Dopo l’approvazione del bilancio del Taranto F.C. 1927 si sono avute molte reazioni, alcune esagerate, altre immotivate, per tale motivo abbiamo raggiunto telefonicamente il Dott. Giuseppe Lo Savio che, con grande precisione e cura del dettaglio, ci ha spiegato quanto emerso durante l’assemblea di questa mattina.
Dott. Lo Savio, innanzitutto, cosa è emerso dall’assemblea dei soci di questa mattina?
E’ emerso che c’è una perdita di esercizio in negativo che è dovuta non alla gestione del botteghino, sponsor o altro ma da una svalutazione di crediti iscritti in bilancio qualche esercizio fa. La società di revisione, che controlla i bilanci e che fa relazioni sia trimestrali che semestrali, ha conferito con la società e l’ha “obbligata” a svalutare quei crediti perchè ormai diventati inesigibili. Parliamo di alcuni crediti riferiti anche a società dichiarate fallite di cui una parte il Taranto Calcio potrebbe recuperare in sede di procedura fallimentare. Questi crediti abbastanza consistenti erano nella parte attiva del bilancio quando si era in serie D, ora, valutati, figurano nella parte passiva. Inoltre nella parte passiva risultano esserci pagamenti e rimborsi spesa relativi alla stagione di Serie D, effettuati dopo il 30.06.2021 e, pertanto, ricadenti in questo esercizio. A tali voci vanno aggiunte anche le somme delle multe registrate la stagione scorsa, per circa 40 mila euro. Senza tali fattori il bilancio non si sarebbe chiuso in perdita.
Oltre la perdita di esercizio, ci sono anche i debiti…
Molti confondono debiti, patrimonio, perdite di esercizio. Purtroppo oggi siamo tutti conoscitori di tutto. Io sono l’ultimo degli ultimi però bisogna dare voce a chi è del mestiere e dargli la possibilità di esprimere un giudizio su come opera. I debiti ci sono. Si deve però tener conto che la società è stata in serie D, ci sono stati i mancati incassi del periodo Covid e non è stato fatto nessun abbonamento. Si deve tener presente, altresì, che la società ha dovuto affrontare costi che si è portata dalla serie D. Io parlo con i numeri senza parteggiare per nessuno, la società è sempre stata presente economicamente perchè i costi ci sono, il campionato di serie C è un campionato difficile, ha pochi introiti, bisogna metterci soldi e per fare un esempio, il Catanzaro la stagione scorsa ha avuto una perdita di 3,5 milioni di euro. Nel bilancio del Taranto è tutto scritto, i debiti ci sono ma se l’anno scorso avevamo 100 di debito e quest’anno chiudiamo con 150 non bisogna allarmarsi perchè abbiamo a disposizione delle leggi nazionali che permettono di spalmare i contributi mensili negli anni successivi. Il Taranto, come tutte le squadre professionistiche, ha aderito a questa possibilità. Teniamo presente che questa società non ha preso mai un punto di penalizzazione e ad oggi ha pagato tutti gli stipendi e contributi di Settembre e Ottobre. Il Taranto, a Giugno, si è iscritto al campionato perchè, nel mio studio, io, il Direttore Galigani e la segretaria Sigrisi abbiamo fatto di tutto per rateizzare delle somme i cui atti non erano stati ancora notificati dall’Agenzia delle Entrate. Questa situazione debitoria non deriva solo dalla gestione Giove. Sono i numeri che parlano. Non comprendo questo allarmismo scaturito anche da parte della Fondazione. Lo ritengo eccessivo perchè stamattina c’ero io in assemblea a dare loro tutte le spiegazioni possibili e immaginabili. Sul budget di previsione non posso dare risposte, una società deve avere un piano per ricapitalizzare o fare investimenti ma non sono il proprietario e su questo non posso dare risposte.
Riguardo le perdite del periodo covid?
La legge prevede che le perdite relative al 2020 e 2021 possono essere spalmate e ripianate entro i successivi cinque anni; la società farà fronte a questo, ne ha preso atto e adempirà entro i termini di legge previsti.
Qual è l’intenzione della società a fronte dei dati emersi in stamattina?
La società, quindi il socio di maggioranza, ha tutta l’intenzione di ricapitalizzare. Fermo restando che fino ad oggi il Presidente ha sempre messo soldi, non parlo dell’iscrizione di 50 mila euro, sarebbe facile farlo. Il Presidente è sempre intervenuto per ripianare le varie situazionis che gli organi di controllo verificano anche a distanza di anni. E parliamo di Covisoc e società di revisione i cui parametri vanno rispettati.
Possiamo tranqullizare i tifosi e dire che il Taranto non sta fallendo?
Stiano tranquilli, il Taranto non sta fallendo. Sento troppe cose in merito. Ho sentito parlare di punti di penalizzazione già un mese fa quando la scadenza era il 16 dicembre per pagare gli stipendi e tutto è stato ottemperato nei termini. Adesso, per esempio, il prossimo step è Febbraio ma non vedo il motivo per il quale il Taranto non debba pagare come ha sempre fatto fino ad oggi. Fallimento è un parolone. Il Presidente può essere simpatico o antipatico ma bisogna stare attenti alle parole. Il Taranto è una società di capitali, è un investimento. Posso garantire che il Presidente ha investito soldi propri. Per quanto riguarda la parte amministrativa si fa un lavoro molto oculato attraverso la segretaria Sigrisi che è una persona molto precisa e preparata.
Maurizio Corvino
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