di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
Tradito dalle immediate ma inevitabili metamorfosi, che hanno destabilizzato quei meccanismi mnemonici assimilati dopo mesi di prove ed esibizioni, già acquisiti nello sviluppo della manovra, nell’equilibrio delle due fasi di gioco, nella sinergia fra i reparti. Anche sfortunato, spesso precipitoso, sicuramente poco lucido e poco cinico nelle occasioni vanificate, forse disorientato sotto il profilo psicologico, dell’identità e dell’intensità. Il Taranto incassa a Messina la prima sconfitta del girone di ritorno e del nuovo anno solare, ed interrompe la sequenza di sei risultati utili consecutivi contro la lanciatissima squadra peloritana che, complice una rinnovata organizzazione ed un pragmatismo strategico e semplice educato dal tecnico Giacomo Modica, fortifica la scia d’entusiasmo inaugurata col blitz sorprendente in casa della Casertana ed avanza in graduatoria, allontanandosi dalle sabbie mobili della zona play out. Successo per 1-0 quello incamerato dai siciliani, grazie alla rete di Zunno suggellata al 57’, in una partita che trasforma i proprio parametri dieci minuti dopo, a causa dell’espulsione del fantasista rossoblu Bifulco per doppia ammonizione. Trittico di esordienti obbligatorio per il Taranto, orfano di tre pedine insignite di titolarità: nel giorno della comunicazione del crisma dell’ufficialità del trasferimento di Antonini, faro inamovibile della retroguardia approdato in serie B alla corte del Catanzaro, debutta il coriaceo Miceli al centro della retroguardia, supportato ai suoi lati da Luciani e Riggio, con Vannucchi a tutela del pali. Non solo: la precarietà a centrocampo prevede anche l’inserimento del fresco arrivato Valietti sulla fascia destra, al posto dell’infortunato Mastromonaco, mentre la sponda opposta mancina è presidiata da Panico in luogo dello squalificato Ferrara; in mediana, invece, il tandem sperimentale è composto da Calvano e da Fiorani (anche Romano ha abdicato dal progetto ionico e si è accasato al Giugliano). Per quel che riguarda il tridente, Ezio Capuano, accomodatosi sugli spalti perché appiedato dal giudice sportivo (ad impartire disposizioni c’è il vice Cosimo Zangla, originario proprio di Messina), opta per l’esordio di De Marchi come terminale offensivo coadiuvato dai trequartisti Kanoute a destra e Bifulco a sinistra. “Il Messina è stato bravo a sfruttare la sua occasione più limpida dall’evoluzione su palla inattiva. Noi abbiamo poco da rimproverarci: abbiamo disputato una prova di forza, non era semplice imporci sul campo di un avversario così organizzato- ha commentato il vice allenatore Zangla- Ci siamo riusciti imponendo il nostro gioco, abbiamo avuto almeno tre, quattro palle gol distribuite fra i due tempi: purtroppo abbiamo peccato di cinismo sotto porta. Ci rammarichiamo per i nostri errori”. Questione di rodaggio e di integrazione delle nuove pedine: “Non ci siamo indeboliti in questa porzione di mercato- ha dichiarato il tecnico in seconda- Abbiamo ingaggiato giocatori forti: alla vigilia, Capuano ha ribadito che questa squadra possiede codici ben precisi e che per i neo acquisti non sarebbe stato semplice inserirsi immediatamente. Occorrerà qualche tempo, ma crediamo nel loro valore”. La prima frazione di gioco si evolve sotto l’egida del controllo reciproco e dell’alternanza nell’approccio più alto ed aggressivo per i primi venti minuti, caratterizzati da puntualità nelle chiusure, come da creatività centellinata in avanti. Ad essere più intraprendente è il Messina, che intensifica le verticalizzazioni a schiacciare gli ionici nella propria metà campo, sino a costruire la prima opportunità che spezza il ritmo simmetrico della contesa: al 21’, infatti, si registra il tentativo di Salvo che carica il destro deviato da Miceli in angolo; il suggerimento dalla bandierina è accolto da Pierluca Luciani, il quale stacca di testa ma, sbilanciato dal placcaggio di Calvano, spedisce la sfera sul fondo. Il Taranto rischia grosso al 27’ a causa della lettura errata che induce Vannucchi lontano dai pali e della quale approfitta ancora Pierluca Luciani, segnando a porta sguarnita: la rete è annullata per fuorigioco, però. La formazione ionica si riscatta confezionando la sua prima chance al 29’: Bifulco si districa elegantemente sul versante mancino ai danni di Salvo, poi inventa l’assist per De Marchi in corsa dalla parte opposta; il nuovo attaccante rossoblu supera la marcatura dell’ex Manetta e si esibisce in un destro al volo destinato sul fondo. La ripresa s’inaugura con un lampo del Taranto: De Marchi mutua una palla recuperata a centrocampo e la incrocia ma si lascia ipnotizzare da Fumagalli, abile a chiudergli lo specchio della porta. Il vice Zangla lo sostituisce al 50’ con Orlando, mentre il collega Modica opta per Plescia ed Ortisi rispettivamente per Luciani e Polito. Il Messina conquista il vantaggio al 57’ e proprio i due subentrati creano i presupposti, con Ortisi che smista la sfera attraverso un’apertura dal versante destro, Plescia che la protegge nonostante una marcatura moltiplicata e riesce a concederla a Marco Zunno appostato sul secondo palo: la sua deviazione col destro in mischia non lascia scampo. Per gli ionici, Fabbro rileva Valietti al 63’. Ed al 67’, invece, il Taranto resta in inferiorità numerica: Bifulco rincorre Salvo involatosi sulla corsia destra e lo atterra fallosamente; l’arbitro Calzavara della sezione di Varese non ha dubbi ed espelle il fantasista rossoblu per doppia ammonizione. La compagine rossoblu perde anche Calvano per problemi fisici al 74’, rilevato da Zonta, mentre Samele prova a garantire struttura e centimetri al posto di Kanoute. Un minuto più tardi, al 75’, è lo stesso Zonta ad orientare la sfera in verticalizzazione, a penetrare in area ed a servire l’accorrente Fabbro, il quale spreca clamorosamente sul fondo un tiro ravvicinato col destro.














