Ci siamo presi, come al solito, 24 ore per far decantare la situazione e, riflettendo, dire la nostra, sempre ammesso che interessi a qualcuno.
Esprimiamo, ovviamente, la più totale solidarietà al sig. De Santis per il vile gesto di cui è stato vittima.
E lo facciamo non certo per supina ed acritica deferenza o perché siamo incantati dalla sua bravura, ma perché certi gesti nulla hanno a che vedere con il calcio e con una città accogliente e solidale come la nostra Taranto.
Riteniamo indispensabile abbassare i toni da parte di tutti, cercando di rientrare nell’ambito strettamente sportivo, uscendo da un grosso e pericoloso equivoco. TARANTO SIAMO NOI non vuol dire essere tutti presidenti, DS, opinionisti, ultras da tastiera che avvelenano pozzi ed esasperano menti disturbate, autori di esibizione di merce da macelleria pasquale. Si diserta il tifo, lo stadio, si contesta, secondo le più elementari forme di libertà di espressione. Ma tutto in senso tradizionalmente sportivo. Manifestazioni foto-scenografiche come quelle di ieri feriscono una citta’, insozzano una comunità, esponendola al giudizio di tutti gli addetti ai lavori e non solo.
Ed allora, quando arriverà lo sceicco a prendersi il giocattolo, chissà se allenatori o giocatori, con le famiglie, per qualche euro in più accetteranno di venire in una citta’ dove le proprie ragioni si esprimono esibendo teste di animali mozzate.
Torniamo a fare il nostro dovere di tifosi, contestando ciò che non va come si è sempre fatto. Dagli spalti e non da una maledetta tastiera.
Il signor De Santis, che arrivato da qualche giorno non avrà gestito al meglio qualche passaggio, ad oggi ci sta mettendo la faccia.
Probabilmente andava ingaggiato già a giugno, quando il presidente ha inteso invece fare tutto da solo. Speriamo che l’errore, l’ennesimo errore, sia servito a capire che dotarsi delle figure giuste nei posti giusti, vedi direttore sportivo, direttore generale, responsabile della comunicazione ecc ecc, non è un vezzo ma una necessità.
Forza Taranto ogni sacrosanto giorno!













