Giuseppe Laterza, allenatore del Taranto F.C. 1927, è stato ospitato dalla redazione di “GiornaleRossoBlu.it” nel corso della prima puntata di “Football Club” del 2022. Il tecnico rossoblù ha commentato quello che è il momento critico legato alla pandemia, ma ha anche espresso le proprie opinioni in merito all’andamento di questa stagione.
LA PANDEMIA – Purtroppo, ci ritroviamo nuovamente in un periodo non piacevole da vivere, anche per noi sportivi. Dobbiamo fermare il nostro lavoro e siamo costretti ad allenarci con l’angoscia del virus. In questo momento però la priorità è la salute, quindi reputo corretta la decisione di fermare momentaneamente il campionato. Ovviamente ciò comporterà un calendario più fitto alla ripresa, ma ci penseremo dopo. Anche noi abbiamo dei ragazzi positivi nel gruppo, per fortuna sono tutti asintomatici.
LO STAFF MEDICO – In un gruppo è importante poter contare su uno staff affidabile e competente. Lo staff medico del Taranto incarna queste caratteristiche. Il Medical Center lavora costantemente a finché io possa recuperare i giocatori nel minor tempo possibile.
I RECUPERI – L’unica cosa positiva di questo periodo di pausa, è data dal fatto che ho potuto recuperare alcuni ragazzi. Ferrara da domani tornerà a lavorare pienamente con il gruppo; Riccardi ha invece svolto l’ecografia di controllo, dalla quale è emerso il fatto che possa tornare a lavorare anch’egli sul campo.
IL MERCATO – Credo che nessuno del nostro gruppo abbia l’idea di andare via. Sarebbe difficile per loro trovare un ambiente simile, c’è un forte legame personale fra noi. Con la partenza di Italeng si libera uno slot, è ovvio che nei ruoli principali è sempre meglio avere un’abbondanza di giocatori, ma non bisogna acquistare per fare numero, è importante ponderare bene le scelte; sono certo che la società, nella persona di Montervino, sia sempre attenta e vigile sul mercato.
I MOMENTI DELLA STAGIONE – La settimana immediatamente precedente alla sconfitta contro il Bari è stata sicuramente la più difficile da quando sono qui. Per via delle tante assenze, mi sono ritrovato a dover preparare una partita molto importante per tutto l’ambiente dovendo cambiare modo di giocare ed i vari schemi. Ovviamente da quella sconfitta ne siamo usciti più forti, ci siamo parlati come si fa fra uomini e abbiamo preparato al meglio la partita contro il Picerno. Contro la Turris invece siamo scesi in campo con il desiderio di sfatare quel tabu che ci vedeva quasi sempre sconfitti in trasferta e abbiamo fatto una grande partita. Ciò che accomuna tutti i momenti di questa stagione, da quelli negativi a quelli positivi, è la compattezza del gruppo. Che si vinca o che si perda, lo si fa insieme, da gruppo, da squadra.
IL PROGETTO – Io mi reputo fortunato di poter allenare in questa piazza. Ci tengo a ringraziare la famiglia Giove, Montervino e Galigani. Avere una progettualità è fondamentale, bisogna saper programmare, con il fine di migliorare, anno dopo anno.
MARIO PACILLI – Pacilli è un giocatore che non dovevo presentare io, è un calciatore importante con un’ottima carriera alle spalle. L’abbiamo preso sapendo che era in ritardo di condizione e ho pensato di schierarlo e di farlo giocare perché solo così poteva effettivamente trovare la forma perfetta. Tutti ci aspettiamo da Pacilli qualcosa in più, è un professionista serio.
L’ADDIO DI ITALENG – Italeng è un giocatore con qualità, ha fatto un ottimo precampionato, poi ha avuto un problema alla caviglia che lo ha tenuto lontano dal campo per qualche settimana. Con l’assenza di Saraniti si è ritrovato all’improvviso in campo, mostrando un po’ di difficoltà ad adattarsi nel calcio dei grandi. Le qualità sono indiscusse, potrà dire la sua.
L’ARRIVO IN LEGA PRO – Mi sono sempre ritrovato a dovermi approcciare con una categoria superiore, vincendo in Promozione, in Eccellenza, in Serie D e arrivando finalmente alla Lega Pro. In questa categoria si inizia a respirare l’aria dei “piani alti”; rispetto alla Serie D c’è un mondo di differenza, a partire dall’organizzazione, dalla qualità degli arbitri e dal rispetto che vige fra i giocatori.
Flavio Graps














