di Francesca Raguso
Tommaso Napoli, ex difensore classe ’67 ed in passato tecnico del team ionico, in vista della gara di recupero del Taranto contro la UC Bisceglie, racconta la sua carriera e analizza il momento dei rossoblù.
La sua carriera da calciatore è partita con l’esordio tra i dilettanti dell’AMAT Palermo. Che ricordi ha?
«Quelli sono bei ricordi. Facevo parte del settore giovanile, uno dei più importanti di Palermo dopo il Palermo Calcio e altre società. Era uno dei migliori degli anni ’80, all’avanguardia. Ho ottimi ricordi: campionati vinti nelle categorie giovanili, allievi, rappresentativa. Poi, a 17 anni, la partenza per la Serie C1 a Licata con Zeman, che mi aveva scoperto calcisticamente».
Nel corso della carriera, in quale squadra si è trovato meglio?
«Ho bei ricordi ovunque: in alcune società ho vinto campionati, in altre no, ma la cosa bella è l’amicizia con i compagni, che rimane nel tempo. Licata, Catania, Cosenza, Marsala, Acireale, Foggia… sono sempre state esperienze bellissime, con città nuove, compagni nuovi e categorie importanti».
Dopo aver smesso di giocare, perché ha scelto di diventare allenatore?
«Ti devo essere sincero? Dei pazzi scatenati… Come dicevano a Coverciano, l’allenatore è “un uomo solo con la valigia in mano”. Devi sempre cercare progetti e società importanti. Ho scelto di allenare per passione, per continuare in questo mondo e insegnare calcio. Ho iniziato nei dilettanti, poi nei professionisti e ora sono di nuovo nei dilettanti. Metto sempre il 100%».
Dal 18 agosto 2012 viene chiamato dal Taranto. Che squadra aveva e cosa non andò?
«C’era una situazione di confusione: due società dentro. Fummo riammessi in Serie D, il Taranto era sparito. La squadra fu costruita in fretta e io venni chiamato poco prima di Ferragosto. Partimmo il 18, ritiro a San Giovanni in Fiore, con 40 giocatori. Dopo 4-5 partite mi esonerarono. Quando prevalse una delle due società io uscii dai progetti. Mi dispiace tantissimo: venivo da una vittoria di campionato con il Cosenza, avevo rifiutato la Vibonese per il Taranto, che considero una delle piazze più belle d’Italia. Da calciatore era una delle piazze più ambite. Mi dispiace non aver potuto dare il mio contributo e non aver avuto il tempo di provarci».
Ha continuato a seguire le vicende del Taranto? Cosa pensa della nuova società e della squadra?
«Purtroppo il Taranto negli ultimi 13 anni ha avuto alti e bassi, società che sembravano importanti ma poi… Oggi siamo ripiombati nella categoria che io chiamo delle “sabbie mobili”, dove alleno anch’io vicino Palermo. Significa che non si è lavorato bene. Ma tante società blasonate – Messina, Turris – hanno avuto problemi. Taranto non merita l’Eccellenza: minimo la Serie C, e le sta stretta. Mi auguro che la nuova società possa dare organizzazione: vedo che ci sono i presupposti per rientrare nel calcio che conta. È stato preso un allenatore bravo come Danucci, che io volevo quando allenavo a Taranto: da calciatore faceva il mediano. È un campionato difficile ma sono stati presi giocatori forti per la categoria, forse anche superiori. L’Eccellenza è dura, bisogna aspettare le ultime giornate. Incrociamo le dita e speriamo di vincere il campionato, risalire in Serie D e poi programmare per la C. Taranto lo merita».
Giovedì il Taranto recupererà la gara contro la UC Bisceglie. Che pensiero ha sulla partita?
«Se giovedì, nel recupero della prima giornata, il Taranto vince contro la UC Bisceglie può ritrovarsi primo in classifica. È partito un po’ in ritardo rispetto alle altre società. Sappiamo che le squadre che puntano a vincere sono Brindisi, il Canosa che l’anno scorso ha sfiorato la D nello spareggio, poi c’è il Bisceglie. È un campionato difficile, non puoi mai abbassare la guardia. Giovedì è un infrasettimanale: sicuramente domenica hanno speso tanto, è finita 3-2. Non so quanti punti abbia in questo momento il Bisceglie, sulla carta è un po’ meno competitivo. Giocando in casa il Taranto ha un vantaggio. Se non si distraggono e non abbassano la guardia possono ritrovarsi primi in classifica».













