Speravamo non arrivasse mai questo periodo e il cammino avuto nel Girone di andata sembrava ce lo avesse scongiurato. Invece eccoci, entrati nel tunnel della paura con quel precedente del 2017 che è ancora ferita aperta seppur con le dovute differenze. Quella era una squadra che un’inesperta società aveva lasciato allo sbando fidandosi troppo di qualcuno mentre oggi, pur riconoscendo difficoltà e difetti, la Società c’è ed è presente e la squadra ha una guida tecnica di tutto rispetto che anzi cerca di parare ad errori non suoi. Si, perché mister Laterza, nel suo peggior momento calcistico tarantino sta cercando di mettere in campo una squadra che grazie o per colpa dell’ottimo girone di andata aveva illuso forse non solo i tifosi ma anche la dirigenza che ha pensato bene di non intervenire a Gennaio perché non si sapeva chi sacrificare, perché poi la salvezza era a due passi. Il problema è che in otto partite di passi ne abbiamo fatti mezzo e adesso abbiamo il fiato sul collo di Messina e Paganese e una partita contro il Foggia che anticiperà il recupero di Vibo in settimana… In tre giorni ci si gioca molto… moltissimo. Si attende una reazione di rabbia, di voglia e di atteggiamento in campo che mancano da Torre del Greco. Galeotta fu Torre del Greco. Da quella vittoria è nata la crisi attuale. Da una sopravvalutazione di quanto fatto fino a quel momento. Ma evidentemente si era dato il massimo. Il limone era spremuto e non v’è rimasta polpa.
Adesso sia chiaro, dire che questa squadra oggi rischia la retrocessione è pura follia, oggi… dire che questa squadra ha intrapreso un percorso involutivo che in confronto alle altre in netta ripresa ci fa preoccupare è realtà… dire che questa squadra sembra trascinarsi in campo mentre le altre ci sorpassano al doppio della velocità è oggettivo… come è oggettivo che c’è un problema al quale noi comuni mortali non possiamo dare risposta e sicuramente genera una serie di illazioni che proprio in questo momento la Società deve mettere a tacere intervenendo, parlando, chiarendo, interloquendo con la stampa, con la gente, con i propri tifosi rassicurandoli. Da buon padre di famiglia. Per un anno e mezzo sono stati bravi i figli maggiori (Allenatore e Direttore Sportivo) a fare da parafulmine in ogni circostanza ma oggi, nel momento maggiore del bisogno, deve essere il capofamiglia, la proprietà a metterci la faccia. Da questa situazione se ne deve uscire tutti insieme, tifosi, stampa, squadra, allenatore, dirigenza tecnica ma soprattutto proprietà.
Non basta e non serve oggi fare appelli alla presenza allo stadio o dimezzare i prezzi, la piazza che non è mai stata contenta nemmeno quando si vinceva ora sta vivendo questo periodo negativo con un allontanamento dallo Stadio, anche contro il Foggia ci sarà lo zoccolo duro, quei tifosi che ci sono e ci saranno sempre, ovunque e comunque. I soliti 2500/3000. Per gli altri ci sono i social e le loro tastiere per rivendicare un diritto a contestare (che non hanno) e ricordare tempi che forse non hanno nemmeno vissuto. Ma fa alibi…
Il Taranto è di chi lo ama sempre.
Forza mister, forza ragazzi, forza TARANTO è ora di tornare a vincere!















