di Luca Chianura
La squalifica di Francesco Montervino era attesa, ma la sua durata ha acceso il dibattito nell’ambiente rossoblù. Il direttore sportivo del Taranto è stato inibito fino al 29 novembre 2026 dal Giudice sportivo territoriale del Comitato regionale FIGC-LND Puglia, in seguito all’espulsione rimediata domenica sera durante Taranto-Soccer Trani, terminata 1-0.
Una decisione che ha suscitato numerose reazioni sui social network e nei gruppi WhatsApp dei tifosi tarantini. Pur nel rispetto del provvedimento dell’organo giudicante, una parte dell’ambiente rossoblù ne contesta la severità e chiede uniformità nell’applicazione delle sanzioni disciplinari.
Il confronto con il caso Di Meo
Al centro delle discussioni c’è anche il confronto con quanto accaduto dopo la finale di Coppa Italia di Eccellenza pugliese tra Bisceglie e Taranto, quando il tecnico biscegliese Pino Di Meo fu protagonista di un gesto polemico ripreso dalle telecamere.
Da qui la domanda che circola tra i sostenitori rossoblù: perché, secondo la loro lettura degli episodi, a Montervino è stata inflitta una squalifica fino al 29 novembre, mentre per il gesto attribuito a Di Meo non risulterebbero provvedimenti analoghi?
Il paragone alimenta le polemiche, ma per valutare eventuali disparità sarebbe necessario confrontare le circostanze dei due episodi, gli atti ufficiali e le eventuali decisioni disciplinari adottate. Il dibattito, tuttavia, evidenzia la richiesta di criteri chiari e coerenti nelle valutazioni degli organi competenti.
Il peso della piazza rossoblù
La vicenda assume particolare rilevanza per una società che rappresenta una città con una grande tradizione calcistica e una tifoseria numerosa. Il Taranto, presieduto da Sebastiano Ladisa, può contare su un bacino d’utenza importante e su una partecipazione significativa del pubblico nelle prime gare disputate nel rinnovato stadio Erasmo Iacovone.
La presenza sugli spalti e il legame tra la squadra e il territorio sono elementi che testimoniano le ambizioni della piazza, impegnata a ritrovare un ruolo di primo piano nel calcio pugliese. Proprio per questo, nell’ambiente rossoblù cresce la richiesta che il club venga rispettato e che ogni decisione disciplinare sia valutata secondo criteri uniformi.
Domenica c’è la trasferta contro l’Unione Calcio Bisceglie
Le polemiche, intanto, si intrecciano con gli impegni del campionato. Il Taranto è atteso domenica dalla difficile trasferta sul campo dell’Unione Calcio Bisceglie, una gara da affrontare con concentrazione, determinazione e la volontà di migliorare il rendimento lontano dallo stadio Iacovone.
All’orizzonte c’è anche un appuntamento importante per la corsa al vertice: l’8 novembre i rossoblù ospiteranno la capolista Squinzano. La distanza in classifica può ancora essere recuperata, ma serviranno continuità di risultati e prestazioni convincenti.
In un mercoledì sera in cui il calcio parlato ha finito per prendere il sopravvento su quello giocato, il messaggio per il Taranto resta dunque quello di concentrarsi sul campo. Le discussioni sulla squalifica di Montervino proseguiranno, ma la risposta più importante dovrà arrivare dai risultati della squadra.















