A due settimane dalla sconfitta della finale play off contro il Cerignola, il Taranto programma già la prossima stagione. Ufficializzato il direttore sportivo Franco Sgrona, manca solo la firma sul contratto per Nicola Ragno, firma che però arriverà solamente il 2 Luglio, dato che il tecnico di Molfetta è ancora legato al Potenza da un contratto che scadrà il 30 Giugno.
La coppia Ragno-Sgrona però ha già cominciato a lavorare sulla squadra che tenterà ancora una volta il salto di categoria. L’allenatore ex Bisceglie predilige giocare con un 3-5-2, perciò quasi sicuramente gran parte della rosa dell’anno scorso non verrà riconfermata. Secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla nostra testata potrebbero rimanere Oggiano, Favetta, D’Agostino, Manzo e Massimo.
Saranno valutati invece gli under e gran parte della difesa. In partenza invece ci sono Di Bari, Marsili, Roberti, Di Senso, Croce, Antonino e Pellegrino. Per quanto riguarda le entrate di concreto al momento non c’è nulla, ma sono stati avviati dei contatti con Patierno, Allegrini e Lattanzio. Il primo di questi tre però ha deciso di prendersi una pausa e decidere più in là cosa fare del suo futuro e magari attendere qualche proposta dalla C.
Sulla lista di Ragno ci sono anche i nomi di Diop, Sicignano e França. Inoltre il Taranto ci ha provato anche per Guaita, sempre in forza al Potenza, ma il centrocampista argentino è strettamente legato con il capoluogo lucano. Biason è un pallino del presidente Giove, ma il Bitonto vorrebbe trattenerlo.
Genchi lascerà Potenza. L’attaccante barese difficilmente scenderà di categoria, ma se pur in passato particolarmente corteggiato dal Taranto, non tornerà in riva allo Ionio. Smentito sia dalla società rossoblu che dallo stesso calciatore un contatto con Tiscione.
In settimana sarà completato il capitolo liberatorie con le firme di Manzo e Bova. Il diggì Montella è fortemente corteggiato dalla Sambenedettese, ma il forte legame con Massimo Giove non lo farà muovere da Taranto. E’ stata ipotizzata anche la possibilità di investire il dirigente della carica di presidente. Sarebbe una bella risposta ai tanti disfattisti che impazzano sul web, ma anche a coloro che si divertono ad imbrattare i muri dello Iacovone.
Cosimo Lenti














