La società ha fatto suonare il campanello d’allarme, ma purtroppo è stato ascoltato da pochi e tra questi c’è certamente il nostro giornale. I lavori per il rifacimento del Campo B vanno a rilento, il tutto rischia di danneggiare sin dai nastri di partenza, una squadra che si candida seriamente alla vittoria del prossimo campionato di Serie D. Se però non c’è una totale collaborazione di tutte le componenti che mettono insieme l’unità Taranto, si rischia in modo marcato di iniziare anche questa stagione con un piccolo handicap che si spera non si rifletta sui risultati che la squadra maturerà sul campo.
Il direttore generale del Taranto Gino Montella, nel corso della puntata scorsa di 100 Sport Magazine, a cui ha partecipato il nostro editore di GRB Channel Bruno Leoni, è stato piuttosto chiaro. Nessuno dice che il Comune di Taranto non si sia adoperato per mettere a norma il Campo A dello Iacovone. Nessuno vuol togliere i meriti a questa giunta per aver finalmente consentito di dare il via ai lavori di rifacimento del Campo B. Il problema è però un altro. Se ci sono dei tempi, è giusto che vadano rispettati, perché qualora ciò non avvenisse e così al momento pare, a rimetterci sarà la prima squadra del Taranto. Il motivo è semplice. Sul bando è scritto che i lavori del Campo B devono avere fine entro il 9 di Ottobre. Così la ditta ha scritto in calce perlomeno.
A voce invece, è stato detto alla società rossoblu ionica che entro il 15 di settembre, tutto avrebbe avuto termine. Se però tra problemi burocratici di smaltimento del terreno, che potevano ampiamente essere previsti e ferie estive, i lavori sono completamente fermi, ecco che quelle date scritte in calce ed enunciate verbalmente, difficilmente saranno rispettate. La risposta del Comune allo sfogo di Gino Montella fa acqua da tutti i pori. Il sindaco Melucci dice di aver fatto il massimo da un punto di vista istituzionale, ma non comprende che la problematica che sta nascendo rischia di danneggiare il Taranto sia da un punto di vista sportivo che economico.
Il ritardo di consegna del Campo B, porterà la squadra di Ragno ad allenarsi sul Campo A, con conseguente messa a rischio del manto erboso. Fortunatamente essere in estate, lo preserva dalle piogge che però giungeranno con l’arrivo dell’autunno e quindi dell’inverno se la ditta appaltatrice prolungherà i tempi di lavoro. Questo porterà quindi il Taranto nelle prossime settimane, a girovagare per non mettere a rischio l’erba dello Iacovone, o comunque per preparare le trasferte sui campi in sintetico.
Quindi, è certamente positiva la riapertura dei bar, come sono importanti i lavori di messa a norma dell’impianto di illuminazione e di istallazione dei seggiolini, ma se da un punto di vista burocratico tutto è stato fatto, questo non esenta l’amministrazione comunale dal sollecitare la ditta appaltatrice per affrettare i lavori e quindi evitare situazioni spiacevoli. Economiche certamente, perché il Taranto oltre a pagare il canone dovuto per l’utilizzo dello Iacovone al Comune, dovrà eventualmente spendere quattrini anche per le strutture esterne che potrebbero ospitarlo per gli allenamenti.
C’è inoltre da evidenziare, che su terreni pesanti, vi è il serio rischio di ampliare il numero degli infortunati. D’Agostino, Vittorio Esposito, Lanzolla, Oggiano, sono tutti calciatori che nella scorsa stagione hanno fatto la differenza e portano ancora sulle spalle gli infortuni che hanno raccolto nel corso dei mesi. Questo è il danno che rischia il Taranto se i lavori proseguiranno lentamente. Il messaggio è chiaro, è stato lanciato e lo stiamo rafforzando. Ora chi vuole davvero bene al Taranto si dia una mossa.
Maurizio Mazzarella














