di Giampiero Laera
Abbiamo intervistato l’ex direttore generale del Taranto, Gino Montella, il quale ai nostri microfoni ha espresso un suo parere sull’attuale situazione societaria rossoblù. Montella ha anche parlato degli anni in cui ha lavorato riva allo ionio.
Lei è stato direttore generale del Taranto dal 1999 al 2003 e dal 2017 al 2019. Cosa porta dentro di queste esperienze?
Dei miei sette anni a Taranto ricordo la passione che la città aveva per la squadra, soprattutto nella mia prima esperienza dal ’99 al ’03, quando sfiorammo anche la serie B. Ricordo che l’anno che disputammo la finale playoff per la B, facemmo un’operazione di marketing in collaborazione con la Yoga, mettendo in vendita dei succhi di frutta col marchio del Taranto che andarono a ruba. Proprio a testimonianza di come la gente fosse coinvolta e si sentisse parte integrante della società.
Secondo lei, a cosa è dovuto l’allontanamento della maggior parte dei tifosi dallo stadio e dalla società in generale?
Mi dispiace vedere la situazione di adesso. Io penso che la società debba stare più vicina ai tifosi, facendo iniziative che possano far sentire la gente vicino alla squadra. Ho avuto a che fare con il presidente Giove ed è una bravissima persona ma è necessario far ritornare l’amore dei tifosi verso il Taranto Calcio, magari coinvolgendoli in iniziative mirate.
Cosa ne pensa dell’attuale organigramma societario e del ruolo di mister Capuano?
Mister Capuano è una persona molto in gamba, però ripeto, servirebbero altre figure in società a supportarlo. Una società di calcio, secondo il mio parere, deve avere una figura per ogni ruolo da ricoprire. Dare più incarichi ad una persona finirebbe col fare un lavoro non mirato in determinati ambiti. Questi possono essere il mercato, la preparazione atletica e via discorrendo.
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