La stagione 2004 – 2005, fu la 27^ edizione della serie C2. La stagione iniziò il 12 settembre 2004 e terminò il 19 giugno 2005.
Molte furono le novità. Dalla serie A arrivò l’Ancona fallita ed iscritta in serie C2 grazie al Lodo Petrucci. Anche la Viterbese, piazzatasi 3^nel campionato di Serie C1 2003 – 04, non si iscrisse al campionato di competenza e aderendo al Lodo Petrucci si iscrisse nella serie inferiore con il nome A.S. Viterbo Calcio.
Per accogliere le squadre in soprannumero, il girone B passò da 18 a 20 partecipanti. Le neo retrocesse Varese, Paternò e L’Aquila non si iscrissero al campionato per problemi finanziari e vennero radiati dalla FIGC dai campionati professionistici. I lombardi e gli abruzzesi ripartirono dall’Eccellenza, i siciliani addirittura dalla Promozione. Altre compagini non iscritte per difficoltà economiche furono il Meda, il Brindisi, la Palmese e l’Isernia. La Fidelis Andria fu ammessa in C1 a completamento di organici. Per far fonte a tutte queste defezioni furono ripescate molte retrocesse della precedente stagione: Pro Vercelli, Palazzolo, Montevarchi, Imolese, Bellaria Igea Marina e Castel di Sangro. Dalla serie D furono ammesse Sanremese, Potenza, Pro Vasto e Vigor Lamezia. La Lodigiani cambiò denominazione sociale in Associazione Sportiva Cisco Lodigiani s.r.l..
Il Taranto venne inserito nel Girone “C”, in compagnia di altre 17 “sorelle”. In quella annata, il club rossoblu, dopo la retrocessione dalla C1, fu alla deriva in quanto l’iscrizione fu effettuata, ma la squadra si ridusse a soli quattro elementi. La stagione cominciò con la formazione Berretti e diretta, nella gara casalinga d’esordio del 12 settembre 2004, dal tecnico Cosimo “Mimmo” Presicci, contro la Juve Stabia che travolse i ragazzi rossoblu con un pesante e mortificate 4 a 0.
L’ombra del fallimento si allungò sempre di più e, ad accelerare il processo, giunse la la notizia dell’arresto di Pieroni per truffa aggravata allo stato. La società venne messa in liquidazione e la FIGC revocò il titolo sportivo. Il tribunale fallimentare di Taranto indusse una prima asta che andò deserta, la seconda invece portò all’acquisizione da parte dell’imprenditore Luigi Blasi che diventò il nuovo proprietario.
Il 16 dicembre 2004, fu costituita la Taranto Sport s.r.l., con conseguente restituzione del titolo sportivo da parte della FIGC. Il nuovo proprietario intervenne pesantemente sul mercato per rafforzare l’organico, mentre la squadra, dopo la parentesi di Giuseppe Sabadini (dalla 2^ alla 16^ giornata) e Antonio Toma (dalla 17^ alla 21^), fu affidata a Carlo Florimbi (dalla 22^ alla 34^ e i successivi play out).
Negli ultimi due mesi la squadra riuscì a risalire la china dall’ultimo posto e agguantò gli spareggi salvezza contro il Ragusa.
La gara, avvincente e trepidante all’andata (23 maggio 2005), si sbloccò, al 32° del primo tempo, con un goal del bomber Antonino La Cava.
Nella ripresa, il folto pubblico dello Iacovone continuò a supportare e trascinare i rossoblu che raddoppiarono, al 10°, con una nuova rete di La Cava e questa marcatura illuse un tantino tutti i presenti, infatti, alla prima distrazione, un fallo della difesa, permise al Ragusa, al 35°, di accorciare lo svantaggio per merito di Plasmati che fu bravo a realizzare il penalty concesso dall’arbitro Lena di Ciampino.
Questo risultato di misura costrinse i rossoblu ad affrontare la trasferta in Sicilia, con l’obbligo di non perdere per mantenere la categoria. La tifoseria rossoblu si mobilitò ed organizzò l’esodo (quasi 1000 supporters al seguito), partì alla volta di Ragusa per incitare, sostenere, spingere la squadra all’impresa.
Florimbi, in quella occasione schierò Negro, Peruzzi, Maddè, Filippi, Monaco, Mela, Malagnino, De Leonardis, Pupita, Niscemi, La Cava.
I padroni di casa, con una formazione sbarazzina, con l’unico scopo del successo, possibilmente ampio, furono schierati da mister Nuccio Santino con il portiere Accialini, Bonaffini, Ursini, Cutaia, Misiti, Falanca, Pellegrino, Di Toro, Plasmati, Cau, Sadichi.
Gara subito in discesa per il Taranto. Al 7° minuto un cross dalla destra di Niscemi, fu corretto in rete, sotto porta, con anticipo felino del difensore ragusano, dal centrocampista manduriano Giovanni Malagnino, classe 1986. Sbloccato il risultato gli ionici furono pronti all’eventuale reazione dei padroni di casa, ma il Taranto spadroneggiò, tanto che, su un velocissimo contropiede, la retroguardia ragusana fu superata a centrocampo, e con uno scatto poderoso La Cava, dopo uno scambio repentino con Niscemi, in volata, dalla destra crossò dove, a centro area, arrivò in velocità Malagnino (una doppietta personale la sua) che, al 37° del primo tempo, batté a rete, trafiggendo Accialini (che accompagnò la palla in rete, con una leggera deviazione con il tallone destro), marcatura che tagliò, parzialmente, le gambe ai locali. Entusiasmo indescrivibile per i supporters ionici, ma anche del patron Blasi che esultò e si rivolse alla tribuna stampa, ampiamente soddisfatto per l’esito dell’incontro, pur consapevole che la fine del match fosse ancora lontano.
Nella ripresa solo al 34°, calcio di rigore in favore del Ragusa per un fallo di Mela su Plasmati. Lo stesso bomber realizzò il goal dell’1 a 2, con una occasione sprecata da Pupita, precedentemente al penalty, che avrebbe portato gli ionici sul 3 a 0. Nei minuti restanti non successe nulla di rilevante, ma il cronometro scandiva lentamente il passare del tempo, poi al fischio finale dell’arbitro Zanzi di Lugo di Romagna, grande esultanza di Blasi e ideale abbraccio del patron con squadra e supporters rossoblu.
Quella vittoria, salvò la categoria e permise al patron Blasi, nella stagione successiva, di disputare un campionato di serie C2 di vertice, con Aldo Papagni, in panchina, e sbarcare nella serie superiore (la C1 dell’epoca).
Anche allora, come la recente storia ci insegna, dalla polvere (2003 – 04 e retrocessione in C2) con l’era Pieroni nel punto di massimo declino, si passò alle stelle, nell’arco di due stagioni, ma, per l’occasione, tutte le componenti gravitanti attorno al club rossoblu fecero blocco unico e tutelarono i protagonisti dell’indimenticabile blitz di Ragusa, trampolino per la stagione successiva del rilancio, in grande stile, che poi culminò con l’accesso in terza serie.
Ecco perché, in ottica futura, una volta superata l’emergenza Coronavirus, nuovamente tutte le componenti inizino a dialogare, fondamentalmente, poi si dovranno distinguere i ruoli e portare i ragazzi ai successivi ambiti, con la sinergia di tutte le componenti.
Adesso è importante uscire dall’emergenza Coronavirus, poi, con la quotidianità e normalità, si affronteranno altri problemi, squisitamente di natura dialettica.
La Redazione













