La 33^ giornata del campionato di serie D girone H, considerate le premesse, è risultata ancora una volta un turno interlocutorio nella lotta sia alla promozione in serie C che per quanto riguarda la definizione dell’ultimo posto nella griglia play out. E’ stato invece abbastanza decisiva per quanto riguarda la lotta per evitare la retrocessione diretta in Eccellenza che interessava almeno quattro squadre.
CAPITOLO PROMOZIONE IN LEGA PRO O SERIE C. I riflettori domenicali erano assolutamente puntati sui campi di Taranto e Fasano, palcoscenici in cui si esibivano la capolista ionica, allenata da Laterza, e la formazione lucana del Picerno di mister Palo. Il punto di differenza, a favore dei rossoblù tarantini, quello che al momento determina la differenza tra i due club, doveva essere mantenuto dalla capolista e traino per i potentini.
A Taranto, la formazione di casa ospitava il Cerignola di Pazienza, formazione giovane, ma in squadra c’erano alcune presenze importanti che avevano scandito la risalita della formazione ofantina verso i piani alti della classifica. Gli spauracchi portavano il nome di Malcore, cannoniere principe del girone, Achik, spina sulla fascia offensiva cerignolana, Loiodice, faro del gioco della formazione di Pazienza, ispiratore del gioco e, spesso, finalizzatore dello stesso. Laterza, nell’occasione, costretto a fare i conti con gli uomini a disposizione, con assenti eccellenti tra infortuni, recuperi, non al massimo, e gli inevitabili squalificati, schierava una formazione che gli permetteva una copertura tranquilla sulla fascia sinistra, orfana nell’occasione di Ferrara, un centrocampo a tre, con l’innesto di Diaby (invece dello squalificato Matute), un tridente, in cui al posto di Guaita, era Nicolas Rizzo, la freccia nell’arco ionico sulla fascia destra e Santarpia, il pendolo sulla sinistra con Corado, terminale offensivo in grado di essere letale e rapace in area ospite. La gara iniziava in modo fulmineo da parte rossoblù che dopo una manciata di secondi veniva sbloccata da capitan Marsili, abile da oltre venticinque metri di trovare una bordata, chirurgica che si infilava nel sette, alla destra del portiere Fares, per l’1 a 0, accolto con gioia dalla squadra e la panchina rossoblu, tra il tripudio dei 1000 spettatori presenti, a questa prima allo Iacovone, dopo l’emergenza Covid – 19, che aveva obbligato tutte le squadre a giocare, rigorosamente, a porte chiuse. La formazione ionica, innestando il turbo, continuava a macinare gioco e articolare azioni offensive che dopo una decina di minuti, portavano al raddoppio. Un cross dalla fascia sinistra vedeva Nicolas Rizzo anticipare il difensore ofantino e con un mezza torsione, di testa, infilava il portiere Fares, alla sua destra, con sfera che, a fil di palo, terminava la sua corsa in rete. La squadra di Pazienza, stordita da questo avvio poderoso, veniva sorpresa da un Diaby, inarrestabile, in area che presentandosi solo, dopo essere penetrato dalla fascia sinistra, trafiggeva, in diagonale nell’angolo sinistro della porta cerignolana, Fares, per il 3 a 0. La squadra di Laterza, nonostante qualche tentativo ospite, sembrava poter amministrare il risultato ma, come spesso accade, un errato disimpegno difensivo consentiva a Malcore di poter sferrare una bordata, da oltre venticinque metri, che si infilava nell’angolino, alla destra, del portiere Cziekowski. Sul 3 a 1, per gli ionici si chiudeva il primo tempo, ma, nella ripresa, dopo pochi giri di lancette, una bordata del solito Malcore, veniva respinto dal portiere polacco e, sulla nuova battuta di Loiodice, la palla si infilava, quasi centralmente, nella porta ionica ed il 3 a 2 dei rossoblù metteva una certa apprensione al pubblico presente. Un calcio d’angolo di Marsili, con la sfera che non giungeva a Corado, affondato da un difensore ofantino, costringeva l’arbitro Fichera ad assegnare il rigore. Se ne incaricava Nicolas Rizzo, della trasformazione, con la palla spedita in rete, alla sinistra dello spiazzato Fares, rete che rappresentava il colpo di grazia per gli avversari, nonostante Malcore avesse un paio di interessanti occasioni che non erano sfruttate adeguatamente. Finiva così con il 4 a 2, il match tra la massima soddisfazione di tutto l’entourage rossoblù, in un unico afflato con la squadra, per aver mantenuto il passo ed il vantaggio di un punto, non affatto irrilevante, utile a consentire di mantenere la testa della classifica, in vista dell’ultima gara, a Venosa, contro il Lavello di Zeman.
A Fasano, al Vito Curlo, il Picerno di Palo impiegava qualche secondo in più degli ionici per passare in vantaggio. Cross di Dettori, dalla fascia destra, e Kone, di testa, infilava il portiere fasanese. Dopo l’infortunio di Albadoro, il Fasano iniziava ad imprimere un gioco tale da poter cercare il pareggio e si avevano alcuni tentativi di impensierire il portiere melandrino, con il Picerno che aveva un’occasione buona per raddoppiare. Quando sembrava che si arrivasse, all’intervallo, a quattro minuti dalla pausa, un fallo, molto, ma molto, dubbio visto dall’arbitro e commesso in via presuntiva da Lopez Petruzzi, veniva punito con un calcio di rigore battuto da Iadaresta, ma il portiere Suma respingeva, deviando la sfera fuori dall’area locale. Nella ripresa, non accadeva nulla di importante, se non qualche schermaglia offensiva dall’una e dall’altra parte, ma il punteggio finale premiava gli ospiti e puniva, oltre misura, un Fasano volitivo, impreciso negli ultimi sedici metri in area ospite. Il duello tra la formazione di Pazienza e quella di Laterza, continuava ed avrà il suo epilogo, domenica 13 giugno, sicuramente al termine di una lunga settimana di passione.
CAPITOLO PLAY OFF
La lotta per il completamento della griglia play off ha vissuto una domenica importante e quasi decisiva. Innanzi tutto, la vittoria dell’Andria sul Lavello ha certificato la conquista del 3° posto per la formazione di Panarelli e la riapertura della battaglia per 4 ^ e 5^ posizione, in quanto i competitors, al momento, sono Lavello, Bitonto e Casarano, mentre Cerignola e Nardò sono usciti, definitivamente, di scena.
Ad Andria, lo spareggio per l’assegnazione del terzo posto vedeva coinvolti l’Andria (3°) e Lavello (4°), ed affrontarsi per un calendario migliore nonché una serie con il vantaggio del fattore campo. La squadra di Panarelli ha spadroneggiato, davanti al proprio pubblico, ma dopo alcuni tentativi dei padroni di casa, il Lavello cercava di replicare, ma non si rendeva pericoloso per il portiere federiciano. Al quarto d’ora, Andria in vantaggio. Punizione battuta da Stefano Manzo (ex rossoblù), palla a Carullo (anch’egli recente ex giocatore ionico) e la sfera, crossata in area, veniva colpita di testa da Fontana che batteva il portiere lucano. I lavellesi si proiettavano in area locale e la pressione dei lucani si esauriva alla mezz’ora. Il primo tempo terminava con il vantaggio, seppur minimo, degli andriesi e la ripresa si apriva subito con la rete del raddoppio. Scambio in area della sfera tra gli andriesi e la stessa giungeva a Di Pinto che, solo davanti a Franetovic, lo batteva imparabilmente. Gli ospiti senza Burzio, con El Ouazni sostituto perché infortunato e senza Karel Zeman, colpito dall’emergenza Covid, in pratica, si arrendeva ed incassava la sconfitta che, oltre ad eliminarlo nella battaglia per il terzo posto, ne metteva a rischio la partecipazione agli stessi play off.
A Nardò, la squadra di Danucci ospitava il Bitonto di Valeriano Loseto, ancora in corsa per l’ultimo posto della griglia play off e pertanto i nero verdi giungevano in terra neretina allo scopo di blindare, quanto meno, la posizione conquistata nelle precedenti settimane. La gara iniziava subito con doccia gelata per i padroni di casa. Stranieri litigava con la palla, Lattanzio, da opportunista, gliela soffiava e solo davanti al portiere granata, lo batteva imparabilmente. Con gli ospiti in fulmineo vantaggio, la formazione leccese tentava di riportarsi in parità, ma i tentativi dei bitontini mettevano apprensione ai giocatori locali. Nella ripresa, l’andamento del match riprendeva con i ragazzi Loseto protesi in avanti alla ricerca del goal del raddoppio, ma il portiere Milli ostentava sicurezza al Nardò. La gara scivolava via verso la conclusione e quando ormai iniziavano a scorrere i titoli di coda, una punizione di Caputo, con palla scodellata in area, veniva raccolta da Nicolao, abile di testa a piazzarla nella porta ospite e fissare il risultato di parità che costringeva i neroverdi di Loseto a dare fondo alle loro energie nell’ultima di campionato, con il Fasano, tra le mura amiche.
Il Casarano di Feola, nella prima domenica di giugno, affrontava, in casa, il disperato Brindisi, bisognoso di punti, possibilmente dell’intera posta da conquistare al Capozza. Il match era anche importante per i salentini, protesi a reinserirsi in zona play off, per la conquista dell’ultimo posto, utile, nella griglia che stabilirà ipotetici ripescaggi. L’andamento dell’incontro, alquanto soporifero, vedeva come momento top, il 35°, quando i rosso celesti, passavano in vantaggio. Una bella incursione dei padroni di casa vedeva la palla giungere a Rodriguez che crossava quasi dalla linea di fondo e Feola appoggiava la palla nella porta di Pizzolato per l’1 a 0. Il Brindisi, nella ripresa, cercava a tutti i costi di pervenire al pareggio, reclamava un ipotetico calcio di rigore, ma non riusciva almeno a riequilibrare il risultato e le notizie provenienti dagli altri campi lo condannavano, quasi irrimediabilmente, alla retrocessione. I salentini, invece, facevano un passo in avanti verso la lotteria post season, ma sarà necessario l’ultimo sforzo, a Pozzuoli, contro una formazione, già matematicamente, retrocessa in Eccellenza.
CAPITOLO RETROCESSIONE DIRETTA
L’annullamento dei play out imponeva un turno, il penultimo in cui le squadre, posizionate nei bassifondi tentare id fare punti e rimandare i verdetti amari e non alla giornata conclusiva. I match decisivi si giocavano ad Altamura, Aversa, Portici, Gravina e come già detto a Casarano.
Al Tonino D’Angelo di Altamura, la formazione di Monticciolo giocava per congedarsi dai propri tifosi con la speranza di una prestazione robusta, ma soprattutto convincente e coronata dal successo. I lucani di Lazic, dopo l’impresa di aver frenato la capolista Taranto, erano alla ricerca almeno di un punto per avere la certezza di essere al riparo da brutte sorprese. I padroni di casa sciorinavano una prestazione convinta che portava in goal i biancorossi murgiani dopo solo sette minuti, quando Spano, entrato in area, convergendo sparava una staffilata che si infilava, tra palo e portiere ospite, per l’1 a 0. Poi alcuni minuti di monologo, con gli ospiti che tentavano una reazione. Prima dell’intervallo i padroni di casa trovavano la rete del raddoppio. Tedesco metteva la zampata vincente su palla proveniente da punizione battuta da fuori area. All’intervallo, il doppio vantaggio locale era il segnale che il Francavilla non ne avesse più, ma nella ripresa prima ospiti alla ricerca del goal che potesse riaprire il match, quindi al quarto d’ora ghiotta occasione per l’Altamura quando un fallo in area su Casiello costringeva l’arbitro, la signora Molinaro, a fischiare il penalty che veniva mandato sul palo da Tedesco e l’occasione così sfumava. Alla mezz’ora però i locali si riscattavano per l’errore del penalty e trovavano la terza rete con Lorenzo che, ricevuta la palla con un paio di dribbling superava i difensori ed il portiere ospite per il conclusivo 3 a 0 che soddisfaceva tutti, ma rimaneva il rammarico dei lucani per questo stop comunque campanello d’allarme per non lasciarsi andare e cercare i punti salvezza nell’ultimo turno casalingo, domenica prossima, al Fittipaldi, ospite l’Andria di Panarelli.
Al Vicino di Gravina, la formazione di De Candia si confrontava con il più che tranquillo Sorrento di La Scala, ormai senza alcun obbiettivo se non quello di concludere il campionato in maniera alquanto serena. Match in realtà pirotecnico, tra le due formazioni con i murgiani subito pericolosi ed incisivi tanto che al quarto d’ora Cappiello segnava un goal da cineteca, con una girata, dopo aver ricevuta la palla, che superava il portiere sorrentino per l’1 a 0. Con il minimo vantaggio i padroni di casa andavano al riposo e, nella ripresa, subito nuova girandola di emozioni e calcio spumeggiante mostrato dai murgiani di De Candia. Subito Gravina al raddoppio con un’altra magia di Cappiello che disegnava una parabola per la sfera che si infilava nella porta ospite. Era il 2 a 0, ma le emozioni non si fermavano, anzi la gara era proprio vietata ai deboli di cuore. A venti minuti dal termine, il Sorrento dimezzava lo svantaggio con Liccardi che con un preciso diagonale segnava l’1 a 2. I padroni di casa, a questo punto, spinti dall’orgoglio e dal timore concreto di essere raggiunti operavano un forcing, ma per imprecisione le azioni più importanti non venivano concretizzate. Ad un quarto d’ora dal termine, il Gravina trovava la terza rete, quando Alfarano ricevuta la palla da un cross dalla destra, l’appoggiava in rete. Nel finale il Sorrento trovava la rete del 2 a 3 con la trasformazione di un rigore di Sandomenico, ma era ininfluente sul risultato che premiava i giallo blu locali con la conquista della permanenza in serie D.
Il Portici, invece, in casa contro il tranquillo Molfetta si giocava le ultime carte per restare in quarta serie e per questo doveva necessariamente superare gli ospiti, per potersi sentire certo della riconferma in quarta serie. La gara era subito improntata ad un monologo dei partenopei, con i molfettesi, attenti nella fase difensiva anche se qualche sbavatura si notava sulla linea difensiva. Infatti, al 17°, i padroni di casa passavano in vantaggio. Grieco da sinistra inventava un cross per Elefante che, in area, tutto solo piazzava la palla dell’ 1 a 0. Alla mezz’ora, gli adriatici di Bartoli, arrivavano al pareggio. Strambelli apriva, sulla destra, a da Afrì, penetrazione dalla fascia e su cross al centro, irrompeva Triggiani che anticipando tutti realizzava l’1 a 1. Il goal realizzato galvanizzava gli ospiti e, a cinque minuti dal termine, andavano in vantaggio. Un centrocampista adriatico da fuori area crossava per il centro dove Afrì, anticipava il portiere di casa realizzava l’ 1 a 2. In quel momento la retrocessione in Eccellenza si stava materializzando. All’intervallo questa era la molla che portava all’immediata reazione del Portici, ed infatti subito Elefante andava a segno per il nuovo pareggio, bravo ad infilare il portiere adriatico, con un destro a giro che finiva nell’angolo destra della porta. Chiaramente non bastava il punto, arpionato per i partenopei e da questo momento, aumentando l’intensità offensiva, le maglie della difesa ospite cominciavano a venire meno ed infatti, quattro minuti dopo il pari, un errato passaggio verso il portiere molfettese, innescava Prisco che dopo aver recuperato la palla entrava in area e, come un gioco da ragazzi, infilava l’estremo difensore ospite. Sulla scia dell’entusiasmo e per tentare di mettere al sicuro il risultato i napoletani incrementavano il loro vantaggio proprio al novantesimo, quando Grieco, in fuga sulla fascia destra, arrivato quasi al limite del campo, crossava in area per Prisco che arpionando la palla la gettava in rete per la gioia del pubblico presente e di tutta la squadra, panchina compresa. Finiva così con un roboante 4 a 2 per il Portici, certificato della salvezza acquisita e, a questo punto, la trasferta di domenica prossima, a Brindisi, risulterà ininfluente ai fini della classifica.
Aversa sportiva, quella di fede calcistica, era tutta concentrata al match, casalingo contro la disperatissima Puteolana, chiamata all’ultimo appello, prima di conoscere il verdetto, amaro o meno, del derby campano casertano – flegreo. La formazione dl partron Pellegrino, in questo suo primo campionato, alquanto agitato in serie D, non voleva assolutamente fallire la cosiddetta prova del nove e per questo motivo impostava la gara con la voglia di cercare subito la via del goal e possibilmente chiudere la contesa in tempi ristretti. L’equilibrio dell’inerzia del match, improntata alla massima attenzione da entrambe le formazioni per evitare distrazioni che potevano essere pagate a caro prezzo, si interrompeva nella ripresa, dopo diciannove minuti, quando la squadra casertana trovava la rete del vantaggio con il centrocampista Ziello che risulterà l’uomo match in assoluto. Il giocatore aversano ricevuta la palla divorava quasi tutta la metà campo avversaria poi, dai venticinque metri, sferrava una bordata che si andava ad infilare nell’angolino alla destra del portiere flegreo nella porta con alle spalle la tifoseria locale, appollaiata in curva. La rete galvanizzava i locali, mentre la Puteolana, senza aver più nulla da perdere, cercava insistentemente di affacciarsi in area aversana, senza risultati concreti, per via di imprecisione che permetteva errori gravi nelle conclusioni. A cinque minuti dalla fine arrivava la sentenza definitiva per la Puteolana con l’episodio ferale per i flegrei. Punizione di Chianese, parabola lunga nell’area ospite, respinta di un difensore palla arpionata da Mariani, tiro improvviso e braccio largo di Armeno che costringeva, l’arbitro, al fischio, del rigore. Dal dischetto si portava Chianese che superava Romano per il 2 a 0. Nell’ultimo minuto di recupero (5° minuto), Ragosta penetrava in area e crossava la palla a Dublino che, solo, sulla linea di porta, spingeva la sfera in rete. Finiva così con la quasi salvezza dell’Aversa (la dovrebbe conquistare a Sorrento) e la matematica condanna all’Eccellenza per i flegrei.
Domenica, quindi, con i primi verdetti, quali la 3^ posizione dell’Andria, l’esclusione dalla griglia per Nardò e Cerignola, la retrocessione della Puteolana, la quasi certa retrocessione dl Brindisi, mentre il piatto forte sarà domenica 13 giugno, per la promozione, volata tra Taranto e Picerno e quella tra Lavello, Bitonto e Casarano per la quinta piazza, ultima per i play off. Questi verdetti saranno emessi alle ore 18.00 del secondo tardo pomeriggio del 13 giugno.
Fabrizio Di Leo














