Non una semplice lettera, ma un manifesto d’amore verso una squadra e una città. Alla vigilia della partita che può riportare il Taranto in Serie D, la Famiglia Ladisa ha scelto di rivolgersi direttamente ai calciatori rossoblù con un messaggio intenso, intriso di orgoglio, appartenenza e riconoscenza.
“Ci sono momenti che la storia non dimentica. Domani è uno di quelli”. È da queste parole che prende forma l’appello rivolto ai protagonisti di una stagione vissuta tra difficoltà, sacrifici e ripartenze inattese.
La proprietà ricorda il punto di partenza di questo percorso: una realtà ricostruita praticamente dal nulla, in un momento in cui “non c’era neanche un pallone” e il peso delle delusioni sembrava aver spento ogni speranza. Eppure, sottolineano i Ladisa, il gruppo non ha mai smesso di crederci.
“Siete rimasti in piedi. Avete corso. Avete lottato come se questa maglia fosse la cosa più preziosa che avete”. Una maglia che, nel messaggio, assume un significato che va oltre il calcio: “Non è un indumento, ma una dichiarazione. È il grido di una città che non si arrende”.
Taranto viene descritta come una terra “antica, fiera, ferita e maltrattata, ma mai domata”, simbolo di un Sud che vuole rialzarsi e riaffermare con orgoglio la propria identità.
La lettera ripercorre anche la scelta della famiglia proprietaria di investire nel club quando sarebbe stato più semplice voltarsi dall’altra parte. “Abbiamo raccolto questa maglia da terra per restituirle dignità, perché Taranto non merita di essere dimenticata. Taranto merita di essere celebrata”.
Nel messaggio trova spazio anche il riferimento al futuro e al ritorno allo stadio Iacovone, destinato a riaprire le proprie porte: “La nostra casa. Finalmente la nostra casa”. Un luogo chiamato a tornare teatro di passione e appartenenza, pronto ad accogliere nuovamente il popolo rossoblù.
Alla squadra viene chiesto di affrontare la sfida decisiva con piena consapevolezza del proprio valore. “Siete coloro che hanno riacceso il fuoco. Entrate in campo sapendo chi siete. Non serve altro”.
Parole che assumono il tono di un ringraziamento anticipato verso un gruppo definito “famiglia”, capace di incarnare una rinascita non soltanto sportiva, ma anche umana e territoriale.
“Ogni contrasto è una risposta alla rassegnazione. Ogni gol è un atto di giustizia. Ogni minuto che correte è un messaggio potente: Taranto è viva, Taranto è forte, Taranto non si piega”.
Il messaggio si chiude con un invito a giocare con determinazione e gioia, nella consapevolezza di stare scrivendo una pagina importante della storia rossoblù. “Questo progetto non è mio o di mio fratello, non è vostro: è nostro. È di questa città”.
Infine, il saluto che racchiude il senso più profondo dell’intera lettera: “Domani avete la possibilità di scrivere una pagina che questa città non dimenticherà. Forza Taranto. La nostra casa vi aspetta. La vita vi aspetta. Noi vi aspettiamo per vivere un altro anno insieme”.
E l’ultima frase, semplice e potente, destinata a restare impressa nel cuore dei tifosi: “Grazie di tutto. E viva il vostro futuro”.














