Si è conclusa con un forte messaggio rivolto al futuro “Taranto nel lago del Mediterraneo. Un mare di prossimità”, l’iniziativa promossa dal Consiglio comunale di Taranto, su impulso del presidente Gianni Liviano, in collaborazione con il Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 e con la rete dei firmatari della Carta della Pace di Taranto.
Per tre giorni il capoluogo ionico è diventato un laboratorio di idee e confronto, scegliendo di guardare oltre l’appuntamento dei Giochi del Mediterraneo per riflettere sul proprio futuro. Amministratori, rappresentanti delle istituzioni, università, imprese, professionisti, associazioni, mondo ecclesiale e protagonisti della cultura hanno condiviso proposte e visioni su quale direzione dovrà intraprendere Taranto nei prossimi anni.
A tracciare il senso dell’iniziativa è stato il presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano.
«In questi due giorni e mezzo abbiamo lanciato il dibattito sul futuro della città oltre i Giochi del Mediterraneo. I Giochi rappresentano un’opportunità straordinaria, ma occorre andare oltre l’idea che Taranto ospiterà soltanto un grande evento sportivo internazionale. Dobbiamo interrogarci su ciò che la città vuole diventare, valorizzando la sua posizione al centro del Mediterraneo».
Liviano ha sottolineato come il confronto abbia prodotto una solida base di idee da trasformare in progettualità concrete, ricordando il contributo dei rettori delle Università di Bari, del Salento e del Politecnico di Bari, con i quali è stata delineata l’idea di una “Città Universitaria del Mediterraneo”, capace di attrarre studenti e ricercatori provenienti da tutti i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.
«Possiamo costruire una comunità nella quale università, istituzioni, imprese, scuole, associazioni, Chiesa e cittadini lavorino insieme per definire un piano strategico condiviso. La politica deve accompagnare questi processi, non occuparli: deve creare le condizioni affinché sia la comunità a diventare protagonista del proprio futuro».
Nel corso della manifestazione sono stati affrontati numerosi temi strategici: dalla rigenerazione urbana alla cooperazione internazionale, passando per lo sviluppo del Mezzogiorno, la transizione industriale, l’economia del mare, la salute, la pace, la cultura, l’innovazione, la formazione e il protagonismo dei giovani. Tutti argomenti ricondotti a una visione comune che considera il Mediterraneo non come un confine, ma come uno spazio di relazioni, opportunità e crescita condivisa.
L’ultima giornata dei lavori si è aperta con una riflessione sulle trasformazioni economiche, sociali e culturali che interessano i territori, grazie agli interventi di Felice De Toni e Andrea Granelli, che hanno evidenziato la necessità di una leadership capace di interpretare la complessità del presente e guidare il cambiamento.
Particolarmente significativo il panel dedicato al tema “Il Mediterraneo: il lago del sapere. Taranto verso la Città Universitaria del Mediterraneo”, introdotto da Antonio Felice Uricchio e animato dal confronto tra i rettori Roberto Bellotti, Umberto Fratino e Maria Antonietta Aiello, insieme agli interventi di Cristiano Marangi e don Antonio Panico.
Dal dibattito è emersa una visione condivisa: trasformare Taranto in un grande polo della conoscenza, capace di attrarre ricerca, innovazione e relazioni internazionali attraverso una sempre più stretta collaborazione tra gli atenei pugliesi, facendo del sapere uno dei principali motori dello sviluppo economico e sociale del territorio.
A chiudere la tre giorni sono stati ancora Gianni Liviano e Rino Montalbano, esperto di pianificazione strategica, che hanno rilanciato la necessità di trasformare il confronto emerso durante l’iniziativa in un metodo permanente di costruzione delle politiche pubbliche, affinché il percorso avviato non si esaurisca con i Giochi del Mediterraneo, ma diventi la base per progettare la Taranto dei prossimi decenni.














