Da ieri sera tutte le analisi sulla partita del Taranto si sono incentrate sul novantesimo minuto e sull’ennesimo rigore sbagliato dai rossoblù sena pensare al poco o nulla visto fino a quel momento da parte dei nostri. Non commenterò però la gara ne il rigore fallito ma voglio partire dalle parole del mister a fine gara, fermo restando che non esiste un problema calci di rigore, esiste l’attitudine a calciarli, l’allenamento costante e quotidiano che non necessariamente deve essere il mister a curarlo, è interesse del singolo, è lui a fermarsi a fine allenamento e migliorarsi dove pensa di doverlo fare.
Dicevo delle parole del mister, sempre garanzia di onestà morale e intellettuale, ha ammesso l’errore di aver tardato dei cambi quando tutti vedevamo che la squadra era in difficoltà a centrocampo, chapeau mister, vero uomo che non si nasconde dietro alcun alibi. Giusto anche difendere i propri ragazzi da possibili critiche che, guardando la classifica, sarebbero davvero fuori luogo se pensiamo da dove veniamo e cosa ci aspettavamo a settembre.
Da dove nasce allora il malumore che si sente intorno alla squadra o meglio ai suoi risultati? Da quella sensazione che potevamo fare di più. Sarò molto chiaro, questa squadra ha fatto il suo e fatto bene in ogni partita in un campionato che ci avevano detto durissimo ma che si sta rivelando di una mediocrità pazzesca pertanto, i punti persi contro squadre nettamente inferiori alla nostra lasciano l’amaro in bocca, abbiamo quella sensazione che se non avessimo sprecato almeno le partite casalinghe contro il Monterosi, Vibonese, Messina, Paganese e Campobasso ieri, la nostra classifica sarebbe MERITATAMENTE diversa al di la delle cavolate su neopromosse, matricole e budget.
Ovviamente ci si domanderà, ok, di chi è la colpa allora? Non bisogna cercare colpevoli in ogni circostanza ma cause e se io dovessi rispondervi direi, ed è un mio pensiero personale, che la colpa è di quegli alibi che ci siamo creati, siamo neopromossa, siamo una matricola, eh ma il budget, tre frasi che ci hanno fatto accogliere positivamente anche il pareggio più scialbo, tanto va bene così, tanto dobbiamo salvarci, tanto pure che andiamo ai playoff, basta muovere la classifica…. Occhio però, che a prendere un caposotto niente ci vuole. Grattatevi pure ma ho visto fare brutta fine a squadre che erano prime in classifica alla fine di gironi di andata.
La testa è fondamentale, spesso anche più dei piedi. Non drammatizziamo però più di tanto su questi tre pareggi consecutivi, non dimentichiamoci il cammino fatto e andiamo a prenderci i tre punti a Viterbo, di testa, di rabbia e proseguiamo fino alla fine perché siamo il Taranto. E chi si accontenta non gode. Rosica per quello che non ha e poteva avere!
Maurizio Corvino














