Il Taranto continua a mostrare il proprio tallone d’Achille: la gestione delle partite e, soprattutto, dei vantaggi. La sconfitta per 2-1 sul campo dell’Unione Calcio Bisceglie conferma le difficoltà della formazione rossoblù lontano dallo Iacovone, con errori individuali pesanti che finiscono ancora una volta per condizionare il risultato.
I numeri della squadra di mister Luca Tiozzo in trasferta sono tutt’altro che rassicuranti. Nelle sei gare disputate fuori casa sono arrivate appena due vittorie, un pareggio e ben tre sconfitte. Un bilancio che non può soddisfare una tifoseria che si aspettava ben altro da una squadra costruita per puntare alla vittoria del campionato.
L’episodio su Soldani e il possibile rigore
La gara di Bisceglie lascia spazio anche a qualche riflessione sugli episodi arbitrali. In particolare, fa discutere la trattenuta di un difensore dell’Unione Calcio ai danni di Soldani, ex di turno. Un contatto apparso piuttosto evidente nelle immagini televisive, ma sul quale il direttore di gara ha scelto di non intervenire, invitando semplicemente il calciatore rossoblù a rialzarsi.
Un episodio che avrebbe potuto cambiare il corso della partita. Un eventuale calcio di rigore, se assegnato e trasformato, avrebbe infatti potuto consentire al Taranto di raggiungere il pareggio e portare a casa almeno un punto. Resta, naturalmente, la valutazione dell’arbitro, ma la dinamica merita di essere analizzata.
Tre trasferte consecutive senza punti
Al di là degli episodi, il problema principale resta il rendimento della squadra. Per la terza volta consecutiva il Taranto torna da una trasferta a mani vuote, dopo una prestazione che impone inevitabilmente una riflessione. La formazione rossoblù non riesce a trovare continuità, fatica a gestire i momenti delicati delle gare e continua a pagare a caro prezzo le proprie disattenzioni.
La classifica rende il quadro ancora più complicato: il Taranto si ritrova al quinto posto e, al momento, fuori dalla zona playoff. Una situazione che stride con le ambizioni di una società e di una piazza che hanno costruito aspettative importanti attorno a questa stagione.
Adesso servono carattere, sacrificio e rispetto per la maglia
Per vincere un campionato non bastano i nomi, le ambizioni e le dichiarazioni d’intenti. Servono grinta, determinazione, capacità di lottare su ogni pallone e, soprattutto, la volontà di onorare la maglia per tutti i novanta minuti.
Da questo momento al Taranto si chiedono poche cose, ma fondamentali: impegno, sacrificio, compattezza e una voglia autentica di conquistare i tre punti. Non è il momento di cercare alibi, ma di dimostrare sul campo di essere all’altezza delle aspettative.
La sconfitta di Bisceglie deve rappresentare un campanello d’allarme. La squadra è chiamata a comprendere la delicatezza del momento e a invertire immediatamente la rotta. La tifoseria merita risposte concrete, non soltanto parole: il Taranto deve tornare a lottare, sudare la maglia e dimostrare di voler davvero raggiungere l’obiettivo per cui è stato costruito.















