Partiamo dal presupposto che questo non è un giornale politico e poco ci interessa di beghe che possono venirsi a creare all’interno del consiglio comunale. Se però una situazione gestionale va ad intaccare l’ambiente sportivo, è doveroso interessarsi. In modo particolare se si va a colpire il Taranto come essenza, essendo anche da un punto di vista sociale l’elemento che più attira attorno a se l’attenzione del popolo tarantino che sia residente in città o che per vari motivi viva fuori dai confini ionici.
Fatta questa premessa, riteniamo che si sia fatta negli ultimi giorni un po’ di confusione. Il problema principale del Taranto in questo periodo riguarda il Campo A e non certo il Campo B. Il Taranto in questo momento è primo in classifica ed è importante che tutte le componenti remino verso la stessa direzione. C’è la possibilità concreta che questa possa essere una stagione positiva per i nostri colori e per tal motivo non si deve perdere il vantaggio di giocare sul terreno amico che è quello dello Iacovone.
Specifichiamo per chiarire ogni potenziale equivoco, che non è certo colpa della giunta comunale se le intemperie hanno danneggiato la tettoia del settore tribuna e se la struttura è fatiscente, non è certo colpa dell’assessore Marti o del sindaco Melucci che l’hanno ereditata. È però importante il loro intervento, subordinato a quello dell’assessore ai lavori pubblici Viggiano, affinché i lavori possano iniziare nel più breve tempo possibile affinché il 6 di gennaio il Taranto possa tornare a giocare sul Campo A per vari motivi di facile intuizione.
Da questo punto di vista possiamo dire che la nostra redazione è stata prontamente contattata da emissari della giunta comunale, garantendoci che nel più breve tempo possibile i lavori inizieranno, con l’obiettivo di vedere il Taranto giocare il giorno della Befana contro il Fasano dentro la propria dimora. La speranza è quella di iniziare entro il 30 dicembre, tenendo presente che le intemperie e le problematiche legate alla pandemia, oltre alle festività natalizie, hanno rallentato tutta la macchina organizzativa. Sapere però che la massima assise cittadina è in contatto costante con il presidente Giove affinché si risolva il prima possibile la problematica ci rasserena. L’obiettivo è comune ed è quello di creare tutte le componenti adatte affinché il Taranto possa cercare di andare via il prima possibile da questa categoria che è la Serie D.
Rimarchiamo questo aspetto perché l’indisponibilità del Campo A ha dirottato le attenzioni verso il Campo B, con anche interrogazioni comunali che con molta onestà non sono di nostra competenza. Francamente non è questo il problema del Taranto, ma si è messa in modo marcato in luce la problematica legata alla omologazione di quello che si chiamerà “Di Molfetta”, perché il Taranto si è ritrovato senza casa.
L’impianto relativo al Campo B è omologato sino all’Eccellenza e su questo non ci sono dubbi. Membri della giunta hanno rimarcato alla nostra redazione che il solo manto erboso è idoneo per la Serie D e qualora il Taranto lo volesse utilizzare, può farne richiesta. Certamente però a prescindere che si giochi a porte chiuse o meno, il Taranto non può disputare il match privo di una serie di componenti che porta con sé al proprio seguito nel corso di una gara. Per questo emigrare è una normale conseguenza, senza dimenticare che il Campo B non è certo stato costruito sin dalla sua origine con l’intento di vedere disputare match di Serie D.
Resta quindi il dubbio ora se il Miani di Ginosa avrà un’ulteriore proroga, visti i tempi ristretti, per risultare idoneo per il 6 Gennaio, visto che la prima proroga è in scadenza il prossimo 31 dicembre. Per questo è necessario cercare di velocizzare tutto l’ingranaggio, affinché giunga il prima possibile la messa in sicurezza di quella che è da sempre la casa del Taranto.
Maurizio Mazzarella













