LA CLASSIFICA – “Trovarsi a -12 dalla vetta è dura, ma per noi è d’obbligo crederci sino alla fine. Gli esempi dell’Avellino lo scorso anno e del Bisceglie tre anni fa, che hanno rincorso la vetta raggiungendola, ci fanno sentire fiduciosi. In ogni caso dobbiamo perlomeno arrivare secondi per giocare i playoff in casa da testa di serie”.
IL FOGGIA – “Indipendentemente da quanto avvenuto nel match di andata, dobbiamo pensare al campo e basta. Non dobbiamo sprecare energie per altro: la nostra attenzione deve essere esclusivamente rivolta alla classifica. Vogliamo vincere, prendiamoci i tre punti”.
STATO D’ANIMO – “Un conto è stare sotto di quattro o cinque punti, come l’anno scorso con il Picerno, un altro è averne dodici. Nel primo caso c’era una speranza; quest’anno, invece, c’è una differenza che equivale a quattro partite e perciò c’è tantissima delusione. Tuttavia adesso ci siamo rasserenati, a partire dai successi delle gare con Andria e Brindisi. Dopo Nardò abbiamo avuto un confronto con il presidente e abbiamo approfittato per chiarire diverse cose. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo toccato dei punti che per noi calciatori erano importanti e lo stesso ha fatto il presidente. non è un caso se con Grumentum e Sorrento abbiamo fatto bene”.
CENTROCAMPO – “Nel corso della mia carriera ho ricoperto tutti i ruoli del centrocampo, dal vertice basso nei primi anni al ruolo di play: per me è importante soddisfare le richieste degli allenatori. Matute, con la sua esperienza, legge subito le situazioni che si creano; Cuccurullo, dato che è un under al primo anno da titolare in un campionato non giovanile, deve essere leggermente guidato, ma la sostanza non cambia perché entrambi stanno disputando un grande stagione”.
VITTORIE ESTERNE – “Fuori le squadre giocano più aperte. In casa, si sono concatenate tante situazioni, che ci hanno impedito di fare bene e purtroppo il distacco dal Bitonto è stato generato proprio dai punti persi allo Iacovone”.
Fonte: Corriere dello Sport













