È ormai confronto aperto tra la Struttura Commissariale e il Comune di Taranto sull’utilizzo dell’area Hospitality dello stadio “Erasmo Iacovone”. Al centro della discussione ci sono le modalità di accesso e di utilizzo degli spazi in questa fase, mentre proseguono le attività legate al cantiere dell’impianto sportivo.
La precisazione della Struttura Commissariale
A intervenire, con una precisazione rispetto al comunicato diffuso il 7 ottobre dall’Ufficio Stampa del Comune di Taranto, è stato il Coordinatore della Struttura Commissariale, ingegner Silvio Scarcelli.
La Struttura Commissariale sostiene che l’area Hospitality sia «completamente funzionante e fruibile», sia per quanto riguarda gli spazi funzionali sia relativamente agli accessi, individuati nel varco Autorità di via Iacovone.
Secondo quanto precisato da Scarcelli, inoltre, le attività di cantiere attualmente in corso non interesserebbero direttamente l’area Hospitality né i suoi accessi.
Nessuna interferenza con il cantiere
Da questa premessa deriva, secondo la Struttura Commissariale, che l’eventuale utilizzo dell’area per iniziative aperte al pubblico non comporterebbe, sotto il profilo tecnico e della sicurezza del cantiere, l’attraversamento di zone interdette o comunque interessate dalle lavorazioni.
Per questo motivo viene contestata la ricostruzione secondo cui l’utilizzo dell’Hospitality avrebbe richiesto alla Struttura Commissariale specifiche autorizzazioni per l’accesso o la predisposizione di passaggi protetti a causa dei lavori in corso.
La precisazione entra quindi anche nel terreno delle competenze amministrative. Le eventuali autorizzazioni necessarie per lo svolgimento di iniziative e per l’apertura dell’area al pubblico, secondo la Struttura Commissariale, competerebbero ai soggetti titolari delle relative funzioni amministrative e organizzative.
La replica del sindaco Bitetti
Una posizione che, tuttavia, non trova d’accordo il Comune di Taranto. Il sindaco Piero Bitetti ha replicato con una nota dai toni particolarmente netti, sostenendo che «lo stadio e l’area hospitality attualmente possono essere utilizzati solo durante le partite».
Il primo cittadino richiama in particolare il documento relativo all’agibilità temporanea dell’impianto, sottolineando che non si tratta di un’agibilità permanente e ricordando come lo stadio sia ancora, nella sua attuale configurazione, un cantiere affidato alla Struttura Commissariale.
Secondo Bitetti, l’agibilità temporanea sarebbe stata concessa per consentire al Taranto Calcio di disputare le gare interne e avrebbe validità dal 27 settembre al 7 dicembre 2026.
L’agibilità e la Commissione di Pubblico Spettacolo
Per il sindaco, dunque, eventuali ulteriori utilizzi dello stadio o di singole parti della struttura dovrebbero essere sottoposti alla valutazione della Commissione provinciale di Pubblico Spettacolo.
«Stadio e hospitality, insomma, oggi possono essere utilizzati solo per le partite», ribadisce Bitetti, sintetizzando così la posizione dell’amministrazione comunale.
Il sindaco contesta inoltre le modalità con cui sarebbe stata richiesta la disponibilità dell’area, sottolineando l’irritualità, a suo giudizio, di una richiesta formulata il giorno precedente rispetto all’iniziativa.
Il nodo del verbale di presa in carico
Bitetti richiama quindi il verbale di riconsegna materiale e presa in carico parziale sottoscritto da Comune e Commissario, citando l’articolo 4 del documento.
La disposizione prevede che «qualunque attività non espressamente prevista dal presente verbale dovrà essere preventivamente comunicata al RUP della struttura commissariale».
È proprio questo passaggio, secondo il Comune, a dimostrare il coinvolgimento della Struttura Commissariale anche nel caso in questione.
«La struttura commissariale è coinvolta, quindi, al contrario di quanto dichiarato!», afferma il sindaco nella sua replica.
Due interpretazioni sulla gestione dello stadio
Il confronto ruota dunque attorno a due differenti letture della situazione attuale dello stadio “Erasmo Iacovone”.
Da una parte la Struttura Commissariale distingue l’area Hospitality dalle zone direttamente interessate dal cantiere, evidenziandone la piena funzionalità e fruibilità e separando tali aspetti dalle autorizzazioni amministrative necessarie per eventuali iniziative aperte al pubblico.
Dall’altra il Comune pone l’accento sull’agibilità temporanea dell’impianto, sulla natura ancora cantieristica della struttura e sulla necessità di sottoporre eventuali utilizzi diversi dalle partite alle procedure previste dalla normativa.
La sicurezza al centro del confronto
Nel finale della sua replica, Bitetti prova comunque a ricondurre il confronto all’obiettivo comune della sicurezza.
«Nessuno pone veti o alza muri», sottolinea il sindaco, evidenziando come tutti gli enti coinvolti siano chiamati a svolgere il proprio ruolo nel rispetto delle norme e a garanzia della sicurezza e dell’incolumità pubblica.
Anche la Struttura Commissariale, nella propria nota, aveva manifestato la disponibilità a collaborare con il Comune e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti, nell’ambito delle rispettive competenze, affinché lo stadio “Erasmo Iacovone” possa essere pienamente fruibile e valorizzato.
Il nodo resta aperto
Il nodo, dunque, resta aperto e riguarda soprattutto l’interpretazione delle condizioni di utilizzo dell’impianto nella fase transitoria che accompagna i lavori.
Sullo sfondo rimane l’interesse della città a poter vivere pienamente il proprio stadio, nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza e delle competenze dei diversi soggetti istituzionali chiamati a gestire questa delicata fase.















