A due settimane dalla sconfitta nella finale playoff, la tifoseria organizzata del Taranto rompe il silenzio con un lungo e duro comunicato nel quale esprime tutta la delusione per l’esito della stagione e affronta diversi temi legati al mondo rossoblù e al contesto cittadino.
Il documento si apre con una riflessione sul ruolo che il calcio rappresenta per la città.
«A due settimane dalla sconfitta in finale, la rabbia non si è spenta, si è solidificata», scrivono gli ultras, definendo il calcio «l’unico vero momento di aggregazione» in una città che, a loro giudizio, vive profonde difficoltà sociali ed economiche.
Nel mirino finiscono innanzitutto i calciatori, ritenuti i principali responsabili del mancato raggiungimento dell’obiettivo.
«Siete venuti in una piazza che vi ha accolti a braccia aperte», si legge nel comunicato, nel quale il gruppo contesta ad alcuni componenti della squadra atteggiamenti ritenuti poco consoni al momento decisivo della stagione, accusandoli di non aver onorato la maglia rossoblù e concludendo con un duro invito: «Non siete stati all’altezza. Levatevi di mezzo».
Una parte del comunicato è dedicata anche agli organi di informazione, accusati di utilizzare le immagini e il sostegno della curva salvo poi assumere, secondo gli ultras, atteggiamenti critici nei confronti della tifoseria organizzata.
Non manca un passaggio rivolto a quella parte di pubblico che ha seguito il Taranto soltanto nelle gare decisive dei playoff. Gli ultras rivendicano il sostegno garantito durante tutta la stagione, comprese le trasferte sui campi dell’Eccellenza, chiedendo rispetto per chi ha accompagnato la squadra per l’intero campionato.
Fortemente critico anche il giudizio nei confronti della Lega, alla quale vengono contestate la gestione della stagione e alcune decisioni arbitrali. Nel comunicato si parla di presunti episodi sfavorevoli al Taranto e di un’organizzazione ritenuta non all’altezza delle gare decisive.
Un altro passaggio riguarda le forze dell’ordine e il tema dei Daspo. La tifoseria organizzata denuncia quella che definisce una politica repressiva nei confronti degli ultras, contrapponendola alla percezione di una minore severità verso altre problematiche che interessano il territorio.
Nel finale del documento viene affrontato anche il rapporto con la società. Pur riconoscendo gli sforzi economici sostenuti dalla proprietà e le difficoltà affrontate nella fase iniziale della stagione, gli ultras ritengono che il bilancio sportivo resti negativo.
«Gli sforzi economici li riconosciamo, ma alla fine dei conti stiamo piangendo l’ennesimo campionato fallito», si legge nel comunicato, nel quale viene inoltre definito un errore il cambio della guida tecnica avvenuto nel mese di novembre e si sottolinea come gli obiettivi indicati a inizio stagione – campionato, Coppa Italia e playoff – non siano stati centrati.
Il messaggio si conclude con una dichiarazione di appartenenza ai colori rossoblù e con la promessa di continuare a seguire la squadra nonostante le delusioni.
«Noi non molleremo mai. Il Taranto siamo noi», è la frase con cui la tifoseria organizzata chiude il comunicato, ribadendo il proprio attaccamento al club e alla maglia rossoblù.















