Per non farsi mancare nulla, la Taranto calcistica ha vissuto un’altra settimana turbolenta nonostante l’assenza di rimarchevoli novità. In attesa che la questione-stadio riprenda quota, al prossimo atto del neo insediato governo cittadino, alcune fonti giornalistiche hanno paventato l’interessamento del gruppo Gabetti alle quote di maggioranza del Taranto FC. La smentita del player italiano – storico leader nel campo dell’intermediazione di immobili residenziali e commerciali – non ha comunque spento le voci sul possibile affaire.
GABETTI NEL CALCIO: PERCHÉ? – È difficile immaginare che al gruppo, parte in causa nel progetto-stadio al momento più papabile, possa interessare l’ingresso nelle azioni della principale società di calcio della città. Gabetti non ha mai investito direttamente, ma al più ha sponsorizzato società sportive, e non si comprende perché debba lanciarsi in un’operazione ad altissimo rischio (legata ai risultati del campo e non solo) nonché poco oculata. È più plausibile che gli investitori vogliano assicurarsi che nel nuovo stadio giochi un Taranto all’altezza, per cui il gruppo sembrerebbe coinvolto nella ricerca di altri investitori che possano rilevare il club ma in tempi più lunghi di quanto si dica.
MEZZE (?) VERITÀ – L’Italia è al 58° posto della classifica dei Paesi per libertà di stampa; a Taranto non ci sono giornali che si sostengono col contributo dei lettori – men che meno nell’ambito sportivo. Il combinato disposto spiega la sacrosanta diffidenza del tifoso-lettore tarantino nei confronti di praticamente tutti i rumours, le indiscrezioni, le esclusive che non siano comprovate da fatti, documenti, dichiarazioni certe.
Le acrobazie della (quasi) totalità delle redazioni sportive ioniche, talvolta goffe, sono impossibili da celare. E se ogni sponsorizzazione è lecita, modificare la linea editoriale a seconda del contributo economico ottenuto è un atto disonesto nei confronti dei lettori. In questo triste panorama, è più apprezzabile chi segue un percorso coerente, anche oltranzista: in un senso o nell’altro, non riserva sorprese al fruitore, rimanendo fonte credibile anche quando non vi sono elementi editorialmente condivisibili.
Di certo, nella lista dei dispensatori di verità non possono iscriversi giornalisti appartenenti storicamente a quartierini che al calcio hanno già dato, e fin troppo a lungo per la pazienza della comunità.
QUI TARANTO – Non si può tacere delle imperfezioni e delle mancanze dell’attuale società, che si regge quotidianamente grazie alla poliedricità di alcune figure, capaci di colmare le caselle vuote dell’organigramma con apprezzabili risultati. Nessun mistero: le lacune sono visibili e note alla comunità calcistica, che per larga parte è disposta con indulgenza a concedere credito all’attuale sodalizio, in virtù dei risultati sportivi delle ultime due stagioni.
INTANTO, A 250 KM… – A Sturno si cominciano a gettare le fondamenta per un nuovo collettivo che, in attesa di innesti importanti, comincerà ad eleggere al proprio interno i leader del Taranto 2022-23. Aria diversa, rapporti ed equilibri da intrecciare e plasmare. Nessun big ingombrante, per quanto valido tecnicamente, che non sia motivato a dovere: un buon viatico, in attesa di un paio di colpi che possano riaccendere gli entusiasmi di chi ama i colori più belli del mondo.
Carmine Greco













