di Domenico Ciquera
Il presidente della FIDAL, Stefano Mei, intervenuto nel consueto appuntamento di Due Mari TV denominato “Due Mari Sport”, ha parlato del possibile coinvolgimento di atleti di punta nei Giochi del Mediterraneo – e non solo.
Operato:
“Sono quattro stagioni, questa è la quinta, che ho il privilegio di guidare l’atletica italiana, e da quando sono arrivato le cose hanno preso una piega positiva. So quanto lavoro, tutti i giorni, tutto il giorno, per far sì che il livello della nostra atletica salga e si mantenga ai vertici mondiali. È chiaro che una componente di fortuna c’è sempre, ma credo che quando si inanellano manifestazioni positive una dietro l’altra, vuol dire che c’è programmazione, attenzione e, soprattutto, la volontà di investire sui ragazzi, sui loro tecnici e sulle società del territorio. È ciò che avevo promesso in campagna elettorale nel 2019/2020: ed è una promessa che, ad oggi, posso dire sia stata ampiamente mantenuta.”
Strutture:
“Quello delle strutture è un discorso complesso, perché parliamo di investimenti enormi. Bisogna accettare l’idea dei piccoli passi, e quello fatto a Taranto è uno di questi. La città è stata dotata di una delle più belle piste che io abbia mai visto, in co-gestione con la FIDAL. Sono venuto a luglio, c’era ancora l’asfalto caldo, ed è un impianto che farà la felicità di chi lavora sul territorio e di tanti altri che verranno a gareggiare. È ovvio che il problema dell’impiantistica è atavico in Italia: è sempre stato uno dei temi più sentiti da ministri dello sport e presidenti del CONI. Trent’anni fa era più semplice costruire, oggi è molto più difficile per via dei costi spaventosi. Serve programmazione, e credo che ora si stia iniziando a fare qualcosa per valorizzare il nostro patrimonio impiantistico, che è scarso e spesso obsoleto. Non possiamo pensare di risolvere tutto con uno schiocco di dita: servirà pazienza. Mi auguro che anche l’inserimento della parola ‘sport’ in Costituzione aiuti le amministrazioni a vedere gli impianti non più come una semplice spesa, ma come un vero investimento per il territorio.”
Eventi:
“Già lo scorso anno Taranto ha ospitato la Finale B del Campionato di Società. Qualcuno l’ha considerato un azzardo, non voleva che si facesse lì. Ma io credo che, quando c’è un’amministrazione attenta e un impianto nuovo, sia giusto mostrare alla città che l’atletica è presente. Se c’è un grande impianto e si organizza subito un evento, si dà modo a tanti bambini di avvicinarsi allo sport. Devo dire che, in questo, sono stato aiutato non solo dagli amici di Taranto, ma soprattutto dal presidente dell’Atletica Puglia. Da quando è arrivato ha portato un grande senso di cambiamento e sta dimostrando ogni giorno di essere sul pezzo.”
Giochi del Mediterraneo:
“Il fatto che la manifestazione si svolga in Italia è importante. In questi cinque anni ho capito che i nostri atleti vogliono gareggiare e vincere in Italia. Certo, non è sempre possibile: abbiamo organizzato il Campionato Europeo in Italia ed è stato un successo straordinario, ma non è un evento che si può ripetere spesso.
I Giochi del Mediterraneo restano una vetrina prestigiosa. Credo che la loro collocazione in calendario possa favorire la partecipazione dei nostri atleti migliori. Nel 2026 ci saranno anche altre manifestazioni, quindi qualcuno dovrà fare delle scelte, ma farò di tutto per mettere in campo una squadra di prim’ordine. Anche perché, personalmente, i Giochi del Mediterraneo sono l’unica competizione internazionale che non ho mai disputato.”
Benefici al territorio:
“I Giochi del Mediterraneo non si limitano all’atletica: sono una sorta di piccola Olimpiade. Taranto sarà al centro dell’attenzione di tutto il bacino del Mediterraneo per due settimane. I giovani di Taranto e della Puglia – così come quelli che seguiranno le gare – avranno modo di avvicinarsi allo sport.”
Conclusione:
“Sarò presente ai Giochi del Mediterraneo, non so ancora per quante giornate, ma spero di poter venire anche prima.”













