La 24^ giornata, come detto in fase di presentazione, al netto dell’ennesimo rinvio causa Covid – 19, ovvero Nardò – Fasano, poteva essere un turno dove ci sarebbero potuto avverare delle sorprese per una serie d’intrecci che neanche un maestro del thriller avrebbe potuto sceneggiare.
Il Taranto, allo Iacovone, affrontava il Gravina, del fresco ex Abayian, voglioso di cercare di conquistare utili punti per schiodarsi dalla scomoda posizione di penultimo in graduatoria, collocazione che, con il passare delle giornate, comincia ad essere pericolosa e quasi una condanna per l’addio alla serie D. Gli ionici di Laterza, schierati con un iniziale 4 – 4 -2 , con la linea difensiva articolata da Boccia, Guastamacchia, Gianmarco Rizzo e Ferrara, aveva nella zona nevralgica di metà campo, un altra linea, composta dagli esterni Falcone e Nicolas Rizzo, Marsili e Tissone, uomini del centrocampo, con compiti di dirigere il gioco ed interdire quello avversario. Davanti, Laterza riproponeva la coppia di Brindisi, ovvero l’under Serafino di supporto a Diaz. La gara, inizialmente, vedeva il Taranto fare gioco e i murgiani di Gaburro, nella loro metà campo, pronti a ripartire con lunghi lanci della difesa per sfruttare la fisicità e la velocità di Abayian. Al 28°, il Taranto usufruiva di un corner che Marsili batteva scodellando la palla nell’area ospite dove Diaz con una frustata di testa batteva il portiere Pagratis, portando i rossoblù in vantaggio. A questo punto ci si attendeva la logica reazione dei gravinesi, ma gli stessi non riuscivano ad essere incisivi ed il portiere Cziekowski non era assolutamente impegnato. Al termine del primo tempo, nonostante il risultato sembrasse essere poco veritiero per gli ionici, il vantaggio lasciava aperto il verdetto del match alla ripresa. Il secondo tempo vedeva un Gravina più offensivo, alla ricerca del goal per un pareggio che alla luce dei risultati provenienti dagli altri campi avrebbe potuto avere un effetto balsamico, mentre il Taranto aveva delle difficoltà a superare la barriera creata a difesa del portiere murgiano. Il gioco rossoblù, ma in genere dell’incontro, non era entusiasmante, si aveva quindi lo spettacolo tipico di un match di serie D, con alcune spigolosità che l’arbitro cercava di mantenere con i gialli tali, come in un’occasione, da essere fatali per Gianmarco Rizzo che veniva espulso per il secondo cartellino ricevuto e la squadra, in dieci, si raccoglieva per tentare di bloccare le iniziative ospiti. Nella parte finale, un accenno di intensità più elevata, creava qualche apprensione alla difesa tarantina ed al portiere ionico, bravo però, nella massima concentrazione, a neutralizzarle. Al termine del lungo recupero (otto minuti), la soddisfazione, e la gioia, per il successo faceva pregustare una Pasqua serena, da capolista, con allungo, importante, sulla coppia Casarano e Lavello, soprattutto con la convinzione di aver superato un ostacolo molto difficile, proprio per la posizione pericolosa occupata dai murgiani.
Ad Altamura era previsto il big match di giornata, in quanto l’ospite era il Casarano di Orlandi, l’immediato inseguitore degli ionici. Dopo i primissimi minuti in cui i casaranesi cercavano di imporre il loro gioco ed imbastire qualche giocata che impegnava la difesa dei murgiani, all’11°, si aveva l’episodio che sbloccava il match. Un lungo lancio, proveniente dalla metà campo biancorossa, giungeva a Spano che infilandosi in area, nonostante la marcatura di due difensori, invitava all’uscita il portiere casaranese e con una finta lo superava ed appoggiava la palla, in rete. Realizzato l’1 a 0, il compito della reazione passava agli ospiti che nonostante la gran mole di gioco non riuscivano a penetrare ed essere incisivi in area locale. Si andava così all’intervallo e, nella ripresa, il Casarano non riusciva a essere pericoloso, anche perché le occasioni avute venivano sciupate per imprecisione ed una frenesia del recupero del risultato. Poi, nonostante il gran impegno dei salentini, l’espulsione di Tascone tagliava le gambe ai salentini che rischiavano di subire il raddoppio, ma alla fine il risultato premiava l’Altamura che disputava una delle migliori partite stagionali. Il nervosismo, nel post gara, da parte degli ospiti, peraltro comprensibile, certificava una sconfitta dolorosa ed importante nell’economia del campionato.
Il Lavello di Karel Zeman aveva il match interno, sul neutro del Venosa, contro il Sorrento di mister La Scala, intento nella risalita in classifica ed allontanarsi, decisamente, dalla zona play out. La gara iniziava con il Sorrento che, al 2°, batteva un calcio di punizione con Cunzi, dal limite dell’area, in posizione defilata e il suo destro non andava molto lontano dall’incrocio dei pali. Il Lavello, replicava, al 9° con Vitofrancesco che, dopo un rimpallo fortuito, si ritrovava la sfera tra i piedi in area, ma era provvidenziale l’intervento in scivolata di Fusco. Ospiti reattivi ed all’11, cross di Procida dalla destra, al centro dell’area Marino lisciava la conclusione tradito dall’intervento a vuoto del suo marcatore. Al 19°, il Lavello sornione sbloccava il match, con una perla di Burzio. Il sinistro dal limite dell’area toglieva le ragnatele nell’angolino alto. Il Lavello insisteva e, al 23° nuova occasione. Era El Ouazni che provava l’eurogol con una sforbiciata da dentro area, palla ampiamente a lato. Il Sorrento non accettando la pressione dei padroni di casa, al 26°, con Procida tentava di sorprendere il portiere con un destro dalla lunga distanza, conclusione alta. I costieri insistevano, in questa fase del tempo, ed al 38° sempre Procida, di destro, da posizione molto defilata, tirava verso la porta locale, palla altissima. Gli uomini di Zeman, nei minuti finali, si facevano nuovamente pericolosi ed il portiere Scarano, al 43°, negava il raddoppio ai lucani, respingendo il colpo di testa ravvicinato di Longo. Immediata la replica dei costieri che, al 46°, su lancio in profondità di Fusco, Cunzi partiva sul filo del fuorigioco ed eludeva la retroguardia, entrava in area e liberava il diagonale destro, sul quale il portiere Carretta metteva in angolo col piede. Nella ripresa, Lavello in forcing e, al 57°, raddoppio dei giallo verdi. El Ouazni la metteva dentro da pochi passi, sugli sviluppi di un corner dalla sinistra. Sul 2 a 0, gli ospiti cercavano la rete che potesse riaprire il match e dare un senso alla stessa gara, ma cinque minuti dopo la rete del raddoppio, Lavello nuovamente in goal. El Ouazni firmava il tris in contropiede, ribadendo in rete la sfera, dopo la traversa colpita da Vitofrancesco. Gara virtualmente chiusa ma, con oltre mezzora di gioco, i padroni di casa cercavano in tutti i modi di arrotondare il punteggio. Al 76°, infatti, locali ancora a segno. Vitofrancesco rubava palla a centrocampo e s’involava verso la porta avversaria, al limite dell’area serviva un assist perfetto per Longo che controllava e batteva Scarano in diagonale. Finiva qui il match, il Sorrento, infatti, fino al termine della ripresa, recupero compreso, non aveva più la forza ed era costretto ad arrendersi. Per la formazione di Zeman tre punti preziosi, utili ad agganciare il Casarano, al netto dei recuperi, ma rappresentava linfa vitale per continuare la lotta alle posizioni di vertice del club lucano.
Altro match imprevedibile era quello che si doveva disputare al Monterisi di Cerignola, tra i padroni di casa e il Picerno di mister Palo, formazione decisa nel continuare la risalita verso la vetta della classifica. Inizio di gara spumeggiante con gli ofantini votati all’attacco per tentare di fare propria la gara, mentre gli ospiti attendevano i proverbiali minuti per una fase di studio. Al 9°, padroni da casa già in vantaggio. Corner battuto alla sinistra del portiere melandrino, Russo, raccogliendo una respinta della difesa ospite, scagliava un tiro che si infilava nell’angolino destro dell porta lucana. Era l’1 a 0, ma il Picerno non ci stava ed infatti, tessendo la tela del gioco, si procurava alcune occasioni per perforare la difesa locale, ma l’impresa non riusciva e si andava, all’intervallo, con i padroni di casa in vantaggio. Nella ripresa, iniziava il Cerignola a prendere il pallino del gioco, ma era il Picerno a pareggiare. Alessio Esposito errava un rinvio e la palla giungeva a Pitarresi che con un rasoterra, preciso, infilava l’angolino alla destra del portiere ofantino e portava sull’1 a 1 il risultato. Successivamente iniziava lo show della sicurezza ofantina, ovvero Malcore che prima batteva un rigore per fallo su Esposito da parte di Finizio (espulso nell’occasione) e il penalty era eseguito con palla alla sinistra del portiere melandrino. Quindi all’81° su una palla arrivata in area, la mancata presa del portiere melandrino dava la possibiltà a Malcore di colpire di testa, scavalcando l’estremo picernese, e fissare il punteggio, finale, di 4 a 1, con la soddisfazione di questa ennesima doppietta personale. Finiva così con il poker subito dal Picerno che rallentava tantissimo la rincorsa alle posizioni di vetta, mentre il Cerignola…va!, con una progressione impressionante, almeno tra le mura amiche.
Ad Andria, la squadra di Panarelli affrontava il Real Agro Aversa del presidente Pellegrino, sempre convinto delle ingiustizie subite dalla Federazione e dagli arbitri in particolare, per un match, visto dalla sponda campana, veramente quasi da ultima spiaggia per abbandonare la scomoda zona play out. Gli ospiti, infatti, resistevano circa una mezz’ora, poi era Cerone a scardinare la difesa casertana e per l’Aversa calava il buio pesto. Cerone segnava due goal in tre minuti, prima, bravo a raccogliere un cross di Benvenga proveniente dalla sinistra ed incornando, di testa, in corsa, all’altezza del dischetto del rigore e piazzando la palla alla sinistra del portiere ospite, quindi realizzando il rigore per un fallo subito da Benvenga, lanciato dallo stesso Cerone, dal difensore Mariani, espulso nell’occasione quale ultimo uomo. Sul 2 a 0, gli ospiti tentavano un minimo abbozzo per dimezzare lo svantaggio, ma all’intervallo il punteggio era quello deciso da Cerone. Nella ripresa, ospiti sostanzialmente a guardare e la formazione federiciana che faceva la partita, tanto che dopo alcune occasioni non concretizzate per poco, i padroni di casa ancora in goal. Al 18° cross dalla destra di Carullo (un ex Taranto) e Clemente incornava verso la porta campana, siglando il 3 a 0. Infine, con un’Andria sempre sul pezzo, in questo secondo tempo, alla mezz’ora, poker per i bianco azzurri. Da sinistra, un cross di Di Pinto per Prinari, quest’ultimo ricevuta la palla, spalle alla porta, di tacco infilava nell’angolino alla destra del portiere ospite. Finiva qui, con l’Aversa praticamente groggy e i padroni di casa, paghi per un risultato che li rilanciava in classifica, ora quarti, mentre la situazione per la formazione di mister De Stefano, inizia a complicarsi maledettamente ed il calendario gli proporrà, alla ripresa, l’arduo match interno con la capolista Taranto.
A Francavilla, sul Fittipaldi, s’incrociavano due formazioni posizionate nella zona play out e retrocessione diretta, un match in cui i punti valevano doppio. La formazione di Lazic, da un lato aveva la possibilità, vincendo la gara, di allontanarsi dalla zona calda e pericolosa dei play out, dall’altro aveva il match ball per distanziare ulteriormente le posizioni di retrocessione diretta (occupate da Gravina e dalla stessa Puteolana). La formazione campana giungeva nel centro sinnico alla ricerca di punti da incamerare, per tentare l’aggancio ala zona play out, pur nella consapevolezza che almeno un pareggio sarebbe stato necessario ottenere per dare un pò di respiro ad un classifica che, settimana dopo settimana, diventa sempre più asfittica. La gara iniziava subito con i padroni di casa in fase di pressing, allo scopo di mettere in difficoltà la difesa flegrea. Durava dieci minuti la resistenza ospite, in quanto, Leonetti portava in vantaggio il Francavilla. Da calcio di punizione sulla destra, la palla arrivava in area e Leonetti, la spizzicava di testa, quel tanto a superare il portiere campano. La Puteolana. a questo punto, non scomponendosi, si portava in avanti alla ricerca del goal, utile per il pareggio, ma l’imprecisione dell’attacco flegreo e la difesa attenta a non creare buchi, non consentiva agli ospiti di segnare. Al 36°, corner, contestato dai flegrei, per il Francavilla, alla destra del portiere ospite. Sulla battuta, testata di Aleksic, posizionato sul palo di sinistra della porta campana, con porteste della Puteolana, per un ipotetico fallo subito dal difensore che si opponeva al marcatore. La Puteolana, a questo punto, avanzava il suo baricentro per tentare di dimezzare lo svantaggio, ma non accadeva più nulla e si andava, all’intervallo, con una gara in pratica quasi archiviata. Nella ripresa, a parte la girandola, naturale di sostituzione da entrambe le fromazioni, gli ospiti pur tentando un abbozzo di reazione per cercare di dimezzare lo svantaggio, non riuscivano nell’intento e si arrivava al 45° quando il Francavilla piazzava il tris. Era ancora Aleksic che anticipava l’estremo difensore ospite e segnava la sua doppietta personale. Chiusura quindi sul 3 a 0, punteggio giusto per quel che era stato lo svolgimento del match, ossigeno puro per i sinnici di Lazic, mentre la situazione della Putetolana cominciava ad essere con sfumature da toni drammatici, in considerazione dell’ancoraggio all’ultima, mortificante, posizione, sia pure con pochi punti di svantaggio dalla penultima e terz’ultima posizione.
Molfetta – Brindisi era un match di estrema importanza per i bianco azzurri di De Luca, costretti a conquistare ancora quanti punti possibili per evitare il pericolosissimo avvicinamento alla zona retrocessione diretta, sopratatutto arrivarne ai limiti. La gara di Molfetta, coin queste premesse, si presentava ardua, ma non impossibile, tanto che inzialmente le squadre si studivano per capire i punti deboli esposti in questo incontro dai reparti difensivi. Diveniva scialba la prima frazione con scarse emozioni, le squadre eveidentemente temevano di commettere errori ed allora, all’intervallo, si andava sul risultato di 0 a 0 e con gli animi accessi di cui ne facevano le spese i tecnici Bartoli e De Luca, entrambi espulsi. Nella ripresa, la gara diveniva emozionante, grazie all’intraprendenza dei padroni di casa ed in effetti, dopo un’occasione per i biancorossi, i brindisini avevano la possibilità di passare in vantaggio, ma il goal realizzato veniva annullato per fuori gioco. Sull’azione, successiva, il Molfetta andava in vantaggio, dopo una sgroppata sulla fascia sinistra di Lavopa, cross al centro dell’area dove l’ex bianco azzurro Lacarra, di testa, preciso, segnava la rete del vantaggio molfettese. Il Brindisi, ovviamente non ci stava, ed allora il pressing ospite aveva il suo coronamento, al 27°, quando il centrocampista colombiano Merito, approfittava di un errore clamoroso del portier Rollo (si faceva scappare la palla dalle mani) e la spingeva in rete per il pareggio. La gara diventava piacevole, ma i brindisini cercavano di impegnare il portiere Rollo, mentre i padroni di casa, sfioravano il 2 a 1 con un colpo di testa di Triggiani che, di pochissimo, lambiva il palo alla destra della porta bianco azzurra. Terminava così con un pari, risultato che andava benissimo agli ospiti poichè mettevano un ulteriore mattoncino sul discorso permanenza in serie D, mentre per i padroni di casa, l’1 a1 era accettabile e manteneva i bianco rossi vicini alla zona play out.
A Portici si disputava un match tra i padroni di casa ed il Bitonto, importantissimo per i partenopei, ormai alla disperata ricerca di punti salvezza, in quanto il gap con la penultima (attualmente il Gravina) era di soli due punti. I ragazzi di Loseto, invece, giungevano nel centro campano per conquistare tre importantissimi punti che li potessero, ulteriormente, avvicinare alla zona play off. Gli ospiti impiegavano solo due minuti per sbloccare il risultato, quando la formazione nero verde batteva un fallo laterale con Nocerino, scambio con Biason, palla nuovamente a Nocerino, quindi cross in area palla a Palazzo, sfera smistata all’accorrente Lattanzio che come un panzer giungeva davanti al portiere e lo trafiggeva per l’ 1 a 0. Il Portici, allora, cercava di fare molto gioco a centrocampo, ma non si rendeva mai effettivamente pericoloso, anzi il Bitonto la controllava in maniera equilibrata, poi quando sembrava che l’inerzia stesse prendendo il sopravvento dell’ 1 a 0, Biason, ricevuta la palla dalla propria metà campo, sulla fascia destra dopo alcuni passi, faceva partire una bordata terrificante di destro che si infilava nell’angolino, alla destra del portiere Spina. Era il raddoppio ed in partaica dopo 40 minuti, il match virtualmente si chiudeva qui. Infatti, nella ripresa non accadeva più nulla d’importante perchè mentre il Bitonto pensava di amministrare il punteggio, il Portici tentava inutilmente di fare gioco e tentare di trovare una marcatura che potesse riaprire il match, ma la sterilità offensiva dei padroni di casa, non consentiva di fare qualcosa in più per impensierire gli esperti ospiti. Soddisfazione per i bitontini, ora quinti in classifica, mentre per i partenopei è necessario un cambio di passo, già dalla ripresa del campionato, nel match salvezza a Fasano, dove i punti saranno importantissimi per entrambi i club.
Una giornata pro Taranto che ha certificato il primo posto reale degli ionici (anche se il Casarano vincesse i due ardui recuperi, sia pure interni, con Gravina e Nardò, al massimo arriverà a quota 46, contro i 48 dei rossoblù), allungando oltre sui salentini, anche sul Picerno, mentre reggono bene il Lavello, pronto a risalire, e l’Andria, ora quarto, ma soprattutto scalano posizioni Cerignola e Bitonto.
In coda, si aggravano le posizioni di Puteolana, Gravina, Portici ed Aversa, mentre rimane sul filo del rasoio, il Brindisi, costretto a prove impegnative per non essere risucchiato nelle ultime posizioni, ora distanti sette ed otto punti, distacchi che indicano di applicare la massima attenzione.
Intanto, a titolo personale auguro una serena Pasqua ed una tranquilla Pasquetta, sempre nel rispetto delle norme che ci costringono al rigido rispetto e per sconfiggere il Covid – 19, il vero avversario di noi tutti, ma l’orizzonte da tinte tenui, prima o poi, tornerà, ci vorrà soltanto, oltre alle vaccinazioni, tanta pazienza.
Fabrizio Di Leo













