In una partita sulla carta alla portata della compagine ionica, arriva la seconda sconfitta casalinga stagionale. Un Sorrento cinico che pizzica poco i padroni di casa, fa quello che al Taranto non riesce, ovvero mettere la palla dentro, portandosi in vantaggio per 0-1 e mantenendo saldo il risultato con un pizzico di fortuna. Questa la nostra analisi reparto per reparto:
PORTIERE: Il Sorrento arriva poco in porta, pur creando qualche buona trama offensiva nella prima frazione di gioco, ma senza mai mettere in difficoltà Sposito. Nella ripresa arriva il goal ospite, sul quale l’estremo difensore rossoblu non ha alcuna colpa.
DIFESA: In difficoltà il reparto difensivo del Taranto, soprattutto nel primo tempo, dove al Sorrento di mister Mauri, viene concessa più di qualche incursione offensiva, per fortuna quasi mai pericolosa. Fa fatica Luigi Manzo nella gestione del possesso palla e si lascia andare a qualche errore di troppo, così come De Caro, frettoloso nella giocata. Nella ripresa i difensori rossoblu combinano un pasticcio sull’azione del goal del vantaggio del Sorrento che, seppur propiziata anche da un tocco di mano e dunque da un errore arbitrale abbastanza evidente, viene gestita molto male dagli ionici. De Caro, troppo avanzato, lascia scoperta la fascia destra sulla quale è costretto a scalare Manzo con Allegrini che, andando a raddoppiare, lascia tutto solo Bonanno che a due passi da Sposito non può far altro che insaccare.
CENTROCAMPO: Senza Galdean e nonostante una buona partita di Stefano Manzo, il Taranto fa molta fatica nella fase di impostazione del gioco e nella gestione del possesso. Matute sbaglia molto, ma la sua sostituzione lascia qualche dubbio. Come già detto bene Manzo e anche Cuccurullo che, come Ferrara sulla sinistra, prova la giocata senza paura e molto spesso riuscendoci. Molto brutta, invece, la partita giocata da Leo Guaita, sottotono e poco pimpante ed incisivo. Da dimenticare anche l’ingresso in campo di Masi che, da ex di giornata, non riesce ad esprimere le sue qualità, commettendo anche un errore clamoroso con tiro dall’altezza del dischetto che finisce molto alto sopra la traversa.
ATTACCO: La sfortuna, la voglia di mettere la palla dentro senza riuscirci e la consapevolezza che il tempo passa, ma il goal non arriva, sono fattori che condizionano molto la prova degli attaccanti rossoblu. Sia Favetta e Genchi, ma anche lo stesso D’Agostino subentrato nella ripresa, commettono tanti errori, ma i primi due in particolare sono molto sfortunati. Tre legni impediscono alla palla di finire in rete e a dire il vero, si fanno sentire più il rammarico ed ol nervosismo per quelle palle che non volevano entrare, e non la rabbia per una sconfitta sicuramente immeritata che toglie al Taranto altri 3 punti fondamentali per la lotta alla vittoria finale.
Simone Pulpito















