di Francesca Raguso
Le aste della Domenica delle Palme rappresentano uno dei momenti più sentiti e identitari della tradizione tarantina. Un rito che si tramanda da generazioni e che coinvolge profondamente i confratelli delle congreghe del Carmine e dell’Addolorata, chiamati ogni anno a contendersi simboli e poste legati alle processioni della Settimana Santa.
A Taranto, la giornata si apre con un’atmosfera unica: sin dalle prime ore del mattino le bande musicali eseguono le celebri marce funebri, partendo da Piazza Immacolata e attraversando via D’Aquino fino a Piazza della Vittoria. È il preludio a uno dei momenti più attesi: le aste, che consentono ai confratelli di aggiudicarsi il privilegio di partecipare attivamente ai Riti.
Come da tradizione, ad aprire è stata l’asta della processione dell’Addolorata, seguita da quella del Carmine. Anche quest’anno si sono registrate cifre importanti, segno di una devozione che resta viva e profondamente radicata.
Asta della processione dell’Addolorata
Tra le aggiudicazioni più rilevanti spicca quella dell’Addolorata, battuta a 100.000 euro. A seguire:
- Troccola: 30.200 euro
- Croce dei Misteri: 11.100 euro
- Crocifisso 2: 7.000 euro
- Crocifisso 3: 5.400 euro
- Bastoncino: 5.000 euro
- Prima posta: 5.000 euro
- Crocifisso 1: 4.700 euro
- Pesare: 2.000 euro
- Mazze: tra i 2.000 e i 2.550 euro
Asta della processione dei Misteri
Ancora più alte alcune cifre legate ai simboli della processione dei Misteri, con il Gesù Morto che ha raggiunto i 103.000 euro e l’Addolorata 65.000 euro. Tra gli altri risultati:
- Troccola: 27.300 euro
- Gonfalone: 8.100 euro
- Croce dei Misteri: 11.000 euro
- Cristo all’Orto: 25.100 e 14.000 euro (sdanghe/forcelle)
- Colonna: 26.600 e 13.800 euro
- Ecce Homo: 10.000 e 5.000 euro
- Cascata: 10.000 e 12.100 euro
- Crocifisso: 35.100 e 10.600 euro
- Sacra Sindone: 24.600 e 10.000 euro
Pellegrinaggio
- Prima posta città nuova: 3.300 euro
- Prima posta città vecchia: 2.500 euro
Numeri che testimoniano quanto la Settimana Santa non sia solo una celebrazione religiosa, ma un vero patrimonio culturale e identitario per la città. Le aste, infatti, non rappresentano una semplice competizione economica, ma un gesto di fede e appartenenza, attraverso cui ogni confratello rinnova il proprio legame con una tradizione secolare.
A Taranto, ancora una volta, la devozione si trasforma in partecipazione concreta, mantenendo vivi riti che continuano a emozionare e unire intere generazioni.













