Si chiude con la prescrizione il procedimento giudiziario relativo all’aggressione subita da alcuni calciatori del Taranto nel marzo 2017, durante un allenamento al campo B dello stadio Erasmo Iacovone. Come riportato dal Quotidiano, i giudici della Corte d’Appello di Taranto hanno dichiarato l’intervenuta prescrizione per tre imputati, che in primo grado erano stati condannati a sei mesi di reclusione.
Il processo è approdato in Appello dopo il ricorso presentato dai difensori degli imputati, gli avvocati Salvatore Maggio e Andrea Maggio. Nel corso della prima udienza, celebrata nella giornata di ieri, i giudici hanno preso atto del decorso dei termini di prescrizione, mettendo così fine al procedimento nei confronti dei tre imputati.
In origine gli imputati erano quattro, ma uno di loro è deceduto tra il primo e il secondo grado di giudizio.
Le indagini dopo il raid al campo B
L’episodio risale al marzo 2017, quando un gruppo di tifosi fece irruzione durante un allenamento della squadra rossoblù, allora impegnata nel campionato di Lega Pro. La contestazione, legata ai risultati deludenti della formazione ionica, degenerò in un’aggressione ai danni di alcuni calciatori.
Nel mirino finirono in particolare Mariano Stendardo ed Errico Altobello, colpiti durante il raid. Le immagini dell’irruzione, diffuse rapidamente a livello nazionale, suscitarono indignazione e numerose reazioni di condanna.
Le indagini furono affidate agli investigatori della Digos, che acquisirono e analizzarono i filmati registrati dalle telecamere presenti nell’impianto sportivo. In una prima fase furono coinvolti diversi sostenitori rossoblù. Gli accertamenti portarono infine alla formalizzazione delle accuse nei confronti di nove persone.
Quattro condanne in primo grado
Al termine del dibattimento, il Tribunale ritenne provata la responsabilità di quattro dei nove imputati, condannandoli a sei mesi di reclusione. Gli altri cinque furono invece assolti perché ritenuti non responsabili dei fatti contestati.
La sentenza, pronunciata dal giudice Laura Orlando, venne impugnata dai difensori degli imputati condannati, che presentarono ricorso in Appello per contestare il verdetto di primo grado.
Il procedimento è arrivato così davanti alla Corte d’Appello di Taranto, dove l’udienza di ieri ha segnato l’epilogo giudiziario per i tre imputati ancora in vita, con la dichiarazione di prescrizione.
Una vicenda che segnò il calcio tarantino
L’aggressione del marzo 2017 rimane uno degli episodi più controversi vissuti dal Taranto in quegli anni. La violenza esplosa durante un allenamento, in un momento di forte tensione sportiva, travalicò ogni forma di contestazione, trasformando il confronto tra una parte della tifoseria e la squadra in un grave episodio di cronaca.
A distanza di oltre nove anni, il procedimento giudiziario si conclude dunque in Appello per intervenuta prescrizione, senza una nuova pronuncia sul merito delle responsabilità contestate ai tre imputati.















