RASSEGNA STAMPA DEL 2 GIUGNO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Il colpo di teatro e la tela di Penelope. Sul palcoscenico del calcio a Taranto c’è chi fa e chi disfa, e la cultura del progetto non corrisponde al concetto della continuità. Nel giorno in cui la società ionica presentava ufficialmente alla piazza il nuovo direttore sportivo Nicola Dionisio, era Giuseppe Laterza ad offrire un’implicita, improvvisa ed amara sorpresa, annunciando in privato ai dirigenti la sua volontà di non onorare il secondo anno di contratto professionistico sulla panchina rossoblu, il terzo consecutivo dai fasti della promozione dalla serie D. E’ stato un epilogo di maggio a tratti destabilizzante per l’ambiente tarantino: da un lato, la sicurezza dell’ingaggio e la chiarezza dei programmi dispensati dal neo responsabile dell’area sportiva, l’esperto Dionisio appunto, selezionato dopo un mese di ricerche incessanti e posteriori all’esonero prematuro di Francesco Montervino; dall’altro, il commiato inaspettato dal tecnico Laterza, amato dalla tifoseria, prediletto dal presidente Giove che ha scommesso sulle sue gesta due stagioni fa, consacratosi da neofita a stratega della nuova generazione, adorato dalla stampa, dalla quale ha ricevuto costantemente tributi, applausi ed incoraggiamenti. Nella tarda mattinata di martedì, infatti, Giuseppe Laterza aveva incontrato e colloquiato col consulente Vittorio Galigani, esternandogli i propri dubbi circa la sua regolare permanenza alla guida della Prima Squadra, quindi alludendo all’aspirazione ed al rinnovamento verso un nuovo progetto professionale e personale. Che dovrebbe identificarsi nel Monopoli: la società biancoverde aveva da poche ore certificato il suo divorzio dal trainer Alberto Colombo, dopo l’estromissione dalla doppia sfida play off col Catanzaro, e sta optando per un repulisti ai vertici, previa acquisizione dell’esatta metà delle quote societarie da parte di Francesco Rossiello, ex patron del Bitonto, un’operazione avvenuta ieri. “Mister Laterza non sarà più l’allenatore del Taranto- aveva esordito il dirigente Galigani- Ci ha espresso la sua intenzione di intraprendere un nuovo percorso professionale: io ed il presidente abbiamo avallato la sua decisione, non ci è dato sapere quale sarà il suo futuro. Forse sarà lui a comunicarlo, nei modi e nei termini prescelti, se lo riterrà opportuno”. Maschera bene un certo stupore, Massimo Giove: “Laterza andrà via, non sarà l’allenatore del Taranto per la prossima stagione- aveva confermato il maggior azionista rossoblu, mentore del giovane condottiero di Fasano- Sinceramente non me l’aspettavo: domani mattina (ieri, ndr) ci incontreremo per risolvere la questione in modo pacifico. Con Giuseppe esiste un rapporto speciale, gli voglio bene, ma il calcio può stravolgere tutto. Insieme col direttore Dionisio dovremo accelerare per individuare il suo sostituto”. In prospettiva della rescissione consensuale dell’accordo che ha vincolato sinora Laterza al sodalizio ionico, il debutto operativo del direttore Dionisio nel contesto rossoblu è caratterizzato dalla trasformazione dei criteri inerenti alla programmazione ed all’allestimento dell’organico che affronterà il prossimo campionato di Lega Pro: analisi dei documenti pluriennali vantati da molti tesserati, probabile epurazione degli elementi che non saranno ritenuti funzionali al sistema tattico che il prossimo allenatore del Taranto vorrà adottare, successiva selezione accurata per quella sinergia equilibrata fra parco over e giovani talentuosi già confidata dal demiurgo di origine campana durante la conferenza stampa a lui dedicata. Stravolta la base, poiché il connubio fra Dionisio e Laterza non esisterà: “Nel calcio può succedere di tutto, per me non è un problema: inizia un nuovo percorso, in cui ho il piacere e l’onore di guidare, sotto l’aspetto sportivo, un club storico come il Taranto- ha commentato il nuovo esponente- Mister Laterza ha lavorato benissimo, ha vinto un campionato di serie D ed ha blindato una salvezza importante in Lega Pro: ha scelto altre mete, lo rispettiamo ma dobbiamo necessariamente andare avanti. Non possiamo concentrarci sul passato, ma contribuire al miglioramento futuro”. Firma apposta su un contratto di validità annuale, senso di responsabilità innato, pragmatismo, ambizione e dimestichezza nel settore, Nicola Dionisio aveva sospettato un addio da parte del trainer rossoblu: “Me l’aspettavo. Ho parlato con mister Laterza: l’esperienza mi ha fatto accorgere di una sua propensione ad interrompere l’avventura al Taranto, ascoltando le sue parole. Evidentemente vuole lasciare un bel ricordo: è una scelta del mister, per me sarebbe potuto restare, ero già d’accordo con i dirigenti. Ne prendiamo atto”. L’equazione più spendibile rimanda all’asse Dionisio- Di Costanzo da replicare nella città dei Due Mari, dopo la miracolosa salvezza conquistata nelle fila del Brindisi: “Dovremo nominare il nuovo allenatore la settimana prossima, assolutamente: bisogna decidere il periodo del ritiro, strutturare un nuovo staff tecnico, quindi pensare al mercato. La mia collaborazione con Nello Di Costanzo è stata impeccabile, parliamo di un professionista che ha conosciuto la serie B: umiltà, sacrificio e poche chiacchiere sono state le nostre armi determinanti per l’impresa biancazzurra”. Il prototipo dello stratega privilegiato dal nuovo direttore sportivo ionico ha una fisionomia precisa: “Prima di tutto, deve essere un allenatore preparato: oggi ce ne sono tanti carenti in materia. Poi all’altezza per guidare una squadra del calibro del Taranto. Deve vantare doti umane notevoli ed anche comunicative: l’approccio con la piazza è fondamentale. Deve essere educato, per entrare in sintonia con la società, la tifoseria, la città”. “Vorrei un allenatore esperto, per coordinare il Taranto è essenziale- ha puntualizzato Dionisio- In passato le mie politiche erano diverse: puntavo su tecnici giovani, ne ho lanciati parecchi. Adesso, col tempo e con le metamorfosi del calcio, ho capito che devo agire diversamente. Punto su un trainer che faccia giocare bene la sua squadra, che la faccia esercitare sui dettagli e che fortifichi un rapporto sincero col suo gruppo”.














