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| foto Franco Capriglione |
La partita vinta dal Taranto contro il Nola ha rappresentato la vittoria più limpida e netta dei rossoblu nell’annata 2018/19, rispondendo benissimo al passo falso in Coppa contro il Sorrento di mercoledì scorso. Una vittoria maturata con i gol nella ripresa di Manzo, Favetta e D’Agostino. Reti tutte di notevole cifra tecnica. Ma andiamo con ordine e vediamo dove e come il Taranto ha ottenuto questa importante vittoria. Pronti e via, il Taranto ha da subito cercato di impostare il gioco, sebbene a ritmi non elevati., ma possiamo dire che la prima frazione di gioco è stata di manovra, di studio, quasi di “lavoro ai fianchi” dell’avversario, di un Nola ben messo in campo, con un modulo quasi speculare a quello del Taranto (4-1-4-1 in fase di non possesso, 4-3-3 in fase offensiva). Gli spazi trovati dal Taranto non sono stati numerosissimi, sebbene si sia vista qualche buona palla gol creata dalla freschezza di Di Senso e dagli spunti sulle palle inattive.
Nella ripresa la musica cambia subito. Il Taranto trova dopo pochi minuti la rete con Manzo, che ribadisce in rete una palla vagante difettosamente allontanata dalla difesa campana. I ritmi si alzano, il Nola tenta la reazione, ma scopre la corta coperta che l’aveva protetta nel primo tempo. Per gli ionici i giochi si semplificano dopo la seconda marcatura, bellissima e di grande prepotenza, di Favetta: un’altra grande bordata dal limite dell’area di rigore, una marcatura da grande centravanti che corona una prestazione al top. Il Nola, a questo punto, si arrende. Il Taranto, invece, più passano i minuti e più si esalta. L’ingresso di Oggiano al posto di Di Senso (preziosissimo) aumenta ancora di più la freschezza offensiva del Taranto. L’ultimo gol è da manuale: tutto tramite gioco di prima, tra aperture e verticalizzazioni, l’azione la finalizza D’Agostino (sempre più in palla) battendo, per la terza volta, un incolpevole Gragnaniello. Addirittura il Taranto potrebbe dilagare, le azioni da rete infatti si continuano a susseguire.
Nel finale Massimo, entrato al posto di D’Agostino, centra il palo. Il risultato si fissa sul 3 a 0 per il Taranto. Tre gol e tre punti d’oro, che fanno salire il Taranto alla seconda posizione, da imbatutto. Ulteriori considerazioni Il Taranto per la prima volta non subisce reti, mostrando crescita nella fase difensiva e aumento dell’autostima per il pacchetto arretrato. Trova tre gol tutti su azione e non su palla inattiva, andando a smentire chi parla di sterilità (o almeno a rinforzare il concetto che il Taranto sa segnare anche, e bene, su azione). Da sottolineare la prova molto incoraggiante di Stefano Manzo. Sempre in partita, sempre il primo ad impostare la manovra, andando ad abbassarsi sulla linea difensiva quando deve ricevere palla e buttandosi nel mezzo quando l’azione lo consente. Il fraseggio è risultato anche più fluido e sicuro dei propri mezzi. La stessa sicurezza che poi ha mostrato tutta nell’occasione della rete del vantaggio, dando saggio di quelle che sono anche le sue doti balistiche. Il Taranto, poi, per la prima volta si dimostra in crescita nella ripresa, anziché in debito di ossigeno e gioco.
I rossoblu sono stati devastanti nel secondo tempo, segno oltretutto di un’aumentata intesa tra i giocatori stessi. Infine, ma solo in ordine cronologico, da evidenziare la gestione del gruppo e l’affinità tra squadra ed allenatore: sta finalmente passando un concetto fondamentale, quello del “sono tutti importanti, ma nessuno è indispensabile”. Lo si vede e lo si apprezza nelle partite: chi entra anche per soli dieci minuti sa che il proprio ingresso è fondamentale ai fini del risultato e dell’aiuto della squadra. Chi rimane in panchina dall’inizio sa che non è per esclusione ad personam, ma per il bene superiore della squadra. Lo abbiamo visto a Cerignola, della cui partita non hanno fatto parte due “titolarissimi” come Manzo e D’Agostino, per scelte motivate e logiche che rispondono alle caratteristiche intrinseche della partita e degli avversari. Ne siamo sicuri, il gruppo e la sua forza hanno permesso al Taranto di ribaltare uno scivolone antipatico (quello con il Sorrento in Coppa), dando seguito alla continuità dopo gli importanti risultati delle ultime giornate. E i tifosi e tutto l’ambiente rossoblu stanno iniziando ad apprezzare questo bel Taranto.
Paolo Fine














