Il Taranto visto domenica allo Iacovone schierato con un 3-4-3, opposto all’ordinato Casarano, a sua volta messo in campo da Bitetto col 3-5-2, è stata una squadra dai due volti: ordinata ed efficace nella fase difensiva, lenta e prevedibile nella fase offensiva.
Certamente dopo le due vittorie fuori casa ci si aspettava un atteggiamento da parte della squadra diverso, aggressivo, di grande personalità. Invece così non è stato. Di fatto, si spiega così lo scialbo pareggio a reti inviolate nonostante la supremazia territoriale degli uomini di mister Panarelli.
Nel primo tempo, l’unico sussulto da parte dei rossoblu, è stato il colpo di testa di Olcese su una perfetta imbucata di Genchi dalla sinistra. Poi null’altro, se non per il Casarano un’occasione da calcio d’angolo sventato nel finale dall’attento Sposito.
La squadra, per quanto riguarda l’aspetto tattico, si è presentata come detto prima con un 3-4-3, con i tre difensori Benvenga , Luigi Manzo e Ferrara, bravi ed attenti nel recupero immediato della palla che nella marcatura preventiva.
In mezzo al campo con Matute e Cuccurullo, sugli esterni a destra Guaita e a sinistra Marino, in attacco con Olcese al centro ed ai lati Genchi a destra e D’Agostino a sinistra.
In fase di possesso la squadra ha evidenziato difficoltà nella costruzione della manovra lenta ed elaborata, dando appunto al Casarano, la possibilità di sistemarsi tra linee difensive dando pochissimi spazi ai tentativi di attacchi da parte della compagine rossoblu.
E’ mancata la velocità di esecuzione nella trasmissione della palla, giocata a ritmi lenti più volte in larghezza e con pochi tentativi di verticalizzazione. Si spiega così una partita con sparute occasioni da rete da parte del Taranto. Nel secondo tempo tatticamente poco è cambiato nonostante alcuni cambi, se non la posizione di D’Agostino spostato al centro tra le linee d’attacco.
Giuseppe Minosa













