di Domenico Ciquera
Questa mattina abbiamo intervistato Luca Brunetti, ex calciatore del Taranto, autore del favoloso gol da 75 metri contro il Pescara, nonché bandiera del club rossoblù. Con lui abbiamo parlato della situazione attuale in casa Taranto.
Situazione odierna in casa Taranto: “Questa è un’agonia che va avanti dalla fine della primavera dello scorso anno, una lunga agonia. Io mi auguro che presto si risolva, in un modo o nell’altro, perché non si può tenere una città a soffrire, un’intera tifoseria. È vero che nella vita ci sono cose più importanti, però anche lo sport fa parte del sistema sociale di una città. Quindi è importante che succeda qualcosa quanto prima.”
Picerno – Taranto: “Io ho fatto 20 anni da professionista, sono stato anche capitano di squadre di calcio, sia a Taranto che altrove. Sono rimasto malissimo per il risultato che è venuto fuori contro una squadra che giocava con dei ragazzini. Nella vita bisogna ridimensionarsi in tutto, nello sport ancora di più. Chi fa calcio, anche a livello dilettantistico, non deve mai deridere l’avversario. Qui si stava giocando contro dei ragazzini, non contro degli uomini, quindi è sbagliatissimo quello che è successo. Si vincono le partite, ma quando vai sul 2-0 ti fermi. Non voglio andare oltre, ma secondo me è venuta meno la società o l’allenatore, che doveva dire come andavano fatte le cose.”
Parole di Greco: “Io non so nemmeno chi sia questo Greco. Ho giocato a certi livelli, quindi questi personaggi non li conosco. Però non si fanno certe dichiarazioni, perché poi quello che si dice, nel bene e nel male, torna sempre nel mondo del calcio.”
Ricordo più bello: “Io sono sempre stato bene a Taranto, ho passato quattro anni bellissimi. Sono ancora nel cuore dei tifosi dopo 30 anni. Cosa devo dire? Un gruppo di amici, una squadra fortissima, ci siamo voluti bene. Però è vero che, soprattutto negli ultimi due anni, avevamo una società forte. Negli ultimi tre anni, perché abbiamo avuto Fasano, poi nel secondo anno è subentrato Carelli. Sono stati tre anni con una società forte, un presidente con gli attributi. Quando hai quella stabilità, hai una sicurezza economica, hai tutto e stai bene. Abbiamo sofferto un po’ nel primo e nell’ultimo anno, ma nel secondo e terzo anno abbiamo fatto grandi campionati. Perché quando ci sono giocatori forti, è facile vincere le partite, grazie anche alla società. Purtroppo, in questi ultimi periodi, questo è venuto meno. Può capitare di trovarsi in difficoltà, ma non è stata una cosa improvvisa. Già lo scorso anno, quando il Taranto andava benissimo ed era arrivato secondo in classifica, la società sapeva quali fossero i bilanci. Probabilmente, già a metà dello scorso campionato avrebbero dovuto chiedere aiuto. Qualcuno sarebbe anche venuto, visto il campionato che stava facendo il Taranto, a soccorrere la società. Però ritrovarsi a giugno con tutti i problemi che sono venuti fuori e che già c’erano… Chi è che viene a dare una mano a un agonizzante?”
Messaggio ai tifosi: “Ai tifosi c’è da dire poco. Più che altro, qui sono le istituzioni, l’imprenditoria, il Comune che devono fare qualcosa. I tifosi, poveracci, più di così non possono fare. Si deve cercare di trovare una soluzione. Dirlo è facile, farlo è difficile. In questo momento, però, non c’è altra soluzione. I tifosi non possono fare nulla. Chi può cercare di sbrogliare la matassa, a parte ripartire da zero? Ora è più facile ripartire da zero che salvare capra e cavoli. Bisogna cercare di venire incontro e dare una mano al sistema. C’è anche il fatto che, tra un anno o due, ci sarà lo stadio nuovo, quindi potrebbe essere appetibile per qualche imprenditore o per qualcuno che vuole fare questo passo avanti. Credo sia arrivato il momento opportuno. Questa è la cosa positiva di questo periodo nero.”














