di Vito Di Noi – Corriere dello Sport
Il Taranto ha reagito e questa è la notizia principale, tutto il resto ne è la naturale conseguenza, compresa la vittoria dei rossoblù contro il Monterosi con un roboante 2-3. Segnano Fabbro, Antoninin e Kanoute, nel mentre il momentaneo pari di Palazzino e la rete della speranza di Parlati che testimoniano che la retroguardia ionica non è in fase trascendentale. Ma va bene così: Capuano torna a respirare e con lui lo fa tutto il Taranto.
SODDISFAZIONE. Capuano, ai microfoni di Antenna Sud, si dice soddisfatto: «Sono contento della prestazione della squadra, abbiamo prodotto un buon calcio proponendo anche un’ottima fase di palleggio. Abbiamo creato tanto anche dopo il secondo gol subito anche se, oggettivamente, è stato un’autentica disgrazia perché è impossibile che quattro dei nostri non siano riusciti a togliere palla a Parlati. Ma va bene così. Dopo tutto quello che ci è successo e che ci sta capitando, io credo che questa vittoria valga veramente tanto». Sui tanti cambi: «Il coraggio non deve farsi sovrastare dalla paura, io questa squadra l’ho costruita con tanti sacrifici. Sapevo che chiunque avrebbe giocato mi avrebbe dato delle soddisfazioni. MI aspetto il massimo da tutti». Poi un messaggio in vista di domenica prossima quando il Taranto sfiderà il Cerignola, ma non si sa ancora in quale stadio. «Sono soprattutto felice per i tifosi: ora è giusto che domenica possano guardare allo Iacovone».
ANTONINI AL CUBO. Tre gol in quattro partite: tolta quella di Picerno, Matias Antonini è andato a segno in ogni occasione eguagliando già il record di marcature in rossoblù dello scorso anno e portandosi a -3 di quelle siglate a Ravenna in D nell’annata 2021/22, la migliore a livello realizzativo. Un valore aggiunto in retroguardia ed è risaputo considerando l’interesse di tanti club di B (e qualcuno pure di A) su di lui, ma a conti fatti anche lì in avanti: è una sentenza su calcio piazzato e negli schemi offensivi ionici è compreso anche lui, un difensore che segna al pari di un affermato centravanti. È in scia dei big del campionato: il suo nome figura accanto a quelli di Costantino, Fabrizi, Ferrante, Malcore, Maniero e Murano, di professione bomber. Sontuoso su azione d’angolo (in generale sui calci piazzati), ma pure nelle retrovie: diverse le incursioni dei laziali svanite in un nulla di fatto ogni qualvolta i centravanti di Romondini sono stati costretti a fronteggiarlo. Un calciatore del genere, con la C, ha davvero poco a che fare, ma tutto l’ambiente Taranto si augura che la permanenza del brasiliano nella città dei due mari possa protrarsi il più a lungo possibile. Continuando a giocare così, già a gennaio potrebbero esservi delle novità.













