di Giampiero Laera
Abbiamo intervistato l’ex attaccante del Taranto, Michele Sergi, il quale ha vestito la maglia rossoblù nella stagione 2004-2005. Sergi ci ha raccontato della sua esperienza in maglia rossoblù, dando il suo parere anche sull’attuale stagione del Taranto.
Lei ha giocato in attacco nel Taranto una ventina d’anni fa. In questa stagione la fase offensiva del Taranto non è stata molto prolifica, secondo lei perché?
Prima di tutto bisogna vedere il reale valore della rosa. Nella mia esperienza a Taranto, soprattutto nella seconda parte di stagione avevamo una grande rosa, che ha compiuto una rimonta quasi impossibile, raggiungendo la salvezza.
Ogni squadra, con il proprio allenatore ha il proprio atteggiamento tattico, questo Taranto sicuramente fatica a creare un numero alto di occasioni nell’arco dei 90′ e di conseguenza per un attaccante diventa complicato segnare.
Lei sicuramente ha giocato in uno Iacovone con un pubblico importante, a differenza di quest’anno in cui la gente scarseggia sugli spalti. Secondo lei per quale motivo?
Non conosco le dinamiche interne alla società. Posso parlare della mia esperienza con la maglia del Taranto, che risale a circa venti anni fa e sicuramente il calcio è diverso. Io ho giocato davanti a un pubblico eccezionale, soprattutto quando le cose andavano male, i tifosi tarantini erano ancor più numerosi e ci supportavano dagli spalti. Per una piazza come Taranto, con il pubblico che si ritrova, la Lega Pro è il minimo, hanno un tifo da Serie B. Sarebbe bellissimo vedere il Taranto nella serie cadetta.
Qual è il suo ricordo più bello con la maglia del Taranto?
Diciamo che la mia esperienza a Taranto è stata agrodolce. Sicuramente, per quanto ciò che è accaduto fuori dal campo, con la squalifica che mi fu assegnata per doping, per colpe non mie,non è stata una bella esperienza. Devo però sottolineare che quando ho giocato e sono sceso in campo, mi sono divertito, emozionato e fatto gioire i tifosi con qualche mio gol. Il ricordo forse più bello è la tripletta che misi a segno contro il Melfi, in una partita importantissima che era da dentro o fuori per il discorso salvezza.













