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Fidelis Andria-Taranto 3-0, la fotogallery

Taranto, la crisi come opportunità

Rossoblu al lavoro da ieri pomeriggio: sabato derby col Foggia a prezzi ridotti

RASSEGNA STAMPA DEL PRIMO MARZO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO

L’etimologia della parola “crisi”, mutuata dal vocabolario greco antico, offre interpretazioni diverse, scevre da quell’accezione drammatica e negativa che ha assunto nel corso del tempo. “Krisis” sottende alla “soluzione implicita al problema stesso”: schiude alla riflessione, alla valutazione, al discernimento. Crisi è “opportunità”. E’ presupposto di miglioramento, di perfezionamento, di correzione propedeutica ad un’evoluzione futura favorevole. Quasi “occasione”, la crisi. Ed il Taranto deve sfruttarla, in un momento surreale eppure non estremamente tragico. Non deve cedere alla destabilizzazione consegnata da un traumatico passaggio a vuoto contro una Fidelis Andria invischiata nelle sabbie mobili dei play out eppur reattiva, furba e cinica nell’aggredire le superficialità tattiche disseminate dagli stessi ionici. Non deve confutare assolutamente quella “cultura del progetto” adottata con successo un anno fa, quella linea di continuità e di sinergia promossa dagli stati generali della dirigenza, quella fiducia accordata con merito a figure professionali, umane e competenti, neofite quanto ambiziose, permeate dal talento e dalla vocazione al dialogo, alla ricerca, allo studio, all’approfondimento. Il Taranto deve razionalizzare il periodo ambiguo e riorganizzarsi con umiltà ed equilibrio, dopo l’esplosione inevitabile dell’ansia al cospetto del pesante ed inaspettato passivo incassato al “Degli Ulivi”. Non è stato un mese di febbraio propizio: l’intensità di quel calendario agonistico rimodulato dai vertici della Lega Pro è stata frammentaria, quindi trasferita in un marzo che consterà di sei gare e mezzo per la compagine rossoblu, complici i recuperi delle sfide esterne con Vibonese (parziale, valido per quaranta minuti, in itinere un pareggio a reti inviolate nel primo tempo) e con il Palermo nell’epilogo. Leggere il nome del Taranto inserito nel limbo della graduatoria, con le agguerrite concorrenti che incalzano alle spalle per liberarsi dalla zona pericolosa, innesca uno stato di panico comprensibile nell’immaginario collettivo ionico e non solo: ma la tentazione di provvedimenti drastici equivale ad un errore da non commettere. Perché il viaggio intrapreso dalla squadra di Giuseppe Laterza è stato idoneo, coraggioso, rispettoso delle aspettative e della missione prioritaria della conservazione della categoria professionistica ritrovata dopo anni di sacrifici ed umiliazioni. Un percorso che deve essere concluso nel modo positivo richiesto. A mente fredda, aritmeticamente manca davvero pochissimo per blindare il traguardo. La simbiosi fra teoria e pratica, fra educazione al lavoro e disciplina psicologica ha rappresentato il criterio ed il segreto di questo Taranto: un organico costruito all’insegna dell’ispirazione e dell’inserimento delle giovani leve, supportate dall’esperienza di elementi arruolati per l’impresa. E l’esordiente Giuseppe Laterza, che di genesi di programmazioni se ne intende (vivaio del Fasano docet, insieme con la promozione in riva allo Ionio), ha dimostrato di saper onorare l’incarico, catechizzando alla mentalità, all’entusiasmo ed alla responsabilità ecumenica ed individuale, senza sottrarsi alla spiegazione dei suoi concetti, delle sue scelte, alla vivisezione delle prestazioni e degli episodi. Lo stratega ideale per superare lo stato d’emergenza, forte della sua ideologia meritocratica e della lettura degli eventi. Un girone fa, la svolta tattica del Taranto, che ribaltò il temporaneo vantaggio dei federiciani allo Iacovone, snodandosi in quel 4-2-3-1 che poi avrebbe raccolto applausi, debuttante e proficuo sin dal derby di Foggia, interessante per la qualità garantita e la coralità offensiva, aldilà dei risultati finali, spesso bugiardi. Ora, un nuovo anno solare inceppato al casello delle vittorie, mai conseguite. Un dato che intristisce un popolo troppo spesso incline a demonizzare dopo aver osannato. Le domande affiorano, è essenziale cercare le risposte, rintracciando i motivi di un’atipica involuzione: forse le esigenze e le richieste specifiche, in occasione della sessione di mercato invernale, non sono state adeguatamente soddisfatte? Nel calcio è fondamentale la funzionalità delle pedine al sistema tattico applicato da un allenatore: limatura con caratteristiche più precise per quel che concerne i reparti di attacco e di centrocampo, allo stato attuale poco collaborativi, poco avvezzi all’impostazione ed alla manovra palla a terra, soprattutto scarsamente pragmatici in area avversaria. Un modulo ripristinato, il 4-3-3,comunque rinnovato dalle virtù offerte da Di Gennaro, mediatore fra l’asse nevralgica ed un ingranaggio propositivo che sta singhiozzando, fra assenze, imprecisioni ed impulsività fatali. Il carnet di alternative per la batteria offensiva risulta addirittura impoverito, considerati i recenti infortuni dei neo acquisti Barone e Manneh e la ricaduta di Falcone. Il sospetto di una sorta di “rilassatezza implicita” da parte dei giocatori, dettata da una sicurezza eccessiva nella quota suggellata in classifica, s’insinua in uno strano smarrimento dell’identità e nelle prove deludenti. Ieri pomeriggio, intanto, i rossoblu hanno inaugurato la preparazione in vista dell’affascinante derby col Foggia, in programma sabato prossimo fra le mura amiche dello Iacovone, con fischio d’avvio alle ore 17.30. La squadra si è concentrata sulle esercitazioni in fase di possesso, dopo aver effettuato il consueto riscaldamento tecnico; è stato anche curato il lavoro aerobico, prima della disputa di una partitella a campo ridotto. Nella giornata di domenica, la società ionica aveva revocato il silenzio stampa imposto nell’immediato dopogara di Andria, ed aveva rivolto un appello agli appassionati sostenitori ad accorrere ed accomodarsi sugli spalti. “In considerazione del momento decisivo del campionato, particolarmente delicato per la compagine rossoblu, la proprietà del Taranto chiama a raccolta la tifoseria tutta a sostegno della squadra- recita la nota ufficiale- A tal proposito, in occasione della gara che si disputerà allo Iacovone, sabato prossimo contro il Foggia, si è deciso di ridurre del 50% il costo dei tagliandi di ingresso, in ogni ordine di posto”.

Tags: Taranto FC 1927
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