Il 17° turno del girone H, ultimo della andata, ancora una volta è stato penalizzato dall’emergenza sanitaria che ha costretto il rinvio di due gare, ovvero Portici – Brindisi e Gravina – Picerno. Nella mattinata di domenica, il maltempo, che ha colpito la Puglia, in generale, e la Murgia Barese, in particolare, ha costretto al rinvio della gara tra Altamura e Molfetta, causa impraticabilità del “D’Angelo” per neve, portando a tredici gli incontri da recuperare, per completare il girone d’andata.
Dicevamo, il match clou andava in scena a Taranto, dove si esibiva, sul green dello Iacovone, la capolista Lavello del tecnico Karel Zeman, il quale in settimana aveva più volte ripetuto che sarebbe venuto in riva allo Ionio, con un atteggiamento spregiudicato, allo scopo di fare sua l’intera posta in palio. Certamente queste dichiarazioni erano frutto anche della consapevolezza delle tante defezioni, cui Laterza doveva fare i conti. Ai lungo degenti Corvino ed Alfageme, in questo incontro importante per la parte alta della graduatoria, venivano meno gli squalificati Diaz (tre turni di stop imposti dal Giudice Sportivo per l’espulsione rimediata nel match deludente contro il Fasano) e Gonzalez, per l’espulsione rimediata ad Altamura, domenica scorsa, pertanto il tecnico fasanese, optava per il modulo, 4 – 2 – 3 – 1, con davanti al portiere polacco Ciezkowski, la linea a quattro, con Boccia, Guastamacchia, Rizzo e Ferrara, davanti a questa, la coppia Marsili e Diaby, quindi sulle fasce Guaita e Falcone, Tissone al centro del tridente offensivo, alle spalle dell’unica punta, Abayian.
Il Lavello con modulo, come detto, spregiudicato, il 4 -3 – 3, vedeva davanti al portiere under Carretta, la linea a quattro composta da Vitofrancesco, Brunetti, Zullo e Corna, quindi il tridente di centrocampo, articolato con Giunta, Herrera e Mercuri, davanti il terzetto offensivo con Longo, Burzio e Liurni. La gara iniziava con un gran pressione da parte del Lavello che cercava di passare in vantaggio, ma la difesa ionica si districava abbastanza bene. Le due formazioni si rispettavano e si temevano, ma mentre la squadra di Zeman cercava lo sfondamento dalle fasce e con percussioni, dal centro, la formazione rossoblu, con la difesa e il centrocampo grintoso, metteva in difficoltà il tridente e l’attacco più prolifico del girone, risultato impreciso, ma soprattutto grazie anche al portiere Ciezkwoski, non riusciva a perforare la porta rossoblu. Al 32°, improvvisamente la svolta. Calcio d’angolo di capitan Marsili, alla sinistra del portiere Carretta, da fuori area, arrivava di gran carriera Abayian che incornava la palla e la spediva in rete, tra portiere e difensore ospite, piazzato sul palo, realizzando l’1 a 0 utile a spezzare l’inerzia dell’incontro, votato, fino a quel momento, sul nulla di fatto. Il Lavello, nei tredici minuti conclusivi del tempo, dimostrava di non subire il colpo ricevuto, ma il gran possesso di palla non sortiva alcun risultato concreto. Nella ripresa, il Lavello pensava di poter riacciuffare il risultato, ma il Taranto, in maniera sorniona, attendeva il momento giusto e, al 13° minuto, un’incursione di Guaita, in area, dava la possibilità all’argentino di crossare, ma la palla veniva intercettata da un braccio largo di Zullo e l’arbitro indicava il dischetto. Gli ionici, per una forma di rispetto e ringraziamento all’attaccamento alla maglia rossoblu, lasciavano l’incarico della battuta a Leo Guaita che, con una botta angolata, segnava, alla destra, del portiere lucano, lanciatosi alla sua sinistra. Il 2 a 0, in pratica, scollava la formazione giallo verde ospite che, come affermato in sala stampa dal tecnico boemo, non giocava più di squadra, ma da solisti e questo agevolava un Taranto propositivo, ma attento nella fase difensiva ad opporsi a Burzio, Longo e Liurni, che sbattevano con il muro umano, eretto dalla linea a quattro ionica, supportata da Marsili e Diaby. La gara quindi scivolava così, fino al termine, ed il risultato condannava i lucani e rilanciava gli ionici verso il vertice della classifica.
Ad Andria, la formazione di Panarelli affrontava il Francavilla di Lazic, in questo momento la squadra sinnica in un periodo involutivo, e con risultati preoccupanti. Nonostante ciò la formazione federiciana, dopo alcuni messaggi inviati dagli ospiti alla caccia di risultati, al 18° sbloccava il punteggio. Avantaggiato, dalla sinistra, penetrava in area e crossava per Cerone che non poteva fare a meno di battere a rete e siglare l’1 a 0 per i locali. Lazic correva ai ripari cercando di coprirsi meglio nella fase difensiva e il Francavilla, più equilibrato, costruiva ed era più propositivo. Dopo una serie di occasioni da una parte e dall’altra, in cui i portieri ed i difensori si ergevano a baluardi nelle rispettive aree di rigore, si andava al riposo, con il vantaggio dei locali. Nella ripresa si iniziava con lo stesso trend della prima frazione. Al 3° minuto, Brunetti, dalla fascia sinistra crossava verso la porta, la palla, per il vento, assumeva una traiettoria strana ed il portiere di casa, allontanava, smanacciando, ma l’accorrente Del Col, ribatteva in rete per l’1 a 1. A questo punto la squadra di Panarelli si riversava in attacco per tentare di riportarsi in vantaggio e al 13°, dopo un corner andriese, Clemente si vedeva respingere la palla dal portiere sinnico, ma Fontana, il più lesto di tutti, ribatteva in rete per il goal del 2 a 1. Mancavano ancora trentadue minuti, più recupero, ma la formazione rossoblu ospite non aveva più la forza per riportarsi in pareggio, anche se, al 43°, Morleo, ricevuta la palla, tutto solo davanti al portiere Anatrella, aveva l’occasionissima che l’estremo difensore locale di piede deviava, impedendo il sicuro goal. Terminava così il match e l’Andria riprendeva la corsa al vertice dopo il brusco stop subito, la domenica precedente, a Lavello.
A Casarano, andava in scena la gara tra i padroni di casa di mister Feola e la Puteolana, rigenerata nelle ultime settimane e soprattutto dal match vinto a Bitonto, nel recupero infrasettimanale. In effetti gli ospiti partivano di gran carriera cercando di non farsi schiacciare dalla formazione rossoblu e di sfruttare le ripartenze che si creavano sulle fasce. L’equilibrio si spezzava al 34° quando, gli ospiti, da un cross dalla sinistra sfruttavano un batti e ribatti con Celiento che piazzava la palla in rete per l’1 a 0 flegreo. Il Casarano non ci stava e si protendeva in avanti alla ricerca del recupero del risultato, ma erano sempre gli ospiti al 43° ad avere l’occasionissima con Palumbo che, dalla destra, entrava in area, ma il portiere Guido era bravo a murare la sua conclusione. Nel lungo recupero stabilito dall’arbitro, al 46° minuto, era Feola, con una conclusione dalla distanza a superare Romano e riportava il risultato in parità. Non finiva qui perchè al 50°, i locali passavano in vantaggio. Era Figliomeni che con un destro superava il portiere ospite e portava il Casarano, all’intervallo, in vantaggio per 2 a 1. Nella ripresa, non accadeva nulla di rilevante, se non la terza rete dei rossoblu con Figliomeni (sua la doppietta decisiva per il successo), dopo un paio di occasioni sciupate da Santoro e gli attaccanti casaranesi, che da cross da calcio d’angolo, incornava per la gioia di tutta la squadra, sia per i tre punti, ma anche per la conquista, momentanea, della vetta della classifica.
A Fasano, si giocava una gara molto importante per i bianco azzurri di Costantini, al cospetto del Bitonto del neo tecnico Valeriano Loseto, impegnato alla ricerca della continuità, mai ottenuta in questa stagione, acuita dalla sconfitta, interna, nel recupero infrasettimanale contro la Puteolana. Il Fasano, dopo l’inaspettato punto conquistato allo Iacovone era alla ricerca di altri punti (possibilmente tre) per cercare di agganciare la zona play out, distante soli due punti, e, nel primo tempo, la tenuta dei ragazzi di Costantini, veniva premiata alla vigilia dell’intervallo, quando Melillo disegnava un bella parabola e la palla veniva deviata, in spaccata, da Trovè, in porta, per l’ 1 a 0, a metà gara. Nella ripresa era un monologo del Bitonto, contro un Fasano intento, prima a non subire il pareggio, ma al 15° del s.t., il Bitonto era premiato nell’azione tambureggiante per raggiungere il pari. Palazzo, entrato in area, vedeva Lattanzio arrivare di gran carriera e, sul passaggio ricevuto, l’attaccante batteva a rete per l’1 a 1. Quindi l’inerzia del match era nei piedi bitontini, poi i fasanesi cercavano di allentare la pressione, nel quarto d’ora finale, ma i nero verdi non ci stavano e tentavano nel finale di portare a casa i tre punti. Infatti, al 39°, la svolta della gara. La difesa del Fasano bloccava una conclusione di Mancini, ma sulla ribattuta nulla poteva, sulla fiondata di Di Cecco che superava il portiere e condannava i locali alla sconfitta. Finiva così con i ragazzi di Loseto, mercoledì attesi ad Aversa, per un recupero in cui i campani sono condannati a far punti ad ogni costo per non rischiare l’aggancio della coppia fanalino di coda, Fasano e Puteolana.
Al Giovanni Paolo II, di Nardò, la formazione neretina di Danucci, incontrava il Cerignola di Pazienza, per un incontro dal valore doppio per entrambe le squadre, soprattutto per gli ofantini, in difficoltà nelle ultime esibizioni. La gara era incentrata sulla gran pressione offensiva dei padroni di casa che raccoglievano il frutto del gioco al 23°, quando il vichingo Tornros, su un corner alla destra del portiere cerignolano, incornava per l’ 1 a 0 che sarebbe risultato il punteggio definitivo, perchè il Ceringola non aveva la forza e la tensione nervosa, giusta, che avrebbe potuto portarla al pareggio. Finiva con i neretini che aggiungevano un mattoncino di tre punti, alla casa della permanenza, mentre gli ofantini di Pazienza vedevano stagliarsi la zona play out, sempre da tenere lontana per la sua imprevedibilità e pericolosità.
Ad Aversa, nel contempo, si affrontavano i casertani dell’ex Presidente Pellegrino che, al termine dell’incontro, per protesta contro l’arbitaggio del sig. Di Renzo di Bolzano, a suo dire responsabile dell’annullamento di due reti regolari, si dimetteva lasciando il club. In pratica, a parte questi due episodi, la gara tra le due formazioni non produceva eccessive emozioni, se non la rete, al 13° del secondo tempo, dei costieri con Masullo che, direttamente da calcio di punizione, segnava il goal decisivo per il risultato finale, con i sorrentni rilanciati in classifica, attesi nel recupero infrastettimanale, a Brindisi, per un match che i bianco azzurri di De Luca, attendono con trepidazione, in quanto l’unico risultato utile sarebbe la vittoria, per potersi allontanare da quella zona play out, ultrimamente ingolfata da squadre che la rischiano.
Un turno, quello di fine girone d’andata, ma chiaramente non per tutti, visti i numerosi recuperi da disputare, che ha visto il Casarano andare in testa, ma, nell’ordine, Andria, Taranto, Sorrento e Bitonto, approfittare anche dei rinvii di Gravina (dove sarebbe stato impegnato il Picerno) e di Altamura (dove si sarebbe disputato il derby con il Molfetta), nonchè della sconfitta del Lavello, proprio allo lacovone per avanzare prepotentemente verso le posizioni di vertice della classifica.
Fabrizio Di Leo














