RASSEGNA STAMPA DEL 28 MARZO 2023 – TARANTO BUONASERA
di Alessandra Carpino
Consapevolezza nei propri mezzi, interpretazione sinergica, creatività, audacia e dinamismo. E la continuità permeata di entusiasmo che coinvolge Christian Tommasini, l’attaccante ritrovato ed autore della doppietta che qualifica un pareggio pirotecnico. E’ il racconto della sfida fra Taranto ed Avellino, un duello classico sui palcoscenici del calcio meridionale, che termina con il punteggio di 2-2, in cui sono gli ionici a farsi raggiungere dai rivali irpini in due circostanze di vantaggio e negli epiloghi di entrambi i tempi di gioco. Un’ulteriore e perentoria tappa verso la conquista dell’obiettivo prioritario della permanenza in categoria, per la squadra rossoblu allenata da Ezio Capuano, la quale sfrutta la seconda partita consecutiva fra le mura amiche dello stadio Iacovone: privo degli infortunati Manetta, Diaby, Crecco e Semprini, il Taranto non altera la sua base tattica improntata al 3-5-2 ed evidenzia solo due innesti diversi rispetto al derby con la Virtus Francavilla, ovvero Sciacca titolare in difesa ed il ritorno di Labriola in versione playmaker. Capuano sperimenta l’ex Foggia sul polo mancino della triade di retroguardia, completata dai soliti Evangelisti ed Antonini, a protezione di Vannucchi ubicato fra i pali, mentre ricompone una linea nevralgica votata al pragmatismo, alla corsa ed all’aggressività- requisiti annunciati come indispensabili alla vigilia per affrontare l’Avellino- affidando le fasce rispettivamente destra e sinistra ai veterani Mastromonaco e Ferrara, ripristinando Romano e Mazza nelle zone interne di pertinenza, ai lati di Labriola sistemato in cabina di regia. Non muta il binomio offensivo, nel quale cresce l’intesa fra Bifulco ispiratore e Tommasini che aggiorna e rimpingua la personale graduatoria da capocannoniere rossoblu. “Penso che il Taranto abbia disputato una partita molto attenta, non sbilanciandosi, verticalizzando tantissimo secondo il nostro concetto di gioco e studiando l’avversario- ha commentato lo stratega ionico a fine gara- La mia grande soddisfazione è aver preso l’Avellino sempre in ampiezza: non ho dato punti di riferimento né ad Auriletto né a Moretti, non ho concesso agli attaccanti irpini di giocare sulle figure, costringendoli sull’esterno, cercando sempre l’estensione: penso che questa sia stata una creatività ed un’intuizione ottima”. “I ragazzi hanno disputato una partita perfetta sotto tutti i punti di vista: nell’aggredire, nell’annullare le iniziative antagoniste, nel togliere la profondità a Kanoute, nell’accorciare sulle giocate verso Marcone, anche nello sfilare operando con due punte larghe che sfruttassero l’ampiezza lunga dietro i terzini Tito e Rizzo- ha analizzato Capuano-Il risultato non è veritiero, non rispecchia l’andamento della gara. Se avessimo vinto, staremmo parlando di miracolo. Invece abbiamo conquistato un punto importante contro un organico che costa circa nove milioni, dai valori notevoli: noi abbiamo schierato quattro under titolari, una formazione molto giovane”. La crescita della manovra e l’intraprendenza ecumenica in tema di costruzione sono state evidenti: Ezio Capuano rintraccia un altro criterio indovinato nel movimento variato di Labriola in regia (il centrale prodotto del vivaio del Napoli è stato persuasivo nelle propulsioni, confezionando anche l’assist per il raddoppio): “Metto in campo chi sta bene, a prescindere dall’avversario. Non abbiamo difeso con dieci elementi dietro la linea della palla, poiché ho optato di lasciare alto Labriola: è stata una bella intuizione, ha ostacolato l’avanzata dei due centrali dell’Avellino”. “Gli irpini hanno creato poco ed il secondo gol nasce da un calcio d’angolo, un gesto balistico forse viziato dal fuorigioco. Non ho visto una parata di Vannucchi: veniva fuori Kanoute ma l’ottemperavamo bene, non rompevamo la linea coi difensori ma lo prendevamo a uomo con Mazza o con Romano, altra mossa indovinata- ha approfondito l’allenatore- Prestazione importantissima nei dettagli della preparazione della stessa, così come nell’aspetto organico-muscolare perché abbiamo tenuto dei ritmi altissimi. Schieravamo calciatori brevilinei a centrocampo, al cospetto di un antagonista più strutturato, ma sulle seconde palle siamo stati abili ad accorciare. Non ci snatureremo sino alla fine del torneo”. Lodato anche il contributo elegante elargito da Bifulco: “Una certezza. Non ha segnato ma ha disputato una prova stratosferica: è aumentato nella condizione ed ha aiutato Tommasini ad esprimersi. La squadra ha verticalizzato di più, ha amministrato l’azione, ha palleggiato con frequenza sul primo campo avversario, liberando il dinamismo di Mastromonaco sulla corsia destra, sino a costringere l’Avellino a dialogare in orizzontale, un dogma che “regalo” a tutte le squadre”. Incassare due gol in una stessa partita è quasi un unicum per un Taranto efficace nell’equilibrio e nella conservazione: “La difesa ha operato bene, anche nel momento della sostituzione di Evangelisti- ha affermato Capuano- Volevo rafforzare la zona sinistra con più centimetri e magari conferire più rapidità a destra. Così abbiamo chiuso con l’innesto di Formiconi, nonostante fosse reduce da un infortunio e con un solo allenamento alla vigilia del match: Manetta l’abbiamo perso per una distrazione al flessore, quindi avevamo fuori due terzi della retroguardia titolare. Sono soddisfatto di Sciacca, autore di una grossa prestazione sotto tutti i punti di vista”. Obbligatorio uno sguardo alla classifica: “Con una vittoria, che avremmo strameritato, avremmo posto un mattone importantissimo sulla salvezza, ma ci sarà da soffrire sino alla fine- ha dichiarato il tecnico rossoblu- Sono cinque i punti che separano il Taranto dalla zona play out: avremmo potuto realizzare un capolavoro, ottenere la sicurezza a quattro giornate dalla conclusione della stagione regolare sarebbe stato eclatante”. “Ho fatto due calcoli- ha confidato in chiosa Capuano- Con un punto dovremmo essere salvi, perché ritengo che sia difficilissimo che Andria e Viterbese (distanziate rispettivamente quindici e quattordici lunghezze, ndr) possano recuperarci sette punti in quattro partite. Con due punti, invece, dovremo avere la certezza di evitare il rischio play out ed il quintultimo posto. Ecco perché sono rammaricato”.













