RASSEGNA STAMPA DEL 7 GIUGNO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Il nuovo corso. La candidatura era insistente, adesso l’investitura è ufficiale: sarà Nello Di Costanzo ad accomodarsi sulla panchina del Taranto per il prossimo campionato. Ad annunciarlo, attraverso il rituale comunicato stampa, è stato lo stesso sodalizio ionico nel primo pomeriggio di ieri: “Nello Di Costanzo sarà il nuovo allenatore del Taranto Football Club 1927 per la stagione sportiva 2022/2023- si legge nella nota- L’accordo avrà durata annuale, con opzione per il secondo anno, ed avrà decorrenza dal 1° luglio 2022. Auguriamo al nostro nuovo allenatore di raggiungere, insieme a noi, i migliori risultati sportivi”. Nessuna sorpresa, persino un’attesa assottigliata, successiva all’inaspettata volontà, da parte di Giuseppe Laterza, di rescindere il contratto che lo vincolava alla realtà rossoblu per un ulteriore torneo. Tutto è accaduto in fretta, in un contesto permeato di sentimenti contrastanti: l’epilogo dell’incessante ricerca del nuovo direttore sportivo, durata un mese intero dal termine del campionato regolare, quindi dall’esonero di Francesco Montervino, era stato rintracciato nell’ingaggio di Nicola Dionisio, esperto selezionatore e recente artefice della prodigiosa salvezza ottenuta a Brindisi, in una situazione drammatica, corretta magistralmente dall’opera del connubio formato proprio con Nello Di Costanzo, timoniere della squadra adriatica che si è resa protagonista di un girone di ritorno determinante per numeri, crescita e traguardo della conservazione della categoria dilettantistica. L’alternativa giusta nella mente del neo demiurgo Dionisio, il quale aveva dialogato telefonicamente con Laterza nelle prime battute del suo arruolamento, confidando di aver percepito una certa perplessità da parte del giovane stratega originario di Fasano a proseguire la sua avventura più che esaltante in riva allo Ionio. Un rapporto lavorativo destinato a non concretizzarsi, nonostante la sicurezza ostentata dal presidente Massimo Giove ed il beneplacet assicurato dal dirigente campano: eredità delicata, quella lasciata da Giuseppe Laterza, adorato dalla piazza, autentica scommessa della società ionica, stratega dell’ascesi dalla serie D conquistata un anno fa, neofita in grado di custodire e garantire la classe professionistica alla fine di viaggio agonistico eccellente nella sua prima porzione (Taranto migliore compagine fra le neopromosse in serie C), complicato nella seconda frazione (imprevisti, precarietà d’organico e continuità compromessa, sino alla permanenza aritmetica). Raccoglierne il testimone non genera ansia in Nello Di Costanzo, forte della dimestichezza maturata in tanti anni di Lega Pro, così come della cognizione sviluppata anche fra le insidie del dilettantismo: nato a Roma nel ’61, negli ultimi sette anni il tecnico ha accettato molte sfide sul palcoscenico della LND campana, peregrinando dalla panchina dell’Ischia Isolaverde a quella della Frattese, assumendo l’incarico di direttore tecnico della Casertana nel dicembre 2018, proseguendo con un esonero prematuro, dopo otto turni di campionato, alla guida della Nocerina nel 2019, per poi riscattarsi nella gestione dell’Afragolese, formazione con la quale blinda la salvezza, senza però la ricompensa di una riconferma (2021). Da tributi invece l’esibizione a Brindisi: i biancazzurri interpretano un avvio drammatico di competizione, la situazione è fallimentare, e Di Costanzo rileva dal collega Chianese una squadra relegata in fondo alla classifica, con un solo punto all’attivo. E’ storia recente la miracolosa salvaguardia della LND. Taranto rappresenta l’ennesima occasione di un rinnovato confronto con la Lega Pro, per Nello Di Costanzo: dal 2001/02 al 2006/07 e dal 2012 al 2015, infatti, il trainer laziale ha coordinato ben sette Prime Squadre di Serie C. La prima porzione è caratterizzata dai bienni vissuti a Benevento ed a Venezia, intervallati dalla prestazione al cospetto della Juve Stabia: nel 2004/05 le “vespe” sono premiate dal ripescaggio in serie C1, al termine degli spareggi persi contro la Cavese e di un lusinghiero iter fermatosi ad un solo punto alle spalle della capolista Manfredonia. Da applausi l’impresa in laguna, per Nello Di Costanzo: ingaggiato dal Venezia, risorto dalle ceneri del fallimento e militante in C2, riesce a scalare la graduatoria dalla penultima posizione, sino a vincere clamorosamente il campionato stesso. La stagione successiva è impreziosita da un cammino perentorio nel girone d’andata, quindi dalla conquista dei play off in chiosa del giro di boa: il doppio duello col Pisa, però, non risulta propizio. Non scalfisce l’interesse dei club di serie B nei confronti del trainer romano: nella stagione 2007/08 è il Messina ad assumerlo, una fiducia ripagata con la salvezza ottenuta con sei giornate d’anticipo. In chiaroscuro i successivi impegni ad Ascoli e Padova. La seconda tranche consumata in Lega Pro annovera il ruolo di stratega nelle fila di Barletta (sesto posto, dopo l’avvicendamento con l’ex rossoblu Marco Cari), Carrarese ed Aversa Normanna (eventi sfortunati) ed ancora Messina (prima retrocessione della sua carriera, i peloritani perdono i play out contro la Reggina nel 2015). Nello Di Costanzo, all’anagrafe Cuono, è cresciuto come centrocampista in vivai di prestigio come quelli di Milan e Napoli: nelle fila della formazione Primavera partenopea è stato protagonista dello scudetto nel lontano 1978/79. Successivamente, la dimensione agonistica si evolve in categorie minori, fra Gladiator, Afragolese e Turris. Di Costanzo consegue il patentino di allenatore di prima fascia a Coverciano nel 1996: curiosità desta l’argomento della sua tesi, omaggiata col massimo dei voti. Scrive ed illustra le dinamiche della fase offensiva nel sistema tattico più classico, quel 4-4-2 adottato in molte circostanze dai suoi esordi, sino alla sperimentazione del trittico difensivo (3-5-2), con particolare attenzione per il dinamismo e l’intuito sulle corsie esterne e cura per la fase atletica del gruppo.














