A poco più di quattro mesi dall’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, la macchina organizzativa entra nella sua fase decisiva. Il conto alla rovescia, ormai serrato, ha fatto da sfondo al convegno che si è svolto ieri presso l’Università “Aldo Moro” della città ionica, momento chiave di confronto tra istituzioni, tecnici e operatori del settore.
Come riportato da Marco Iusco de L’Edicola, l’incontro ha avuto un obiettivo chiaro: delineare il futuro degli impianti sportivi dopo la conclusione dell’evento e accelerare l’individuazione delle risorse necessarie per garantire un’organizzazione impeccabile della manifestazione, prevista dal 21 agosto al 3 settembre. I Giochi rappresentano infatti una vetrina strategica non solo per la Puglia, ma per l’intero sistema Paese.
Dal dibattito è emersa una linea condivisa tra amministratori e responsabili tecnici: serve una visione coordinata che permetta di valorizzare le infrastrutture realizzate e trasformarle in un volano di sviluppo duraturo per il territorio. Tra i protagonisti del confronto, il sindaco Piero Bitetti e l’ingegnere Silvio Scarcelli, in rappresentanza della struttura commissariale in sostituzione di Massimo Ferrarese.
Grande attenzione è stata riservata allo stato di avanzamento delle opere principali. Su tutte spicca lo stadio “Iacovone”, completamente riqualificato: nuovo terreno di gioco, tribune rinnovate e spazi hospitality modernizzati. Secondo le previsioni, l’impianto sarà ultimato entro la fine di giugno. Riflettori puntati anche sul PalaRicciardi, che ospiterà una pista indoor all’avanguardia: una struttura da 2.000 posti che diventerà la seconda in Italia e l’unica nel Sud dotata di tecnologie di ultima generazione.
Non meno rilevanti gli interventi già completati, come il centro sportivo Magna Grecia, destinato ad accogliere discipline come tennis e padel, oltre a nuove aree dedicate allo skate e ad altre attività sportive.
Sul fronte dei lavori, Scarcelli ha voluto rassicurare sul rispetto delle tempistiche: i cantieri delle principali infrastrutture sono costantemente monitorati e non si registrano criticità tali da compromettere il cronoprogramma. Anche l’ipotesi di uno slittamento dell’evento è stata esclusa: al momento, non esiste alcuna indicazione in tal senso e resta forte la fiducia nella tabella di marcia. Complessivamente, gli investimenti statali destinati alla città ammontano a 163 milioni di euro.
Parallelamente, si apre il tema cruciale della gestione futura degli impianti. Il sindaco Bitetti ha sottolineato come il Comune non sia nelle condizioni di sostenere direttamente tali strutture, evidenziando la necessità di attrarre capitali privati o attivare formule di collaborazione pubblico-privato. L’obiettivo è garantire impianti efficienti, accessibili e pienamente integrati nel tessuto cittadino.
Il primo cittadino ha inoltre richiamato l’attenzione sul contesto urbano, chiedendo al Governo — in particolare al ministro per il PNRR Tommaso Foti — risorse aggiuntive per migliorare viabilità, segnaletica e decoro urbano, soprattutto nelle aree simbolo della città. Una buona riuscita dell’evento, ha sottolineato, avrebbe ricadute positive sull’immagine non solo di Taranto, ma dell’intera regione e del Paese.
Durante il convegno è intervenuto anche il direttore generale del Comune, Marco Lesto, che ha annunciato l’avvio delle prime manifestazioni di interesse per la gestione delle strutture. In particolare, la SS Taranto ha già mosso i primi passi per lo stadio “Iacovone” in ottica di project financing, mentre la società Mediterraneo ha presentato una proposta analoga per il parco urbano sportivo.
Con il tempo che scorre rapidamente verso l’apertura dei Giochi, Taranto accelera dunque su tutti i fronti: infrastrutture, organizzazione e pianificazione del futuro. L’obiettivo è chiaro: trasformare un grande evento sportivo in un’eredità concreta e duratura per il territorio.













