Tagliare gli importi andati ben oltre le previsioni di spesa e rimodulare i progetti eliminando quello che non è necessario. È la strada sulla quale da ora in poi lavoreranno insieme, anche ogni giorno, i tecnici del commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese, e quelli del Comune di Taranto. Ieri c’è stato un primo incontro nella sede della Camera di Commercio dove il commissario ha i suoi uffici. Si è fatto il punto sui progetti dei nuovi impianti da costruire ma anche su quelli da ristrutturare per cercare di riequilibrare gli importi. Per i nuovi impianti si è parlato del centro degli sport nautici (vela, canoa e canottaggio) nell’ex stazione torpediniere della Marina Militare in Mar Piccolo e della piscina olimpionica con due vasche da 50 metri a Torre d’Ayala, proprio accanto alla Camera di Commercio.
Non si e discusso dello stadio, dove sono ancora in ballo due ipotesi, demolizione e ricostruzione dello lacovone e ristrutturazione totale. Sullo stadio ci sarà un focus ad hoc il 3 ottobre mentre entro la mattinata del 2 il commissario attende che il Comune di Taranto gli invii il Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) sullo stadio completamente nuovo. Si sta cercando di rimodulare tutti i progetti perchè in attesa di eventuali nuovi fondi, e al momento non è certo se e quando arriveranno, bisogna fare i conti con i soldi che si hanno in cassa e che il commissario può spendere: 150 milioni. La rimodulazione in corso viene definita importante poiché si sono determinate situazioni assolutamente da rivedere. Ci sono progetti che costano molto di più rispetto alle cifre iniziali. La piscina olimpionica, per esempio, era partita da 24 milioni, e andata oltre i 30 milioni e adesso si sta cercando di riportarla a 30. Il centro degli sport nautici può calare di 5-6 milioni rispetto ai 20 che ha toccato. Inoltre si sta decidendo cosa fare del PalaRicciardi, che deve anch’esso calare visto che l’importo è lievitato a 10 milioni dai 4 di partenza. Viene poi meno il rialle-stimento del centro sportivo Magna Grecia, una struttura in disuso da anni che il Comune aveva provato ad inserire nel piano dei Giochi. Il Magna Grecia, in sostanza, non si farà più.
La rimodulazione consistera nella presentazione alla struttura del commissario da parte del Comune dei Pite rivisti, sigla che sta per Piano di fattibilità tecnico-economica. Pfte che dovranno avere l’importo nuovo per partire subito. Gli appalti per alcune opere si pensa di farli a febbraio, per altre, invece, ci sarà bisogno di più tempo e si andrà ad aprile. Presentati i Pfte corretti, i progetti che vanno oltre la soglia dovranno essere avvalorati
ed una volta che avranno ottenuto la validazione, si potrà partire con la procedura di gara. L’avvalorazione la fanno degli enti preposti e la soglia superata la quale deve intervenire la società di validazione, è oltre i 5 milioni. I progetti vanno comunque validati tutti.
La struttura di Ferrarese ha sollecitato il ritorno dei Pfte nel più breve tempo possibile perché i margini, viste le cose da fare, sono strettissimi. Ma il taglio dei progetti renderà modesti gli impianti? No, si era esagerato, è il commento che filtra dagli uffici di Ferrarese.














