Come riportato da ANSA.it, sit-in davanti al Tribunale di Taranto questa mattina dei lavoratori assunti con fondi Pnrr negli uffici giudiziari, in vista della scadenza dei contratti fissata al 30 giugno 2026.
Sono 149 solo nella città ionica i precari coinvolti, tra funzionari, tecnici e operatori data entry.
A promuovere la mobilitazione Fp Cgil e Uil Pa, che parlano di “questione di giustizia sociale e di efficienza del sistema giudiziario”.
In occasione del presidio, la presidente del Tribunale Rosa Anna Depalo e la dirigente amministrativa Antonella Manicone hanno trasmesso una nota al Ministero della Giustizia in cui si sottolinea come “i magistrati del Tribunale di Taranto manifestano l’auspicio che, anche dopo il 30 giugno 2026, grazie alla stabilizzazione del personale in servizio, sia possibile mantenere in vita la struttura dell’Ufficio per il processo”.
Secondo la nota, l’Ufficio per il processo ha introdotto una modalità di lavoro “ormai irrinunciabile” e la sua dismissione rischierebbe di compromettere “l’efficienza del servizio giustizia reso alla collettività”.
I sindacati criticano il piano del governo, che prevede la stabilizzazione di appena 3mila unità su 12mila, “senza risorse sufficienti per coprirle tutte”. Durante il presidio è stato anche rilanciato il tema del contratto integrativo, fermo da 15 anni.













