di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
Esercizio di concentrazione e d’identità oltre le turbolenze. L’attesa “settimana-tipo” nel calendario del Taranto, quella che avrebbe dovuto schiudere al ritorno alla normalità, quindi alla disputa di una sfida di cartello come quella contro il Crotone nel proprio stadio e permeata dalla passione dei propri tifosi, è stata invece alterata e distorta dalle vicende che si sono susseguite negli scorsi giorni. E che hanno inevitabilmente occultato la versione puramente agonistica, quindi la conoscenza e l’informazione circa lo stato di forma della squadra rossoblu, reduce dalla sconfitta incassata, quasi inaspettatamente, a Giugliano. La certezza acquisita è sintetizzata nella concessione firmata dai vertici della Lega Pro perché Taranto-Crotone possa essere giocata nell’impianto ionico, sequestrato e dichiarato inagibile ad oltre un mese dall’incendio divampato in curva Sud, al termine del trionfale derby col Foggia, gara di debutto del campionato e sinora unica esibizione interna per la formazione ionica al cospetto di un pubblico accorso numeroso sugli spalti. L’evento è in programma domani, con fischio d’avvio alle ore 16.15: evitata la peregrinazione per la compagine allenata da Ezio Capuano (scongiurato il campo neutro, soluzione adottata per l’incontro con l’Audace Cerignola, terminato a reti inviolate a Francavilla Fontana), ma obbligatorie le “porte chiuse”, frutto di una richiesta precisa dell’amministrazione comunale ionica, una sorta di antidoto affrettato ad un procrastinarsi eccessivo delle opere di ripristino delle infrastrutture danneggiate dalle fiamme all’inizio di settembre. Ed epilogo transitorio di una diatriba rinnovata fra il presidente del Taranto Massimo Giove ed il sindaco Rinaldo Melucci, consumatasi fra epistole, provocazioni, forse pretattiche, il cui corollario è fissato per lunedì, giorno in cui il proprietario del club ha annunciato “l’autogestione”, dopo aver comunicato il personale disimpegno dal ruolo e la consegna delle simboliche “chiavi” al primo cittadino. Una situazione che rischia di destabilizzare l’ambiente e di frastornare soprattutto la squadra rossoblu: se i tifosi si stanno organizzando per incitare fuori dal perimetro dello Iacovone e partecipare così virtualmente ad un incontro dal quale sono stati esclusi, sarà mister Capuano ad accettare anche la mansione di mediatore psicologico. Il suo Taranto si è rivelato trasformista ma necessita di continuità, non solo di rendimento ma anche di prestazione, poiché l’interpretazione dicotomica delle due frazioni di gioco evidenziata, nel bene e nel male, in occasioni dei recenti appuntamenti sportivi, non pregiudichi il lavoro attuato in estate, con l’allestimento di un organico completo nei reparti, nel rinnovamento del parco under, nella selezione di professionisti d’esperienza e nella composizione delle cosiddette coppie di ruolo, ma anche la tipologia di esercitazioni fisiche e tattiche applicate quotidianamente. L’acquisizione di una nuova dimensione decisamente più offensiva non deve compromettere l’equilibrio strategico, soprattutto l’efficienza della fase di non possesso palla che è sempre stata il “marchio di fabbrica” dell’ideologia di Ezio Capuano. Il Taranto sta forgiando la sua mentalità propositiva, si sta concedendo all’eclettismo degli interpreti nella batteria offensiva, propensi ad aumentare la densità nell’area di rigore avversaria, ad arrivare al tiro con maggiore frequenza, a contribuire alla verticalizzazione ed alla profondità insieme con i cursori di fascia, anch’essi alternati e rimodulati nelle catene nelle varie esibizioni. Eppure la squadra rossoblu è costretta ad accelerare il processo sulle transizioni negative, sul modo di scalare e proteggere in marcatura: è accaduto anche a Giugliano, laddove una sequenza di occasioni sotto porta sono state poi annichilite dalle due reti campane innescate da altrettante lacune. Capuano sta variando spesso il modulo di partenza e domenica scorsa ha prediletto la formula del trequartista- Bifulco- libero di agire alle spalle dei due attaccanti -Cianci e Fabbro- e di ispirarli, anche allineandosi in un tridente più autentico (dal 3-4-1-2 al 3-4-3). In corso d’opera, l’intraprendenza e la creatività offensiva sono state offerte dall’inserimento di elementi del calibro di Orlando e Kanoute che, per ammissione stessa dell’allenatore, “hanno spaccato la partita”, esplosivi nell’incursione e nell’accentrarsi, nel saltare l’uomo e nel seminare il panico tra le marcature strette. Uno dei dogmi di Capuano riguarda lo schieramento dal primo minuto di calciatori che vantino una condizione fisico-atletica-muscolare idonea, altrimenti vale il rodaggio nelle dinamiche stesse del singolo match: l’indagine riguarderebbe un azzardo da titolari degli stessi Orlando e Kanoute (per quest’ultimo è accaduto, ma in un tandem d’attacco afferente al 3-5-2), nella versione di esterni offensivi fantasiosi e garanti di una certa imprevedibilità. E se Bifulco sembra ancora alla ricerca di una collocazione più adeguata, una sorta di dilemma ereditato dal precedente torneo, le combinazioni sui binari sono d’attualità: il dualismo fra Mastromonaco ed il giovane italo-albanese Kondaj presidia la fascia destra del centrocampo, mentre alle spalle sono stati avvicendati Heinz e Riggio; la simmetria fra copertura e discesa al cross dipende spesso dalle peculiarità della partita. Sulla fascia sinistra, Enrici è stabile e pronto alle sovrapposizioni con Panico, recentemente preferito sull’out nevralgico all’ex capitano Ferrara. In retroguardia, i cardini restano Vannucchi fra i pali ed Antonini centrale, mentre la mediana non può non prescindere dall’assenza reiterata di Bonetti: qualora dovesse replicare la linea a quattro, Capuano potrebbe affidare il ruolo di regista a Calvano (individuato come “incontrista di quantità poco incline alla proposizione”), al fianco di Zonta, per il quale il trainer rossoblu auspica un crescendo di qualità nelle prove; nel caso di centrocampo a cinque, invece, Fiorani e Romano si candidano come interni. A dirigere Taranto-Crotone è stato designato l’arbitro Michele Delrio della sezione di Reggio Emilia, il quale sarà coadiuvato dagli assistenti Amedeo Fine (Battipaglia) e Franco Iacovacci (Latina); per la mansione di quarto ufficiale è stato selezionato Gianluca Grasso dell’area di Ariano Irpino.














