di Roberto Iammarino
Non c’è pace in casa Taranto. L’ennesimo passo falso in trasferta, maturato sul campo dell’UC Bisceglie, è costato la panchina a Luca Tiozzo. Una separazione che, dopo la dolorosa sconfitta, appariva ormai nell’aria. Il silenzio della società rossoblù subito dopo la gara non lasciava presagire nulla di positivo per il tecnico veneto, che ha così concluso la propria esperienza alla guida della formazione ionica.
Il terzo cambio in appena tre mesi
Il calcio, a volte, sa essere paradossale. Dopo appena tre mesi dall’inizio del campionato, il Taranto si ritrova nuovamente a dover cambiare guida tecnica. Dopo l’esperienza di Alberto Giuliatto e quella di Luca Tiozzo, il nome di Pino Di Meo è tornato prepotentemente d’attualità.
Il tecnico tranese è reduce dalla promozione in Serie D conquistata nella passata stagione con il Bisceglie, grazie alla vittoria contro la Boreale nella finale che ha spalancato ai nerazzurri le porte della categoria superiore. Un allenatore che conosce il calcio pugliese e che ha già dimostrato di saper raggiungere traguardi importanti.
Tuttavia, la situazione resta ancora tutta da decifrare. Il nome di Di Meo è stato accostato con insistenza alla panchina rossoblù, ma nelle ultime ore la pista sembrerebbe aver subito un rallentamento, fino a essere considerata da qualcuno ormai tramontata. Non ci sono, al momento, certezze definitive e la sensazione è che la società stia ancora valutando il da farsi.
Il precedente del dito medio e il rapporto con la tifoseria
L’eventuale approdo di Di Meo sulla panchina del Taranto porterebbe con sé anche una questione che va oltre il campo. Il 6 febbraio 2026, in occasione della finale di Coppa Italia regionale vinta dal Bisceglie contro il Taranto di Danilo Danucci, il tecnico tranese si rese protagonista di un gesto offensivo nei confronti della tifoseria rossoblù, mostrando il dito medio davanti alle telecamere.
Un episodio che suscitò forti polemiche e che, secondo quanto contestato dai sostenitori ionici, non sarebbe mai stato seguito da scuse pubbliche. Di Meo aveva ricondotto quel gesto a una propria modalità di esultanza, sostenendo che non fosse indirizzato alla tifoseria avversaria.
Resta però una ferita aperta nel rapporto con una piazza che vive il calcio con grande passione e che non dimentica facilmente determinati episodi.
Una piazza da riconquistare
Qualora fosse proprio Di Meo il prescelto, il nuovo allenatore si troverebbe davanti a una sfida tutt’altro che semplice. Non basterà soltanto ottenere risultati: servirà ricostruire un rapporto con un ambiente già provato dalle continue delusioni e dai ripetuti cambiamenti tecnici.
Il pubblico tarantino dovrebbe eventualmente decidere se mettere da parte le incomprensioni del passato per sostenere la squadra in un momento delicato della stagione. Bisognerà saper distinguere l’uomo dall’allenatore, valutando soprattutto il lavoro sul campo e la capacità di rilanciare le ambizioni rossoblù.
Uno spogliatoio da rimettere in ordine
Tra le priorità del prossimo tecnico ci sarà sicuramente quella di ristabilire equilibri e gerarchie all’interno dello spogliatoio. Una rosa numericamente ampia, con diversi elementi che potrebbero trovare nuove opportunità, ma che finora non è riuscita a esprimere con continuità il proprio potenziale.
Di Meo, qualora dovesse essere lui a raccogliere l’eredità di Tiozzo, potrebbe rappresentare un allenatore adatto a gestire una situazione complessa. Il suo carattere deciso e la personalità dimostrata nel corso delle precedenti esperienze potrebbero rivelarsi elementi utili per ricompattare il gruppo.
Resta da capire anche se la società intenderà intervenire nuovamente sul mercato. In tribuna ci sono elementi che nella passata stagione hanno avuto un ruolo da protagonisti e che lo stesso eventuale nuovo allenatore conosce bene. Una possibilità da valutare per recuperare risorse tecniche già presenti nell’organico.
Montervino, il futuro resta un’incognita
Non meno delicata è la questione legata a Francesco Montervino. Il direttore sportivo, almeno per il momento, sembrerebbe essere stato risparmiato dalle decisioni societarie che hanno portato all’esonero di Tiozzo. Ma la sua posizione può davvero considerarsi al sicuro?
La costruzione della rosa e le scelte di mercato sono inevitabilmente sotto osservazione. Alcune operazioni, come quelle che hanno portato in rossoblù Bonavolontà ed Eijgenraam, non hanno finora prodotto il rendimento atteso. Di contro, Falzerano e Taurino, pur alternando prestazioni positive ad altre meno convincenti, stanno offrendo un contributo importante.
Un bilancio che lascia spazio a più di una riflessione. Montervino resta al suo posto, ma non è detto che la situazione sia definitivamente consolidata. Molto dipenderà anche dalle prossime decisioni della società e dagli eventuali confronti con il nuovo allenatore.
Se la scelta dovesse ricadere su Pino Di Meo, ci sarebbe inoltre da trovare la giusta sintonia tra due personalità certamente forti. Un rapporto professionale che potrebbe rivelarsi determinante per il futuro del progetto tecnico rossoblù. Anche su questo fronte, dunque, le risposte sono ancora attese.
Remare tutti nella stessa direzione
Adesso la parola passa alla società e alle prossime decisioni. Il Taranto ha bisogno di ritrovare serenità, compattezza e soprattutto risultati. I calciatori ci sono, ma serve la giusta alchimia per trasformare una rosa potenzialmente competitiva in una squadra capace di lottare concretamente per gli obiettivi stagionali.
Anche la tifoseria è chiamata a fare la propria parte. Le delusioni sono tante, la pazienza è stata messa a dura prova, ma dividere ulteriormente l’ambiente sarebbe il peggior errore possibile. Occorre remare tutti nella stessa direzione, senza dimenticare che l’obiettivo comune resta il rilancio del calcio rossoblù.
Per Pino Di Meo, se davvero dovesse arrivare la chiamata, quale occasione migliore per provare a farsi perdonare dal popolo tarantino se non quella di riportare il Taranto ai vertici? E per Montervino, invece, sarà ancora tempo di costruire oppure la società sta valutando anche altri scenari?
Per ora restano interrogativi, indiscrezioni e situazioni ancora da definire. Una cosa, però, sembra certa: in casa rossoblù le sorprese potrebbero non essere finite.















