuccata di Monaco, siglava il tris. Non c’era più storia e, nei restanti minuti, nonostante una certa veemenza nella reazione del Portici, la squadra di Panarelli conquistava l’intera posta e si rilanciava in classifica.
A Molfetta, in un match di centro classifica, si affrontavano i padroni di casa ed il Nardò di Danucci, pertanto la posta in palio era interessante, soprattutto per gli adriatici che avevano la possibilità di avvicinarsi alle posizioni di vertice. La squadra di Bartoli, in effetti, iniziava abbastanza bene, tanto che al 6° minuto, Lavopa, crossava, ed Acosta, di testa, trafiggeva il portiere ospite. Era l’1 a 0 ed il primo tempo non produceva nulla di interessante, quindi in vantaggio all’intervallo. Nella ripresa, i neretini avevano un paio di occasioni, per pareggiare, ma il portiere locale era insuperabile. Al quarto d’ora, un episodio che segnava la svolta del match. Strambelli allargava illegalmente le braccia e, con il secondo giallo, veniva espulso. Il Nardò insisteva, visto la superiorità numerica, e continuava a macinare gioco. Al 90°, i granata erano premiati, quando lo svedese Tornros, con un guizzo in area, batteva il portiere Rollo e realizzava il goal del pareggio (terzo goal personale stagionale). Il Nardò, nel recupero, cercava di vincere e per poco non vi riusciva, ma alla fine, il salomonico pareggio, risultava il risultato più giusto.
A Cerignola, la squadra ofantina cercava di prendere altri tre punti e continuare la scalata alle posizioni di vertice della classifica e quale migliore occasione poteva essere l’avversario di turno, l’Aversa, uscito malconcio nella settimana per le due decisioni contrarie ovvero il ricorso respinto per la gara Taranto – Aversa e la sconfitta a tavolino per il match di Francavilla. Il Cerignola di Pazienza, partiva subito di gran carriera ed infatti, nel primo tempo, gran pressione degli ofantini, mentre gli aversani adottavano la tattica di contenimento ed eventuali ripartenze, per offendere la porta cerignolana. Al 36°, un lungo lancio proveniente dalla metà campo ofantina, veniva raccolto da Esposito che, entrato in area, tirava verso la porta ospite disegnando una parabola che consentiva alla palla di entrare in rete per il vantaggio locale. Era l’1 a 0, risultato con cui si andava al riposo. Nel secondo tempo, il Cerignola, in pressione, metteva in difficoltà la difesa ospite, ma i casertani resistevano grazie al loro estremo difensore. Il Cerignola non chiudeva l’incontro e gli ospiti, nell’ultimo quarto d’ora, diventavano estremamente pericolosi e, al 77°, quando l’aversano Mariani crossava ed Improta, di testa, infilava il portiere locale. Gli ospiti insistevano per sfruttare questo momento favorevole e, all’83°, nuovo cross dalla sinistra, assist di testa di Simonetti e, sempre di testa, Improta realizzava il goal del sorpasso con il punteggio di 2 a 1, che diventava quello finale, con cui l’Aversa rimaneva ancorato alla zona play out, distanziandosi dalla coppia di coda (Puteolana e Fasano).
A Lavello, la squadra di Karel Zeman ospitava il Gravina, avversario spigoloso che nelle ultime uscite, con il neo tecnico Gaburro, aveva iniziato ad inanellare una serie di risultati positivi che lo stavano facendo scalare posizioni. I lucani, reduci dalla vittoria di mercoledì, probabilmente, hanno subito la fatica dell’infrasettimanale, peraltro vinta in scioltezza, ma i murgiani hanno tenuto bene al cospetto del tridente Burzio, Liurni e Longo, riuscendo a strappare un pareggio su un campo (quello neutro di Venosa), molto ostico per gli ospiti.
A Francavilla in Sinni, la squadra di Lazic, rinfrancata dalla decisione del Giudice, in merito alla gara casalinga contro l’Aversa (persa sul campo, ma ribaltata dalla giustizia sportiva), affrontava il Fasano di Costantini, per un match quasi dai toni drammatici per gli adriatici, bisognosi di conquistare punti, in casa e fuori, per abbandonare la scomoda posizione di ultimi, sia pure in coabitazione con la Puteolana. Il cliché del match era quello previsto, ad un Francavilla, votato in zona offensiva, corrispondeva ad un Fasano, attento in fase difensiva, non disdegnando delle ripartenze e quindi, alla fine, conquistava un punto che consentiva ai bianco azzurri l’aggancio, in ultima posizione, alla Puteolana ed il tentativo di risalire la classifica per uscire dalla scomoda posizione attuale.
A Picerno, la formazione di Ginestra, dopo l’exploit di Casarano, tentava di vincere l’incontro contro il Brindisi, sempre alle prese con problemi interni alla società, ma, sul campo, alla ricerca di punti per una tranquilla salvezza, programma stabilito all’inizio di questa tribolata stagione calcistica. I melandrini cercavano con tutto il loro potenziale di superare gli adriatici di De Luca, ma il tentativo non sortiva effetto nei confronti della difesa, ordinata, attenta e di cuore, che impediva ai panzer locali di poter segnare quel goal che avrebbe potuto aprire il portone del reparto difensivo. Chiaramente i brindisini cercavano di fare gioco per impensierire la difesa picernese, ma l’assenza di attaccanti di spessore faceva mancare quel guizzo conclusivo che avrebbe potuto permettere anche altro risultato. Alla fine un punto che, sicuramente, accontentava i brindisini, lasciando l’amaro in bocca ai locali per aver sciupato una favorevole occasione, complice i risultati maturati nella 14^ giornata che ha visto la sola Andria, al vertice, e l’Aversa, nella zona medio bassa, avere un domenica a loro vantaggio.
Fabrizio Di Leo














