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Cerignola-Real Agro Aversa 1-2, la fotogallery

Serie D/H, il Cerignola vince fuori casa contro il Team Altamura

Sconfitte per Lavello e Casarano, Taranto e Picerno finiscono con una rete per parte come Fidelis Andria e Bitonto

La 18^ giornata di campionato, anche questa mutilata per il rinvio causa Covid – 19 del match Gravina – Brindisi, alla vigilia sembrava avere incontri quasi scontati e solo un paio di match, d’alta quota, importanti per la classifica, ma con tante gare da disputare, tra giornate regolari e recuperi da effettuare, non decisivi per il risultato finale del campionato.

La domenica vedeva tutte le altre otto gare previste, con occhi puntati su Taranto (di scena era il Picerno) ed Andria (impegnata nel derby sempre sentito con il Bitonto), mentre il Casarano era impegnato ad Aversa, il Sorrento a Nardò e l’Altamura, in casa, contro lo spigoloso Cerignola.

Si iniziava, sabato, dove il Lavello di Zeman, giungeva in riva all’Adriatico, con l’intenzione di riscattare il brusco stop di Taranto e la voglia di ripartire nella corsa al primato del girone H. La gara, in partenza, vedeva, in prevalenza, gioco da parte dei padroni di casa ed un calo atletico degli ospiti, ma anche una leggera mancanza di idee, tanto che i baresi, che fanno la forza del loro campionato nell’imbattibilità interna, con l’ennesima vittoria, portano a cinque i successi casalinghi. Dicevamo che la partita sembrava incanalata sullo 0 a 0, quando ad una manciata di minuti, dopo l’espulsione del lavellese Dell’Orfanello, un calcio di rigore, magistralmente battuto dall’ex barese Strambelli, portava in vantaggio i locali e ci si attendeva una reazione ospite. Invece, il miglior attacco del girone H (il tridente Burzio, Liurni e Longo), cozzava contro il muro eretto dalla difesa del Molfetta e nonostante il gran correre dei primi dieci minuti, man mano che trascorreva il tempo, la formazione lucana perdeva la lucidità per essere incisiva e determinante nelle conclusioni, tanto che si arrivava, al termine del match, con il Lavello, fermo per la seconda volta consecutiva, all’asciutto di goal (nessuno segnato e tre subiti, di cui due su calcio di rigore), ma quello più grave assenza di punti (nessuno in due trasferte), andamento che faceva riflettere Zeman sulla tenuta fisica, ma, probabilmente, più mentale della sua squadra, ora atteso dal match casalingo contro l’Altamura di Monticciolo e del bomber Croce.

A Taranto, la formazione di Laterza, orfano dell’attaccante Diaz (al secondo turno di stop sui tre rimediati nella gara contro il Fasano) affrontava il Picerno di Ginestra, arcigna formazione che in trasferta aveva un cammino molto regolare, ma ovviamente teso ad affrontare gli ionici, con accortezza ed oculatezza. Nel primo tempo, dopo il pareggio raggiunto, la squadra melandrina prendeva le misure agli ionici che non si rendevano eccessivamente pericolosi, ma neanche gli ospiti davano modo alla formazione ionica di contrastare abbastanza agevolmente gli avanti lucani ed in particolare Albadoro. Il Taranto, nei primi minuti, con gioco intenso ed aggressivo, trovava subito il goal. Falcone, al termine di un’azione con scambi precisi sulla fascia destra, ricevuta la palla dal limite dell’area sferrava un tiro micidiale nella parabola che a giro verso l’interno, si infilava beffardamente alla destra del portiere Giuliani. La gioia per essere andati in vantaggio durava solo due minuti, quando a seguito di una punizione, fuori area, la palla prendeva un effetto strano, rimbalzando maldestramente sull’erba dello Iacovone, rendendo incerto l’intervento di Ciezkwoski che, anzichè bloccare, respingeva con i pugni la sfera che veniva rimessa in area e dopo una respinta quasi prodigiosa del portierino polacco, veniva rimessa in area, sulla fascia destra, del fronte ospite, dove Albadoro, con un tiro, di destro, trovava l’angolino, alla destra, del portiere rossoblu, nonostante il tentativo di opposizione di tre difensori ionici. Detto che nel primo tempo la supremazia nel possesso di palla era del Picerno, nella ripresa erano gli ionici ad essere più propositivi, ma la munita difesa melandrina bloccava sia gli esterni che Abayian, il quale riusciva a cercare di essere pericoloso, ma un pò di imprecisione, rendeva vani i tentativi. Al termine un punto a testa e, in una domenica che si sarebbe resa incredibile, assieme all’Andria, le due formazioni apprendevano di aver guadagnato punti su tutte le dirette competitors per la corsa all’alloro finale.

Al Tonino D’Angelo, una buona Audace Cerignola, ben rodata nella fase difensiva, contrastava l’Altamura di Monticciolo, ancora con le polveri bagnate e sempre più Croce dipendente, ma il bomber in una fase un pò opaca, non riusciva a superare gli ofantini che, anzi al 25° minuto del primo tempo, con Achik, grazie ad una punizione diretta, con una parabola velenosa, dava il vantaggio ospite, difeso con i denti e non riuscito a recuperare da parte dei murgiani. Brutto stop interno, da riscattare, mercoledì prossimo a Lavello, in una trasferta dai punti doppi.

Ad Aversa, la compagine del Presidente Pellegrino (già dimissionario, ma poi rientrato) e del mister De Stefano, imponeva il gioco e soprattutto la tensione nervosa, utili per abbandonare la scomoda posizione di classifica, tanto che, al 20° minuto, un cross proveniente dalla destra veniva inzuccato in maniera precisa da Della Corte, veloce a piazzare la palla in rete, per l’1 a 0. Il Casarano si smarriva ed andava in difficoltà, tanto che non riusciva ad impegnare pericolosamente la difesa casertana. Nella ripresa, una volta ordinate le idee, si pensava che la formazione salentina fosse in grado di recuperare l’incontro, ma i ragazzi di Suppa (in panchina invece dello squalificato Feola), non riuscivano ad organizzare una manovra degna di conclusione positiva verso la porta dei padroni di casa, mentre l’Aversa continuava nel suo gioco di ripartenze e veniva premiata, al 42° minuto, quando un nuovo cross dalla sinistra veniva incornato da Messina che piazzava la palla nell’angolo destro della porta ospite. Era la fine delle speranze per il Casarano di raddrizzare il match che, alla fine, rendeva i padroni di casa largamente soddisfatti e convinti di poter riprendere, in maniera positiva, la corsa alla permanenza in quarta serie. I casaranesi rientravano negli spogliatoi, non tanto sorpresi dalla prestazione, definita anche da coach Suppa, inspiegabile, ma dalla sconfitta che imponeva nuovi interrogativi e dubbi sulla tenuta della formazione salentina, fuori casa.

Ad Andria, il derby tra la formazioni di Panarelli e quella di Valeriano Loseto, neo tecnico del Bitonto, iniziava in maniera guardinga e molto rispetto c’era tra entrambe le squadre, pertanto dopo una lunga fase di studio, improvvisamente, al 43° del primo tempo, l’incontro subiva un’inattesa svolta. Il Bitonto, che cominciava a prendere campo e rendersi pericoloso, passava in vantaggio. Un pallone scodellato in area, veniva svirgolato Venturini e la palla giungeva a Lattanzio che, solo davanti al portiere Anatrella, lo batteva senza scampo. Nella ripresa, subito, al 12°, il goal di Figliolia che, su palla ricevuta da Pelliccia, faceva a sportellate con il difensore e batteva imparabilmente il portiere bitontino. C’erano altre occasioni dall’una e dall’altra parte, ma il risultato rimaneva inchiodato sul pareggio ed allora lo sguardo per entrambe le formazioni era rivolto al turno infrasettimanale, con il Bitonto che ospiterà il Taranto e l’Andria di scena al Monterisi contro il Cerignola.

Al Giovanni Paolo II era di scena il match tra la formazione del Nardò, di mister Danucci e quella del Sorrento di Fusco, in un incontro sicuramente arduo, alla vigilia per i campani. In effetti, i neretini sul proprio campo confermavano quello che hanno sempre dimostrato, ovvero la costruzione di una tranquilla permanenza che, fin qui, hanno meritato di avere. I costieri speravano di cogliere il massimo nella trasferta salentina, ma non tenevano conto della voglia dei padroni di casa di ben figurare, su un terreno dove quasi tutte le grandi avevano perso. Dopo un goal annullato a Tornros, al 20°, un lancio millimetrico di Mezavilla, per il Sorrento, dava la possibilità a Liccardi, di essere solo, nella prateria della metà campo neretina, ed involarsi verso il portiere salentino, lo invitava a venirgli incontro e con una finta lo superava mettendo la palla in rete, per l’ 1 a 0 dei costieri. Nella ripresa, i neretini costantemente in avanti venivano premiati, al 20°, quando da corner un difensore ospite affondava un calciatore locale e l’arbitro fischiava il rigore. Caputo calciava e sbagliava l’esecuzione per la parata del portiere sorrentino, alla sua sinistra, ma era più rapido l’attaccante Tornros che ribatteva in rete ed il punteggio andava sull’1 a 1. I padroni di casa, incoraggiati dal pareggio raggiunto, si proiettavano ancora in avanti, ma alla fine del primo tempo il risultato non si schiodava. All’inizio della ripresa, al 2° minuto, i padroni di casa trovavano subito il goal del vantaggio. Una manovra sulla fascia destra veniva confezionato da Trinchera che, ricevuta la palla da Tornros, crossava per all’accorrente Caputo che al volo batteva il portiere ospite e siglava il 2 a 1. Non era assolutamente finita, perchè il goal subito dai costieri spezzava le gambe agli ospiti e, sull’onda dell’entusiasmo, si riversavano nella metà campo del Sorrento e le manovre aumentavano fino a quando, al 12° minuto, i neretini non trovavano, ancora la via della rete. Un’azione sviluppatasi sulla fascia destra, vedeva Caputo crossare per l’area ospite dove Tornros, di testa, infilava il portiere ospite alla sua sinistra e festeggiava la sua prima personale doppietta. Non accadeva più nulla di rilevante fino alla conclusione ed il Nardò conquistava altri tre punti fondamentali per centrare i suoi obbiettivi.

In zona play out – retrocessione diretta, c’erano due incontri importanti.

Il Portici, nel match interno con il Francavilla di Lazic, impostava una gara abbastanza convinto di poter superare i sinnici, ed in effetti, al 20° minuto, i padroni di casa sbloccavano il risultato. Da calcio d’angolo, battuto alla destra del portiere francavillese e grande stacco di testa per Arpino che portava sull’1 a 0 i padroni di casa. La gara poi si sviluppava con il controllo dei partenopei e la costante ricerca del pareggio da parte ospite. Si arrivava, così, nella parte finale del match e dal primo minuto di recupero, quando ormai era netta la convinzione che il risultato sarebbe rimasto quello del vantaggio del Portici, viste anche alcune occasioni trovate e sciupate per un niente dai ragazzi di mister Panico, i ragazzi di Lazic trovavano il pareggio. Petruccetti, ricevuta la palla da un suo compagno, tirava una forte bordata, da fuori area, che incocciando un difensore dei padroni di casa, cambiava traiettoria e superava, come fosse un pallonetto, il portiere di casa. La disperazione degli azzurri locali era tanta in contrapposizione con il grandissimo entusiasmo degli ospiti che invece erano più che convinti che la partita fosse persa.

A Fasano, c’era il piatto forte per la salvezza e la possibilità di arpionare la zona play out, lasciando il perdente, in ultima solitaria posizione. La gara, dopo le prime battute, si sbloccava al 6° minuto, quando Dellino realizzava un calcio di rigore, battuto con precisione dal fasanese. Quindi la formazione di Costantini imprimeva un ritmo di partita che consentiva di mantenere il vantaggio fino al 44° minuto del secondo tempo, quando Melillo raddoppiava per i locali con un grande destro a giro, quindi al 41°, la Puteolana reagiva procurandosi un rigore che Celiento realizzava, ma il Fasano non ci stava ed al 44°, affondava nella difesa ospite e triplicava con Lopez, ottimo nella realizzazione del rigore che fissava il 3 a 1 finale. Passo avanti per gli adriatici, verso la zona play out mentre i flegrei, desolatamente ultimi, ma ancora nelle loro possibilità di poter arpionare le squadre che precedono, a condizione che trovino una continuità nei risultati.

Una giornata, infine, all’apparenza interlocutoria, ma, in realtà, in vetta dei risultati maturati ne hanno sicuramente usufruito Taranto, Picerno ed Andria che hanno accorciato di un punto su Casarano, Lavello, Altamura, ma hanno guadagnato un punto sul Sorrento, caduto a Nardò. Nella parte bassa, giornata favorevole per il Fasano che ha guadagnato punti sulla Puteolana, sul Francavilla in Sinni e sul Portici, ma chiaramente, ancora oggi, non basta per tornare in zona play out.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie D/H
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