La prestazione ampiamente deludente contro il Casarano ha fatto gettare la spugna anche al tifoso più ottimista e tra questi figura anche un volto noto, non un semplice tifoso bensì nientemeno che il presidente Massimo Giove. Nelle dichiarazioni concesse nei giorni scorsi non ha avuto peli sulla lingua, sfogando tutta la sua amarezza e toccando alcuni temi caldi che hanno fatto scatenare le classiche chiacchiere da bar.
Il primo punto verte sull’impossibilità di risalire in classifica, fino ad arrivare addirittura alla vittoria del campionato. Questo dato è pressochè indiscutibile, anzi verrebbe da puntualizzare che il pareggio contro il Casarano ha ben poco valore ai fini della graduatoria finale. La stagione è partita con il piede sbagliato e ciò non è mai cambiato, eccezion fatta per le prime gare di Panarelli sulla panchina rossoblu nelle quali c’è stata una breve illusione di poter raddrizzare la rotta. Il punto cardine del fallimento di questa stagione, probabilmente, è stata la sonora sconfitta casalinga contro il Gravina, quando ci si nascose dietro i fattori meteorologici anzichè effettuare una seria disamina su un campionato che ci stava irrimediabilmente sfuggendo di mano.
Una squadra che merita la vittoria, la conquista in qualsiasi condizione e lo si è visto a Brindisi, quando il vento non ha impedito di portare a casa il bottino pieno senza difficoltà.
L’ammissione del presidente, di essere già con la testa alla pianificazione della prossima stagione, è dunque giusta e motivata, anche se scontata. Matematica alla mano, anche se avessimo vinto contro il Casarano, solo un vero e proprio suicidio di Foggia, Bitonto e Sorrento avrebbe favorito una rimonta “paranormale” del Taranto. Questo punto, lasciando perdere le etichette affibbiate a tifosi e giornalisti, può trovare d’accordo tutto il panorama calcistico tarantino o almeno tutti i possessori di una semplice calcolatrice. La speranza è che gli errori, in buona fede, di questi anni possano servire da monito per il futuro.
Le calunnie che giungono sempre tristemente puntuali vanno certamente condannate. Spesso però le “dis-informazioni” tendenziose sono facilmente smentibili, come infatti lo stesso Giove ha fatto proprio nella serata di ieri. Mettere becco su informazioni sensibili che riguardano esclusivamente lo staff societario rossoblu è deprecabile oltre che controproducente. Non bisogna tuttavia cadere nel tranello della generalizzazione, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, cercando il marcio o demonizzando la stampa rossoblu. Anche perchè le stesse calunnie sono chiacchiere da social, non di certo articoli di testate giornalistiche.
Infine l’ultimo punto: gli sfavori arbitrali.
Questa è una tematica che, secondo il parere di chi scrive, non andrebbe tirata in ballo soprattutto se ad essa vogliamo attribuire i fallimenti chiari ed evidenti di una squadra che sta, ahi noi, meritando di ricoprire la posizione attuale. Nel calcio è naturale, soprattutto in queste categorie, vedere errori a bizzeffe da parte dei calciatori, figuriamoci degli arbitri che hanno un compito ancor più complicato. Focalizzarsi su alcuni errori arbitrali subìti o al contrario fantomatici favori ad altre squadre, rischia di oscurare i temi sopracitati facendo crollare il livello della disamina del numero uno ionico. Gli errori arbitrali ci sono per tutti, in quanto spesso la classe arbitrale di questa sciagurata categoria è ancora da formare. Dobbiamo sempre ricordare di essere nei Dilettanti e tali sono calciatori, arbitri e tutto il resto. Incolpare un paio di episodi dubbi, al netto di diciannove partite che nel complesso sono state quasi tutte altamente deludenti, è ingiusto e poco corretto.
Dunque ben vengano i mea culpa e le riorganizzazioni del progetto tecnico, lasciando in disparte scuse, alibi o temi poco attinenti alla situazione attuale del calcio a Taranto. Per ottenere l’approvazione di un pubblico severo ed esigente serve solo lavorare trasformando questo presente amaro in un futuro più roseo. Sappiamo bene che la piazza in presenza di risultati soddisfacenti, non ha mai negato affetto ed amore a questi colori.
Gabriele Campa












